Secondo dati McAfee 1 computer su 6 non è protetto, Italia al 2° posto


La mancanza di protezione dei PC è un problema di portata globale. McAfee, la principale azienda focalizzata sulle tecnologie di sicurezza, annuncia oggi i sorprendenti risultati di un’analisi condotta a livello globale effettuata allo scopo di determinare la percentuale dei proprietari di personal computer sprovvisti di soluzioni di sicurezza. All’interno dello studio, che ha esaminato i dati provenienti da scansioni volontarie effettuate su una media di 27-28 milioni di computer al mese, i ricercatori McAfee hanno rilevato che il 17% di chi naviga su web (13,6% in Italia) è completamente sprovvisto di protezione.

Attivo sms solidale da 2 euro per i terremotati emiliani al numero 45500


E' attivo un servizio di sms solidale: al numero 45500 si possono donare 2 euro per dare un aiuto alle popolazioni delle zone colpite dal terremoto. Il ricavato verrà versato sul fondo della Protezione civile. L'iniziativa è frutto di un accordo tra Regione Emilia-Romagna e Protezione civile nazionale. Si potranno donare 2 euro anche da rete fissa, sempre chiamando lo stesso numero.

Microsoft e Polizia Postale insieme per diffondere la sicurezza informatica


Dalla collaborazione strategica tra Microsoft e Polizia Postale e delle Comunicazioni nasce il progetto SicuriOnline. Attraverso il sito www.sicurionline.it il progetto intende offrire una risposta concreta alle esigenze dei milioni di utenti italiani che, nella gestione quotidiana della propria vita digitale, spesso agiscono ignari dei rischi legati alla tutela della privacy, alla sicurezza dei propri dati e dell’utilizzo di device come PC, cellulari e tablet.

Inoltre, grazie al simpatico quiz “Sei sicuro?” è possibile scoprire in pochi semplici passi il proprio livello di sicurezza digitale, imparando a migliorare di conseguenza i propri comportamenti online. Una recente indagine condotta da Microsoft in 27 paesi ha evidenziato che, in Italia, solo il 2% degli utenti Internet ha piena consapevolezza dei rischi della rete e le conoscenze per proteggersi mentre il 71% dispone di una protezione online di base, ma non possiede le competenze adeguate per difendersi dalle minacce sempre più sofisticate della cybercriminalità, quali il phishing e il furto di identità, piazzandosi agli ultimi posti tra i paesi in termini di sicurezza.

In questa direzione, sicurionline.it nasce come strumento per fornire agli utenti le informazioni fondamentali sul tema della sicurezza e come punto d’accesso rapido e intuitivo per trovare una risposta ai propri dubbi offrendo una duplice chiave di lettura, per andare incontro al tipo di approccio in cui il singolo utente si riconosce maggiormente. La prima parte dai possibili problemi nei quali è possibile imbattersi e si sviluppa appunto nel Decalogo della Sicurezza, con i consigli per affrontarli al meglio. Il Decalogo della Sicurezza individua le principali problematiche digitali raggruppandole all’interno di dieci aree principali.


Dai consigli per difendere la propria identità online a quelli per tutelarsi da truffe e raggiri digitali, dalle dritte per proteggere i propri dati sensibili a quelle per rendere la navigazione di bambini e ragazzi priva di rischi: tutto questo viene raccontato in maniera semplice e chiara per rendere il web più sicuro per adulti e ragazzi. A ciascuna di queste aree è poi associato un video realizzato da Polizia Postale e delle Comunicazioni, con utili consigli pratici sui comportamenti da tenere sia per prevenire che per risolvere le diverse criticità.

Un’area è invece interamente dedicata agli strumenti informatici - come software, servizi, programmi e così via - approfondendone caratteristiche e garanzie in termini di privacy e sicurezza. Per ciascuno dei prodotti Microsoft presenti sul sito, tra cui Internet Explorer, SkyDrive, Hotmail e Messenger, è stata realizzata una pagina che mette in relazione i temi di sicurezza e privacy con le caratteristiche e le peculiarità di ognuno. Inoltre, per avvicinare ulteriormente le famiglie a queste tematiche, su tutte le pagine è presente una sezione per i genitori, con suggerimenti pratici legati all’utilizzo del PC e alla navigazione in rete da parte di bambini e ragazzi.

Il lancio del sito www.sicurionline.it e del Decalogo della Sicurezza è solo il primo passo del progetto SicuriOnline, che prevede di sviluppare nel tempo una serie di iniziative a supporto della diffusione della cultura della sicurezza informatica e che vedrà nell’Internet Safer Day 2013 un appuntamento importante. L’iniziativa ha preso in occasione delle celebrazioni del 160° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato.

Via: Microsoft

Prosegue l'infezione del cosiddetto virus della SIAE, come rimuovere


Iniziato con la finta pagina della Guardia di Finanza che intima di pagare una multa di 100 euro per aver scaricato materiale pedo-pornografico e promulgato attività terroristiche, ora si va ad aggiungere anche la S.I.A.E. alla lunga lista delle “entità” che si accontentano di 100 euro per chiudere un occhio e restituire l’uso del computer all’utente accusato di aver scaricato illegalmente musica e materiale coperto da Copyright. L’analisi del nuovo virus categoria ransomware è effettuata dalla società antivirus italiana Tg Soft.

Pedofilia: Cei, linee guida nei casi di abusi sessuali di chierici su minori


Sono state presentate martedì all'Assemblea generale della Cei - Conferenza episcopale italiana - le "linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici" approvate a gennaio dal consiglio permanente e poco dopo dalla Congregazione per la Fede. Il triste e grave fenomeno degli abusi sessuali nei confronti di minori da parte di chierici - si legge nella premessa - sollecita un rinnovato impegno da parte della comunità ecclesiale, chiamata ad affrontare la questione con spirito di giustizia, in conformità alle presenti Linee guida.

In quest’ottica, assume importanza fondamentale anzitutto la protezione dei minori, la premura verso le vittime degli abusi e la formazione dei futuri sacerdoti e religiosi. Il Vescovo che riceve la denuncia di un abuso deve essere sempre disponibile ad ascoltare la vittima e i suoi familiari, assicurando ogni cura nel trattare il caso secondo giustizia e impegnandosi a offrire sostegno spirituale e psicologico, nel rispetto della libertà della vittima di intraprendere le iniziative giudiziarie che riterrà più opportune.

Una speciale cura - si legge nelle linee guida - deve essere posta nel discernimento vocazionale dei candidati al ministero ordinato e delle persone consacrate, nell’iter di preparazione al diaconato e al presbiterato. Piena osservanza deve essere assicurata alle previsioni contenute nel Decreto generale circa la ammissione in seminario di candidati provenienti da altri seminari o famiglie religiose della Conferenza Episcopale Italiana (27 marzo 1999), riservando una rigorosa attenzione allo scambio d’informazioni in merito a quei candidati al sacerdozio o alla vita religiosa che si trasferiscono da un seminario all’altro, tra diocesi diverse o tra Istituti religiosi e diocesi.

Il Vescovo tratterà i suoi sacerdoti - si legge ancora - come un padre e un fratello, curandone la formazione permanente e facendo in modo che essi apprezzino e rispettino la castità e il celibato e approfondiscano la conoscenza della dottrina della Chiesa sull’argomento. Quando il Vescovo abbia notizia di possibili abusi in materia sessuale nei confronti di minori ad opera di chierici sottoposti alla sua giurisdizione, deve procedere immediatamente a un’accurata ponderazione circa la verosimiglianza di tali notizie.

Occorre evitare di dar seguito a informazioni palesemente pretestuose ovvero diffamatorie, o comunque prive di qualsiasi riscontro probatorio plausibile, per cui ogni ulteriore investigazione appaia "assolutamente superflua". Restano fermi i vincoli posti a tutela del sigillo sacramentale. Il procedimento canonico per gli illeciti in oggetto è autonomo da quello che si svolga per i medesimi illeciti secondo il diritto dello Stato.

Nel caso in cui per gli illeciti in oggetto siano in atto indagini o sia aperto un procedimento penale secondo il diritto dello Stato, risulterà importante la cooperazione del Vescovo con le autorità civili, nell’ambito delle rispettive competenze e nel rispetto della normativa concordataria e civile. Le Linee guida preparate dalla Conferenza Episcopale dovrebbero fornire orientamenti ai Vescovi diocesani e ai Superiori Maggiori nel caso fossero informati di presunti abusi sessuali nei confronti di minori, compiuti da chierici presenti sul territorio di loro giurisdizione.

[Testo integrale linee guida CEI, formato pdf]

Brindisi, Garante Privacy e Infanzia a media: tutelare dignità vittime


L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, di fronte al diffondersi in Rete e nei media, di foto delle giovani vittime del terribile attentato di Brindisi e in particolare della giovane Melissa, raccomanda il più rigoroso rispetto per le persone, tanto più se minori, e invita tutti i media e i siti web ad astenersi dal pubblicare e diffondere dettagli eccessivi e immagini dei ragazzi coinvolti che possano ledere la loro dignità.

Il Garante, si legge in una nota, "raccomanda, inoltre, particolare responsabilità e sensibilità nell'utilizzare foto messe in rete dagli stessi ragazzi per condividere momenti della loro vita. Mai come in questa occasione l'Autorità fa appello non solo al rispetto delle norme a tutela dei minori, ma anche e soprattutto al rispetto per il dolore profondo delle famiglie, della comunità scolastica e di tutta la comunità nazionale."

"Quanto più alta sarà l'attenzione posta a garantire il diritto di cronaca e di informazione nel rispetto delle regole e della sensibilità necessaria in queste circostanze, tanto più il lavoro della stampa, dei media e la stessa partecipazione della opinione pubblica rafforzeranno la democrazia e i principi sanciti nella nostra Costituzione."


"Lo sconcerto e la rabbia per la morte di Melissa Bassi e per le altre ragazze e ragazzi feriti questa mattina a Brindisi non trovano parole. Sono vicino alla famiglia Bassi ed alle altre colpite da questa tragedia. Sono preoccupato perché, chiunque sia stato, ha superato ogni limite coinvolgendo adolescenti che andavano a scuola. Quando le tensioni sociali si trasformano in conflitti senza più alcuna regola vuol dire che il Paese sta davvero vivendo un momento orribile". Queste le parole dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza Vincenzo Spadafora.

"Concordo con quanto detto dal Garante della Privacy - ha continuato Spadafora - soprattutto per il rispetto del dolore delle famiglie colpite in questo momento. L'immagine e l'intimità dei minori, se protagonisti, come oggi, di fatti di cronaca, vanno rispettate e tutelate. Soprattutto oggi, che grazie a strumenti come i social network, è facile ed immediato entrare nel privato dei nostri ragazzi. Mi unisco dunque all'invito verso tutti i media e i siti web ad astenersi dal pubblicare e diffondere dettagli eccessivi e immagini dei ragazzi coinvolti."

Via: TM News

Giornata contro l'omofobia, Istat: italiani discriminati a scuola e lavoro


Diffusi in occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia gli ultimi dati dell'Istat sul rapporto tra popolazione omosessuale e società italiana. Il 61,3% dei cittadini tra i 18 e i 74 anni ritiene che in Italia gli omosessuali sono molto o abbastanza discriminati, l'80,3% che lo sono le persone transessuali. Generalizzata appare la condanna di comportamenti discriminatori: il 73% è in totale disaccordo con il fatto che non si assuma una persona perché omosessuale o non si affitti un appartamento per lo stesso motivo.

Allarme Save the Children: in Italia 22,6% dei bambini è a rischio povertà


Viviamo in un’Italia smemorata, nelle mani di adulti che si sono dimenticati dei bambini. Altrimenti il nostro Paese sarebbe già corso ai ripari di fronte ai dati drammatici che ci posizionano ai primi posti della classifica europea sul rischio povertà minorile, e alla loro escalation negli anni: 1 minore su 4 oggi, pari al 22,6% dei bambini che sono nel nostro paese, è a rischio povertà, vive cioè in famiglie con un reddito troppo basso per garantirgli ciò di cui avrebbe bisogno per un sano e pieno sviluppo psichico, fisico, intellettuale e sociale.

Un dato che è il più alto degli ultimi 15 anni -con una  crescita del 3,3% rispetto al 2006 - e che ha uno spread, un differenziale rispetto agli adulti a rischio povertà, dell’8,2% (gli over diciotto in condizione di forte disagio economico sono infatti il 14,4% della popolazione italiana). Un dato che schizza a livelli mai registrati finora nel caso di bambini figli di madri sole - per i quali l’incidenza di povertà sale al 28,5% - e nel caso in cui il capofamiglia abbia meno di 35 anni: in questi nuclei 1 figlio su 2 è a rischio povertà.

Il Sud e le Isole sono le aree del paese a più alta incidenza di povertà, che raggiunge rispettivamente quasi il 40% (con quasi 2 minori ogni su 5 a rischio povertà) e il 44,7%. A fronte di ciò l’Italia è agli ultimi posti in Europa per finanziamenti a favore delle famiglie, infanzia e maternità con l’1,3% del Pil contro il 2,2% della media europea. Mentre purtroppo vanta altri primati negativi - dall’evasione fiscale alla corruzione - che, negli anni hanno sottratto risorse preziose alle centinaia di migliaia di minori che ne avrebbero avuto diritto e bisogno.

“Mentre si parla tanto e giustamente dello spread fra i titoli pubblici italiani e quelli tedeschi mai si sente parlare di quest’altro spread che riguarda la povertà e in particolare, la povertà minorile. I dati ci dicono infatti che negli ultimi 15 anni, con un intensificarsi del fenomeno fra il 2006 e il 2010, la povertà ha colpito più di tutti e con crescente intensità i bambini”, dichiara Valerio Neri, Direttore Generale Save the Children Italia.

“Ciò significa che non è stato fatto il necessario per evitare questa terribile deriva che colpisce proprio coloro - i bambini e gli adolescenti - che rappresentano il presente e il futuro del paese. Basti pensare che fino ad oggi, non solo l’Italia non si è data obiettivi mirati circa la riduzione della povertà minorile, ma non esiste nessun piano di intervento al riguardo”, prosegue Valerio Neri.

Se la povertà minorile dunque è costantemente aumentata negli anni, e molto più di quella degli adulti, dal 2006 al 2010, cioè in coincidenza con l’esplosione della crisi economica, è in notevole aumento anche l’intensità della povertà passata dal 28,1% del 2006 al 35,1% del 2010 (+7%), mentre nelle famiglie senza minori è cresciuta nello stesso arco di tempo di appena un punto e mezzo (dal 25,1% al 26,7%) e avrebbe conosciuto anzi una leggera flessione dal 2008 (-1,5%), documenta il dossier “Il paese di Pollicino", diffuso da Save the Children in occasione del lancio della nuova campagna “Ricordiamoci dell’Infanzia”.

EURES, avviso per gli utenti: e-mail scam con offerta falsi posti di lavoro


Persone in cerca di lavoro iscritte al portale EURES hanno ricevuto offerte di lavoro nel settore finanziario, molto probabilmente non veritiere, da parte di società denominate “Arrow Financial Group”, “Action Financial Group Pty Ltd.” e “Brentnall Financial Group Pty Ltd.”. Secondo EURES si tratta di messaggi di scam inviati da società truffaldine.

EURES raccomanda agli iscritti in cerca di impiego di non rispondere ai messaggi di posta elettronica inviati da queste società o da società simili e si scusa per gli eventuali disagi subiti dai nostri utenti a causa di tali messaggi. EURES sta lavorando attivamente per prevenire il ripetersi di tali azioni. Ad agosto 2011 sono stati segnalati diversi casi di spam o scam e si ritiene che la rete EURES e le sue banche dati siano state usate per attività illecite o contatti non richiesti.

EURES ha lavorato sodo per trovare una soluzione tecnica o altre soluzioni per impedire a società truffaldine o falsi datori di lavoro di usare in modo illecito i sui servizi. Al tempo stesso è importante stabilire un equilibrio, ovvero impedire a società false di contattare chi è alla ricerca di un impiego e consentire a società vere di entrare in contatto con utenti in cerca di lavoro registrati sul portale EURES.

Nel caso riceviate un messaggio di posta elettronica intestato a EURES (o altri messaggi di posta elettronica con offerte di impiego) occorre tener presente quanto segue:

  • Conosco il mittente dell’offerta di lavoro? Il contatto è stato avviato da me, ad es. mediante iscrizione a mailing list o ad avvisi e-mail? Il messaggio è stato spedito da un indirizzo di posta elettronica di EURES o da un altro indirizzo di posta elettronica che conosco?
  • Conosco la società? Se non avete mai sentito il nome della società occorre fare una ricerca approfondita, non soltanto esaminando il suo sito web, ma anche, ad es. cercando sue notizie sui mezzi di informazione.
  • State in guardia, alcuni truffatori potrebbero usare in modo illecito i nomi di società affermate o la rete EURES e falsificare gli indirizzi di posta elettronica e/o usare nomi di dominio fuorvianti.
  • Non aprite mai un’offerta di lavoro dove si chiede al destinatario di inoltrare o di ricevere del denaro o dove una società finge di non riuscire ad aprire un conto corrente, di non essere a conoscenza del codice fiscale, di non essere in grado di trasferire denaro, ecc.
  • Non indicate mai informazioni finanziarie su moduli di siti web nel corso di una procedura di assunzione. Nessuna società seria avvia una procedura di assunzione chiedendo il conto corrente o i dettagli della carta di credito.
  • Prima di chiamare un numero di telefono che vi è stato spedito con un messaggio di posta elettronica verificate che sia a tariffa ordinaria e non un costoso numero a pagamento.
  • Se ricevete un’offerta di lavoro illecita, non etica o comunque non appropriata al vostro profilo indicato nell’applicazione EURES CV online o se sospettate che il mittente abbia ottenuto il vostro indirizzo di posta elettronica dalla nostra banca dati dovete sempre inviare un reclamo usando il modulo online o contattare il servizio assistenza per mettere EURES in condizione di prendere le necessarie contromisure.
  • Siti web come http://www.fakechecks.org/ o http://antifraudintl.org riportano casi di truffa e forniscono suggerimenti per individuare messaggi di posta elettronica sospetti.
Via: EURES

Adolescenti: da bullismo a cyberbullismo, molestia si sposta su Internet


Gli adolescenti italiani sono sempre più sedentari, tanto che ben il 60% trascorre all’incirca 11 ore al giorno tra sedia e poltrona, ovvero tra scuola, Internet e Tv. Facebook e gli smartphone sono ormai fenomeni di massa. Sono infatti 8 su 10 i tredicenni che hanno il profilo su Facebook. Il fenomeno emerge dall'indagine 'Abitudini e Stili di Vita degli Adolescenti' della Società Italiana di Pediatria (Sip), giunta alla quindicesima edizione, che ha coinvolto un campione nazionale rappresentativo di 2081 studenti (1042 maschi - 1039 femmine) frequentanti la classe terza media inferiore.

Un dato positivo che emerge dall’indagine riguarda il bullismo. Si conferma una contrazione del fenomeno o, quantomeno, della percezione del fenomeno da parte degli adolescenti. A dichiarare di aver assistito (qualche volta o spesso) ad atti di bullismo è il 54% del campione. Un dato assoluto certamente non basso, ma significativamente minore rispetto al 61,5% registrato lo scorso anno e - soprattutto - rispetto al 75% del 2008. Quasi dimezzate dallo scorso anno sia la percentuale di chi pensa che un ragazzo o una ragazza prepotenti siano in gamba (dal 4,5 al 2,4%) sia quella di chi considera una spia chi riferisce gli episodi subiti (dal 10,5 al 5,1%).

Accanto a questi dati complessivamente confortanti c’è però una realtà ‘sommersa’ costituita dal cyberbullismo, ovvero persecuzioni, offese e molestie, perpetrate in rete, soprattutto attraverso i social network. Lo registra già il 43% degli adolescenti, percentuale che sale (ovviamente) al 62% tra i grandi utilizzatori della rete. “Il bullismo elettronico permette un maggiore anonimato del bullismo diretto o di quello indiretto di tipo sociale, anonimato che può far diminuire il senso di responsabilità da parte di chi agisce, permettendo l'azione prevaricante anche da parte di soggetti che nella conflittualità sociale diretta non troverebbero la forza di agire”, commenta Luca Bernardo, Consigliere nazionale SIP e grande esperto di disagio giovanile.

“Il bullismo elettronico - prosegue - inoltre, con il ruolo rivestito dall'immagine, risente più del bullismo "tradizionale" dell'influenza dei media e delle modalità e contenuti da questi trasmessi. Non va poi dimenticato, in termini operativi, che il bullismo elettronico può essere maggiormente nascosto al mondo degli adulti, a causa di una generale maggiore competenza informatica e tecnologica dei ragazzi rispetto ai genitori o agli adulti in genere ed alla scarsa possibilità di controllare le comunicazioni inviate tramite internet o tramite cellulare.

Il Cyberbullismo consente al bullo di “diventare un eroe multimediale” e fa si che la vittima non rimanga vittima una sola volta, ma diventi la vittima catturata dall’infinito spazio virtuale; e l’immagine (fotografia, film, ecc.) che riprende la violenza subita (verbale, fisica) viene immortalata e resa intangibile nello spazio virtuale. Ciò comporta che il disagio della vittima aumenti in modo esponenziale: il silenzio, l’esclusione, il senso di impotenza, la mortificazione, la vergogna, il timore del giudizio degli altri, che connota ogni vittima di bullismo, diventano spesso insostenibili quando si è alla mercé di un atto di cyberbulling”.

Nell'ambito della navigazione in rete, inoltre, i comportamenti potenzialmente pericolosi sono praticati maggiormente proprio dagli adolescenti che vivono nelle aree metropolitane. Così, ad esempio, il 5,3% degli adolescenti dichiara di aver ricevuto, e aderito, a proposte di sesso via internet da parte di uno sconosciuto, ma la percentuale sale al 5,8% tra i giovanissimi che vivono in grandi città. Allo stesso modo, il 7,5% dichiara di aver pubblicato in rete una propria foto provocante, ma il dato arriva al 18,5% tra gli adolescenti delle metropoli. Il sesso, tuttavia, non sembra essere una priorità.

Rischio frode per chi acquista le vacanze online, attenti alle false email


Sono sempre di più le persone che utilizzano Internet per prenotare le loro vacanze al mare, in città o nei luoghi di villeggiatura che preferiscono. Durante lo scorso anno quasi il 50% dei navigatori italiani ha prenotato online una vacanza o un viaggio (fonte yStats.com). Questa tendenza ha dato una nuova occasione di guadagno ai cybercriminali che, come sempre accade in questi casi, compiono speculazioni ai danni degli utenti di internet. I G Data SecurityLabs hanno scoperto una quantità massiccia di spam contenente presunte conferme di prenotazioni alberghiere avvenute su Booking.com. L'allegato delle email contiene un pericoloso trojan bancario che prende di mira il conto online degli ignari destinatari.

"Gli autori di malware sanno che moltissime persone prenotano le proprie vacanze online in questo periodo e sono, quindi, in attesa di email di conferma per l'acquisto dei loro viaggi, voli, hotel. In questo caso, fanno leva sulla popolarità del mittente, ovvero Booking.com, per attirare gli utenti nella loro trappola e spingerli ad aprire il trojan bancario in allegato" ha dichiarato Ralf Benzmueller, Responsabile dei G Data SecurityLabs.

"Non è escluso che nelle prossime settimane ci siano ulteriori campagne spam legate alle prenotazioni delle vacanze online. È preferibile che chi ha acquistato le proprie vacanze su internet verifichi il mittente delle email di conferma accertandosi che corrisponda, effettivamente, al fornitore da cui ha acquistato il servizio. Con altrettanta cautela è bene trattare gli eventuali allegati in formato compresso; meglio non aprire il file e contattare il fornitore per accertarsi che sia stato effettivamente lui a inviare il materiale. Il consiglio è sempre quello di mantenere aggiornati il sistema operativo e i software in modo tale da limitare le vulnerabilità nella sicurezza”.

Esempio di una falsa email di conferma contente malware in allegato

Il malware prende di mira il conto bancario
Secondo le analisi del G Data SecurityLab, il file nocivo utilizzato appartiene alla famiglia dei trojan bancari Bebloh [TrojanSpy:Win32/Bebloh.A ndr]. Ad essere manipolata, in questo caso, è la pagina in cui si effettua l’online banking: al cliente viene presentata una notifica di pagamento errata con la richiesta di effettuare nuovamente il pagamento. Per il cliente è difficile rendersi conto della truffa poiché nessuna operazione viene effettuata e l’importo relativo continua ad essere disponibile sul suo conto. L’attacco funziona indipendentemente dal processo TAN utilizzato in quanto l’utente effettua e legittima il bonifico personalmente.

Trojan bancari
Le manipolazioni tramite i trojan bancari avvengono in specifici file presenti nella RAM. Durante il primo giorno di attacco, gli antivirus tradizionali riescono a riconoscere solo il 27% di questi virus. Il produttore tedesco ha, perciò, sviluppato una nuova tecnologia chiamata G Data BankGuard, in grado di proteggere gli utenti dai trojan bancari chiudendo le falle di sicurezza che si creano durante le operazioni di home banking. G Data BankGuard è compatibile con tutte le soluzioni antivirus presenti sul mercato ed è una componente di tutte le soluzioni G Data per utenti finali a partire dalla generazione 2012.

Ue: internet più sicuro e migliori contenuti per bambini e adolescenti


La Commissione ha elaborato un piano destinato a garantire ai bambini le competenze e gli strumenti necessari per beneficiare pienamente e in modo sicuro del mondo digitale. Internet non è stato concepito per i bambini, ma oggi il 75% di essi ne fa uso, di cui un terzo attraverso la telefonia mobile. La nuova strategia consiste nello sviluppo di un mercato dei contenuti in linea interattivi, creativi ed educativi, in collaborazione fra la Commissione europea e gli Stati membri, gli operatori di telefonia mobile, i fabbricanti di telefoni cellulari e i prestatori di servizi di socializzazione in rete.

Cecilia Malmström, commissaria europea per gli affari interni, ha dichiarato: "Viviamo ormai nell'era digitale e le generazioni più giovani sono anche le più attive online. Questi giovani hanno una grande dimestichezza con l'uso di internet, ma rimangono vulnerabili alle minacce online. È nostro dovere di genitori tutelare la sicurezza dei nostri figli anche sulla rete. Dobbiamo rafforzare la cooperazione a livello europeo ed internazionale per lottare contro la criminalità cibernetica, in particolare nei suoi aspetti più agghiaccianti come lo sfruttamento sessuale e la diffusione online di materiali relativi all'abuso sessuale dei minori".

L'esistenza di approcci nazionali diversi fa sì che i bambini di varie parti dell'UE godano di livelli diversi di emancipazione e protezione in linea. Ciò crea anche delle difficoltà per le imprese che desiderano commercializzare in tutta l'UE servizi e prodotti adatti all'infanzia. Per superare questi ostacoli, la Commissione ha delineato una serie di misure che saranno attuate con modalità diverse, fra cui l'autoregolamentazione settoriale, e che dovrebbero portare a soluzioni flessibili e rapide in questo campo. La cooperazione in forum quali la coalizione per fare di internet un posto migliore e più sicuro per i bambini e i ragazzi (cfr. IP/11/1485) sarà vitale per il buon esito di questo processo. Le azioni si articolano intorno a quattro obiettivi principali:

  • stimolare la produzione di contenuti online creativi ed educativi per i bambini e sviluppare piattaforme per l'accesso a contenuti appropriati in funzione dell'età;
  • incrementare le azioni di sensibilizzazione e formazione sulla sicurezza online in tutte le scuole dell'UE per sviluppare la dimestichezza e la responsabilità online dei bambini nei confronti del mondo digitale e mediatico;
  • creare un ambiente sicuro per i bambini in cui i genitori e i bambini stessi dispongano degli strumenti necessari per garantire la loro protezione online – quali meccanismi di facile impiego per denunciare i contenuti e i comportamenti nocivi online, impostazioni predefinite di privacy in funzione dell'età e controlli parentali facili da usare;
  • lottare contro i materiali relativi ad abusi sessuali di bambini online promuovendo la ricerca su soluzioni tecniche innovative e il loro impiego nelle indagini svolte dalle forze dell'ordine.

Garantire la sicurezza dei bambini online è un impegno essenziale dell'Agenda europea del digitale (per informazioni generiche in merito consultare IP/10/581, MEMO/10/199 e MEMO/10/200).

Nonostante internet non sia stata creata per i bambini, questi ultimi iniziano a farne uso in età sempre più precoce. Quattro bambini su dieci dichiarano di essersi imbattuti in situazioni rischiose online, quali il bullismo online, l'esposizione a contenuti creati dagli utenti che promuovono l'anoressia o atti di autolesionismo e l'uso improprio dei loro dati personali. Si ritiene che entro il 2015 il 90% dei posti di lavoro in tutti i settori richiederanno competenze tecnologiche, ma soltanto il 25% dei giovani dell'UE dichiarano di possedere livelli "elevati" di competenze di base di internet (come l'uso di internet per fare telefonate, creare una pagina web o avvalersi della condivisione di file peer-to-peer).