Due anni fa il temibile ransomware WannaCry attaccava I sistemi IT di 150 paesi nel mondo, colpendo circa 200.000 computer afferenti a diversi settori, cifrando file e chiedendo un riscatto per la decodifica, causando una devastazione senza precedenti. In questa stessa occasione, anche il National Health Service (NHS) del Regno Unito si è arrestato, mettendo a repentaglio la vita di numerosi pazienti. La società di sicurezza informatica ESET aveva rilasciato anche l'EternalBlue Vulnerability Checker, un utile strumento gratuito per aiutare a combattere il ransomware, WannaCry (WannaCryptor).
La sicurezza dei dati personali è di fondamentale importanza. Qui trovate consigli su come proteggere le informazioni personali.
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ESET, due anni dopo gli attacchi di WannaCry: ecco cos'è cambiato
Due anni fa il temibile ransomware WannaCry attaccava I sistemi IT di 150 paesi nel mondo, colpendo circa 200.000 computer afferenti a diversi settori, cifrando file e chiedendo un riscatto per la decodifica, causando una devastazione senza precedenti. In questa stessa occasione, anche il National Health Service (NHS) del Regno Unito si è arrestato, mettendo a repentaglio la vita di numerosi pazienti. La società di sicurezza informatica ESET aveva rilasciato anche l'EternalBlue Vulnerability Checker, un utile strumento gratuito per aiutare a combattere il ransomware, WannaCry (WannaCryptor).
ESET aiuta a chiudere Dorkbot, botnet che ha colpito 1 milione di PC
Dorkbot, una famiglia di malware che opera su una struttura botnet, è stata sinkholed da ESET e Microsoft che hanno lavorato insieme unzionari di Polizia polacchi (CERT/PL). Per gli utenti non tecnici, sinkholing è il processo con cui i webmaster configurano un server DNS che invia false informazioni circa i nomi di dominio. Dorkbot si è impossessata di server C&C in Europa, Asia e Nord America. Il malware è rimasto attivo in oltre 190 paesi e si è diffuso principalmente attraverso supporti rimovibili, e-mail spam, exploit kit, ma il più delle volte, con profili di social media, spam e sistemi VoiP.
Rubato il profilo del capo Interpol su Facebook
Criminali informatici hanno rubato l'identita' del capo dell'Interpol, Ronald K. Noble, per carpire informazioni su operazioni di polizia. Lo ha rivelato lo stesso Noble a Hong Kong: "Il team per la sicurezza informatica ha scoperto due profili creati con l'obiettivo di assumere la mia identita' in qualita' di segretario generale dell'Interpol", ha detto Noble. "Uno dei criminali tentava di usare questo profilo per avere informazioni sui ricercati catturati durante l'operazione Infra Red". Con Operation Infra-Red l’Interpol ha lanciato un appello agli utenti del web per collaborare alla ricerca che ha lo scopo di individuare più di 450 ricercati in tutto il mondo. E' anche possibile trasmettere informazioni, in modo anonimo, al sito http://www.csiworld.org/
Fonte: http://facebook-inside.blogspot.com/
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