Il trojan che cifra i dati, a cui ci si riferisce anche con il nome di CryptoHost, si diffonde attraverso software altrimenti legittimi. I G DATA Security Labs hanno identificato Manamecrypt un nuovo ransomware noto anche come CryptoHost. Questo nuovo malware non solo cifra i file ma blocca anche il funzionamento di determinate applicazioni che presentano stringhe particolari nel nome del rispettivo processo. Inoltre viene veicolato in modo decisamente atipico per questa tipologia di minacce: si presenta in “bundle” con software altrimenti legittimi e viene installato insieme all’app manipolata.
La sicurezza dei dati personali è di fondamentale importanza. Qui trovate consigli su come proteggere le informazioni personali.
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G DATA scopre ransomware Manamecrypt che blocca noti antivirus
Il trojan che cifra i dati, a cui ci si riferisce anche con il nome di CryptoHost, si diffonde attraverso software altrimenti legittimi. I G DATA Security Labs hanno identificato Manamecrypt un nuovo ransomware noto anche come CryptoHost. Questo nuovo malware non solo cifra i file ma blocca anche il funzionamento di determinate applicazioni che presentano stringhe particolari nel nome del rispettivo processo. Inoltre viene veicolato in modo decisamente atipico per questa tipologia di minacce: si presenta in “bundle” con software altrimenti legittimi e viene installato insieme all’app manipolata.
Eliminare rootkit e altro malware avanzato con Windows Defender Offline
Eliminare rootkit e altro malware avanzato. Windows Defender Offline protegge il PC effettuando la scansione per rimuovere rootkit e altro malware avanzato che non sempre vengono individuati o rimossi dai programmi anti-malware. Esso viene lanciato all'avvio del computer ed agisce contro malware e virus prima che Windows venga caricato e, quindi, prima che l'infezione possa produrre effetti.
Prosegue l'infezione del cosiddetto virus della SIAE, come rimuovere
Iniziato con la finta pagina della Guardia di Finanza che intima di pagare una multa di 100 euro per aver scaricato materiale pedo-pornografico e promulgato attività terroristiche, ora si va ad aggiungere anche la S.I.A.E. alla lunga lista delle “entità” che si accontentano di 100 euro per chiudere un occhio e restituire l’uso del computer all’utente accusato di aver scaricato illegalmente musica e materiale coperto da Copyright. L’analisi del nuovo virus categoria ransomware è effettuata dalla società antivirus italiana Tg Soft.
Attenzione al virus della "guardia di finanza", istruzioni per rimozione
Numerosi utenti sono incappati in una pagina Web su cui è stato fraudolentemente applicato il logo della Guardia di Finanza e lo slogan “Insieme per la legalità” copiati dal sito istituzionale “www.gdf.it”, viene detto che il computer adoperato presenta contenuti illegali (immagini pedopornografiche e messaggi terroristici), si chiede il pagamento di 100 euro (da eseguirsi in via elettronica) per il ripristino delle funzionalità dell’apparato che sarebbe stato bloccato per ragioni preventive.
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