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ESET, trojan ruba dati bancari sfruttando YouTube: ecco Casbaneiro


Il malware si nasconde all’interno di video di ricette di cucina o a tema calcistico. I ricercatori di ESET® hanno individuato Casbaneiro, un trojan bancario progettato per ingannare le vittime, proponendo la visualizzazione di finte finestre popup che tentano di convincere i malcapitati a inserire dati sensibili con il fine di sottrarli ed utilizzarli in maniera fraudolenta. La particolarità di questo malware sta nel fatto che sfrutta illegittimamente YouTube per diffondere gli indirizzi dei suoi server C&C, nascondendosi in particolare all’interno di video con ricette di cucina o relativi al calcio popolare.

WhatsApp, spyware infetta con una chiamata: ciò che c'è da sapere


Il gigante della messaggistica di proprietà di Facebook, WhatsApp, ha confermato una vulnerabilità che consentiva agli hacker di installare spyware sugli smartphone all'insaputa dell'utente. Mentre WhatsApp ha iniziato la sua vita come semplice app di messaggistica, si è espansa in tutte le tipologie di comunicazioni, incluse le chiamate vocali, che ha offerto dall'inizio del 2015. La falla nel codice di WhatsApp che ha esposto la app all'attacco di uno spyware rivelato oggi è già stata patchata, ed è sufficiente avere l'ultima versione sia dell'applicazione che del sistema operativo per essere immuni.

Google Plus chiude dopo vulnerabilità: esposti dati di 500mila utenti


Google chiuderà Google+, il social network lanciato nel 2011 per contrastare il predominio di Facebook e risultato il più grande fallimento della controllata Alphabet, dopo aver annunciato che i dati del profilo di centinaia di migliaia di utenti sono stati accessibili agli sviluppatori di applicazioni di terze parti, a causa di un problema presente nei suoi sistemi per oltre due anni, tra il 2015 e il marzo 2018. L'incidente ha riportato alla memoria la vicenda di Facebook e Cambridge Analytica, che ha sollevato l'attenzione delle autorità di tutto il mondo e premere le richieste per regole più stringenti in Usa ed Europa.

Facebook e Cambridge Analytica, Mozilla: più impegni sulla privacy


In seguito alla debacle di Cambridge Analytica, Facebook è stato criticato a lungo non solo per la sua gestione della situazione, ma anche per il suo atteggiamento nei confronti della privacy in generale. Le critiche arrivano non solo dagli utenti, ma anche dai politici e dalle aziende tecnologiche. L'ultima azienda a parlare è Mozilla, l'organizzazione non profit dietro il browser libero Firefox, che ha lanciato una petizione per cercare di fare pressione su Facebook per rendere le sue app più private. In Italia anche l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) vuole vederci chiaro sulla vicenda.

Fake news, verifica anti-bufale di Facebook: decalogo per difendersi


Un avviso ai naviganti in dieci regole. Facebook contro le fake news; a partire dal 7 aprile il più popolare dei social network ha reso disponibile un nuovo strumento, sviluppato con l’associazione no profit First Draft, per aiutare gli utenti a identificare le notizie false. La tool sarà visibile per alcuni giorni, a scopo di test, in cima al News Feed per gli utenti di 14 Paesi, tra cui l’Italia. Cliccando sopra l’icona, si accede al Centro Assistenza, in cui ci sono consigli su come individuare le notizie false: per esempio controllando l’Url del sito, investigando sulle fonti o cercando altre segnalazione sul tema.

WhatsApp: vulnerabilità permette lettura chat criptate, società nega


Attivisti della privacy hanno portato alla luce una presunta vulnerabilità presente in WhatsApp, definendola come una "grande minaccia per la libertà di parola" e avvertono che potrebbe essere sfruttata da agenzie governative. Ma l'app di messaggistica istantanea di proprietà di Facebook chiarisce: "Nessuna porta segreta per spiare le chat". Secondo l'edizione online del quotidiano britannico The Guardian, la "porta di dietro" permetterebbe a WhatsApp, Facebook o potenzialmente ad altri, di intercettare e leggere i messaggi cifrati presenti all'interno di tutte le chat.

ESET aiuta a chiudere Dorkbot, botnet che ha colpito 1 milione di PC


Dorkbot, una famiglia di malware che opera su una struttura botnet, è stata sinkholed da ESET e Microsoft che hanno lavorato insieme unzionari di Polizia polacchi (CERT/PL). Per gli utenti non tecnici, sinkholing è il processo con cui i webmaster configurano un server DNS che invia false informazioni circa i nomi di dominio. Dorkbot si è impossessata di server C&C in Europa, Asia e Nord America. Il malware è rimasto attivo in oltre 190 paesi e si è diffuso principalmente attraverso supporti rimovibili, e-mail spam, exploit kit, ma il più delle volte, con profili di social media, spam e sistemi VoiP.

Adobe rilascia nuovi aggiornamenti per chiudere falle in Flash Player


Oracle ha rilasciato le sue patch di aggiornamento trimestrale, che includono correzioni per 193 vulnerabilità. La falla più importante risolta è la 0-day in Java che è stata utilizzata in una campagna di attacco in corso. Microsoft ha fornito il Patch day di luglio per i suoi attuali sistemi operativi così come alcune applicazioni e servizi per un totale di 14 aggiornamenti. Quattro di queste vulnerabilità sono designate come "critico". E Adobe, dopo aver rilasciato gli aggiornamenti di emergenza in seguito al data breach di hacking Team, ha reso disponibile tre nuovi update di sicurezza.

ESET rivela Linux/Moose, malware che attacca router e social media


Identificato un nuovo malware progettato per infettare i sistemi embedded basati su Linux.  ESET®, leader mondiale nella protezione proattiva digitale, ha annunciato che il suo team di ricerca della sicurezza ha scoperto una nuova minaccia della famiglia di malware Linux/Moose che genera attività fake sui social network. Linux/Moose è una famiglia di malware che prende di mira principalmente i router consumer basati su Linux, ma è anche nota per infettare altri sistemi embedded basati su Linux. Una volta compromessi, i dispositivi vengono utilizzati per rubare i servizi di traffico di rete in chiaro e offre servizi proxy all'operatore della botnet, ovvero rete di pc robotizzata.

Kaspersky Lab: furto login e password attraverso malware via email


Secondo Kaspersky Lab i programmi destinati al furto di login, password e altri dati riservati si sono posizionati, per il quarto anno consecutivo, al vertice della classifica dei malware maggiormente distribuiti via email. Gli esperti di sicurezza Internet sintetizzano così l'attività degli spammer nel 2014. La percentuale di spam nei flussi email del 2014 è risultata essere del 66,8%, il 2,8% in meno rispetto allo scorso anno. Il minor flusso di spam è motivato dal il fatto che la pubblicità di beni e servizi leciti sta migrando verso piattaforme autorizzate più efficienti.

Terrorismo, Anonymous viola la rete Isis: oscurati gli account social


Il gruppo di "hacktivism" Anonymous sostiene di aver colpito l'Isis, il brutale gruppo terrorista conosciuto per i suoi cruenti, orribili video di propaganda online. La rivendicazione è giunta in un video su YouTube, con il quale il gruppo di hacker conferma che continuerà a perseguire tutti i sostenitori del califfato islamico. Venerdì scorso, Anonymous ha detto di aver attaccato e disabilitato decine di account di social network utilizzati dai reclutatori per portare nuovi membri all'Isis.

Natale social: dieci consigli per evitare brutte sorprese sotto l’albero


Trend Micro ha reso disponibile anche una applicazione per testare la privacy del proprio profilo Facebook. Trend Micro Incorporated (TYO: 4704), leader globale nella sicurezza per il cloud, crea da sempre un mondo sicuro nel quale scambiare informazioni digitali. Per questo, con l’avvicinarsi delle festività natalizie e per aiutare gli utenti dei social media a proteggere al meglio le proprie informazioni personali, ha realizzato un app interattiva che testa la sicurezza e il livello di privacy dei profili Facebook.

McAfee: consigli per prepararsi al ritorno a scuola in totale sicurezza


Fine agosto: per i genitori, e bambini, quando arriva questo periodo dell’anno significa che si sta avvicinando il momento di tornare sui banchi di scuola. Quanti ricordi, i bigliettini passati alla ragazza o al ragazzo più carino della classe, le serate a studiare fino a tardi con gli amici e i pomeriggi al parco giocando a “ce l’hai” (acchiapparello) nel parco. Ma adesso che tocca ai nostri figli è tutto diverso da quando andavamo a scuola noi. Snapchat, Facebook e i messaggi di testo hanno sostituito i bigliettini ripiegati a mano.

Dipendente M5S denuncia: licenziato per critiche sul profilo Facebook


Licenziato su due piedi dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle alla Camera per aver pubblicato in passato su Facebook delle critiche ai grillini. La denuncia arriva dall'avvocato Massimiliano Cardullo attraverso una lettera aperta inviata ieri al presidente della Camera, Laura Boldrini, ai membri dell'Ufficio di presidenza, ai membri del Collegio dei questori e ai capigruppo. 

"Sento il dovere di scrivervi - ha affermato Cardullo - soprattutto in un momento in cui i dipendenti dei gruppi parlamentari vengono additati come 'parassiti che rubano lo stipendio a discapito di non ben definiti altri, mentre la gran parte di loro sono persone dai curricula assolutamente indiscutibili e specchiati, che lavorano con retribuzioni non certamente fuori mercato, con contratti precari e, spesso, senza limiti di orario. Sento il dovere di farlo soprattutto quando, da chi si erge oggi a moralizzatore e si riempie la bocca di parole come meritocrazia, trasparenza, onestà, provengono comportamenti che non possono essere accettati, ma denunciati pubblicamente". 

Cardullo racconta la sua storia: "Il 27 marzo scorso ho sostenuto un colloquio professionale presso il Gruppo M5S alla Camera. Il colloquio, al quale hanno partecipato il capo dell'ufficio legislativo del Gruppo, avvocato Emanuele Montini, e i deputati onorevoli Emanuele Cozzolino, Filippo Gallinella e Arianna Spessotto, è consistito nell'esame del mio curriculum vitae, che allego alla presente, una discussione sulle mie precedenti esperienze lavorative ed un test scritto in tema di diritto parlamentare. L'esito positivo del colloquio mi è stato comunicato il pomeriggio dello stesso giorno e dal giorno dopo ho cominciato a prestare la mia opera presso il gruppo come responsabile delle Commissioni Finanze e Politiche della Comunità Europea". 

"Ovviamente - ha raccontato ancora l'ex dipendente del gruppo 5 stelle - mi è stata assegnata una postazione, è stato registrato un pc a mio nome e sono stato presentato agli onorevoli deputati che sarebbero stati assegnati alle Commissioni di mia competenza. Da quel momento, seppur senza nessun contratto né rassicurazioni e certezze sul quantum del mio compenso, ed evidentemente rinunciando in fiducia ad altre opportunità lavorative, ho cominciato con abnegazione e professionalità a prestare la mia opera, in alcuni giorni dalle 9 alle 20 come può facilmente accertarsi mediante la verifica all'ingresso di via Uffici del Vicario 21, lavorando per il gruppo e ricevendo anche attestati di stima che conservo tra le mie mail". 

"L'8 aprile - ha denunciato Cardullo - con mia sorpresa dapprima in mattinata mi veniva informalmente comunicato che la mia posizione lavorativa sarebbe stata al vaglio di un'assemblea dei deputati, essendo io stato accusato di essere nell'ordine: massone, avvocato colluso con mafiosi e di essere stato candidato in precedenza in una lista civica. Si tratta di accuse che rifiuto con sdegno e mi riservo di valutare l'intrapresa di azioni legali a tutela della mia onorabilità, che non consento a nessuno mettere in discussione". 

"Nel pomeriggio poi  - continua Cardullo - entravano nel mio ufficio i deputati onorevoli Manlio Di Stefano e Filippo Gallinella, i quali invitavano ad uscire il collega con il quale condividevo la stanza e mi comunicavano l'interruzione del mio rapporto di lavoro con il Gruppo, peraltro fino a quel momento mai formalizzato, con la motivazione che dal mio profilo sul social network Facebook avrei pubblicato nel passato, in un momento molto antecedente al mio arrivo al Gruppo, delle critiche al Movimento Cinque Stelle, ribadendo peraltro di non aver nulla da eccepire circa la mia competenza tecnica e professionale dimostrata". 

"Certamente - ha concluso - per chi fa della trasparenza e del merito una propria bandiera allontanare un lavoratore con motivazioni assolutamente generiche sulle sue opinioni personali è quantomeno contraddittorio. Mi appello a Voi non per un interesse personale di chi ha sbagliato a fidarsi della correttezza di rappresentanti delle istituzioni e che oggi si trova con una figlia di due anni senza un lavoro, ma affinché il Presidente della Camera, i componenti dell'Ufficio di Presidenza e del Collegio dei Questori esercitino con attenzione e rigore una vigilanza ed un controllo sui Gruppi parlamentari a tutela di tutti lavoratori, facendosi garanti che nessuno di essi venga discriminato nell'esercizio del proprio lavoro per nessun motivo, così come statuiscono gli articoli 3 e 4 della nostra Carta Costituzionale".

Fonte: TMNews

Kaspersky, per le donne europee la privacy su Internet è una priorità


Le donne sono più attive su Facebook e nello shopping online rispetto agli uomini e sono più attente alla privacy. Secondo una ricerca europea [1], uomini e donne spendono su Internet la stessa quantità di tempo, ma ci sono notevoli differenze rispetto all'utilizzo che fanno della Rete. Le donne sono molto attive sui social network [2], inviano messaggi di testo dal proprio smartphone [3] e fanno acquisti online [4]. Nonostante questo, sono molto attente alla privacy [5]. 

Per quanto riguarda i social network, le donne sono più attente a proteggere la propria privacy rispetto agli uomini [5]. Due donne intervistate su tre (67%) limitano infatti le comunicazioni su Facebook e su altri siti di social network, mentre meno della metà degli uomini si preoccupa di questo aspetto (48%). Gli uomini rispetto alle donne cambiano la password più frequentemente [6] (48% contro il 42%), ma rimangono i destinatari più frequenti di e-mail truffa (42% contro il 34%). 

Di seguito alcuni consigli per le donne per navigare in totale sicurezza e proteggere la propria privacy e identità digitale.

1. Sicurezza su Facebook & co.: I programmi malware vengono sempre più spesso distribuiti attraverso siti di social networking. Per questo motivo è importante proteggere il PC e tutti gli altri dispositivi con software di sicurezza adeguati.

2. Attenzione ai dati personali: I social network sono lo strumento ideale per tenere i contatti con gli amici in ogni parte del mondo. È importante, però, essere consapevoli che siti come Facebook non forniscono nessuna garanzia per quello che riguarda la tutela della privacy. Evitare, quindi, di diffondere dati personali o informazioni sensibili.

3. Diffidare degli affari: prestare la massima attenzione quando ci si trova davanti a prodotti e servizi scontatissimi in vendita su Internet. Queste offerte sono spesso realizzate da criminali informatici che cercano di attirare l'utente su siti web infetti per estorcere denaro.

4. Impostare la giusta password: Le password offrono una protezione efficace solo se sono sufficientemente complesse e note solo al proprietario di un particolare dispositivo, account Facebook o casella di posta elettronica. La password non deve essere rivelata a nessuno. Importante: non utilizzare la stessa password per più servizi e cambiarla regolarmente.

5. Non dimenticare la protezione di base: Anche se ormai i dispositivi sono sempre più user-friendly e hanno reso l’accesso ad Internet più semplice, smartphone e tablet sono comunque esposti a numerosi rischi. Per gli utenti che possiedono un computer, un portatile, un tablet o uno smartphone è possibile utilizzare Kaspersky ONE Universal Security, che garantisce una protezione ottimale per tutti i dispositivi, attraverso un’unica licenza. Per ulteriori informazioni: www.kaspersky.com/it.


[1] http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/product_details/dataset?p_product_code=TIN00092
[2] http://pewinternet.org/Commentary/2012/March/Pew-Internet-Social-Networking-full-detail.aspx
[3] http://www.marketresearch.com/Youth-Research-Partners-v3801/Women-Mobile-Handsets-7309157 [4] http://de.slideshare.net/victori98pt/digital-shopper-relevancy-by-capgemini
[5] www.pewinternet.org/Reports/2012/Privacy-management-on-social-media/Summary-of-findings.aspx
[6] http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_390_en.pdf

Fonte: Kaspersky Lab

Roma, 12enne picchiata a sangue dalla madre: stava troppo su Facebook


All'inizio si è pensato ad un’aggressione, alla città violenta, all'infinito dibattito sulla sicurezza. Alla fine la verità è venuta fuori. Per sfuggire alle violenze della madre, una ragazzina di 12 anni ha atteso l’arrivo della polizia davanti al cancello d’ingresso di un parco. Gli agenti l’hanno trovata in lacrime con il volto pieno di sangue e ferite su tutto il corpo.

La storia di questa ragazzina, punita per aver passato troppo tempo a chattare con gli amici su Facebook, come ha raccontato lei stessa ai poliziotti che la notte tra il 29 e il 30 agosto l’hanno tratta in salvo e portata in ospedale, da dove è stata dimessa con una prognosi di dieci giorni.

Mancavano pochi minuti a mezzanotte quando la madre della ragazza ha chiesto alla figlia di spegnere il computer ed andare al letto. Esasperata dal rifiuto da parte della ragazzina, e complice forse qualche bicchiere di troppo, la donna ha cominciato a picchiare a sangue la figlia in quella che pare essere solo l’ultima di una lunga serie di liti familiari.


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La bambina ha tentato di liberarsi dalla violenza della madre ed è scappata di casa rifugiandosi nel giardinetto pubblico di via Cornelia, nel quartiere Aurelio a Roma. Un inquilino del palazzo dove abita la famiglia, accortosi delle urla, ha subito avvisato il 113 raccontando di aver sentito la lite e di aver visto la mamma rincorrere la figlia nel parco.

”Quella ragazza correva in lacrime – avrebbe detto agli agenti -, era piena di sangue”. Giunti sul posto, i poliziotti hanno trovato la bimba che tremava ancora, piena di sangue e con ferite su tutto il corpo. ”Mamma mi ha picchiato perché non spegnevo Facebook – il suo racconto -, ma non è la prima volta, abbiamo litigato diverse volte”.

La donna, una 43enne di nazionalità russa, è stata subito rintracciata e denunciata. Se venissero confermati i maltrattamenti continui rischierebbe di perdere la figlia, avuta dall’ex marito con il quale continuava a convivere nonostante la separazione. L’uomo, al momento della lite, era al lavoro e non ha potuto arginare la violenza dell’ex moglie.

Interrogata dagli inquirenti, la donna avrebbe ammesso di aver picchiato la figlia per futili motivi. Alla ragazzina, trasportata all’ospedale San Carlo di Nancy, sono state riscontrate contusioni multiple, escoriazioni e tumefazioni. Dopo le cure del caso è stata dimessa con una prognosi di 10 giorni. E per ora, mentre se ne sta lontana a casa di parenti, della madre non vuole più saperne.

Fonte: Blitz Quotidiano
Foto dal web

Roma: adescava minori su social network, 70enne denunciato a Guidonia


Verso la fine di luglio 2012, gli investigatori del posto di Polizia di Guidonia, diretti da Alfredo Luzi, appreso che un anziano della zona acquisiva, mediante internet e social network (Facebook ndr.), su cui si era anche registrato con il proprio nome ma con la foto di un bambino, materiale pedopornografico, hanno segnalato il fatto all'Autorita' Giudiziaria.

Un attenta indagine ha consentito di accertare che l'uomo acquisiva il materiale, lo registrava su una Memory card e poi lo diffondeva per adescare sessualmente giovani minorenni. La segnalazione, giunta in forma anonima, e' stata fatta pervenire da un genitore dopo aver rinvenuto nella disponibilita' della propria figlia di 11 anni, una Memory Card, contenente materiale pornografico.

Il genitore - spiega una nota della Polizia - seriamente preoccupato, ha dapprima tranquillizzato la ragazza acquisendo ulteriori dettagli , per poi riferire il tutto al personale della Squadra Anticrimine dell'Ufficio di Polizia di Guidonia, che, ha immediatamente avviato le indagine per verificare la veridicita' della segnalazione.

Nel frattempo, altre segnalazioni anonime, da parte di altrettanti genitori disperati, i quali riferivano di preoccupanti adescamenti dei propri figli da parte dell'uomo, hanno insospettito ulteriormente gli agenti che a quel punto hanno deciso di intervenire.

Pertanto, nella giornata di giovedì scorso, gli uomini dell'Ufficio di Polizia di Villalba, coordinati dal dirigente Luzi, si sono recati presso l'abitazione del sospetto, in localita' Villanova di Guidonia.

Durante il controllo, resosi conto di essere stato ormai scoperto, l'anziano si e' ravveduto ed ha deciso di collaborare, consegnando, spontaneamente, tutto il materiale informatico che deteneva all'interno della propria abitazione, anche, a suo dire, per ''purificarsi'' dei pesanti sensi di colpa che lo stavano angosciando.

Al termine degli accertamenti, l'uomo e' stato denunciato in stato di liberta' per possesso di materiale pedopornografico. Chiesto, all'Autorita' Giudiziaria, anche un provvedimento restrittivo in materia di reati di pedofilia minorile.

Fonte: Polizia di Stato

McAfee, 10 consigli per un uso consapevole e sicuro dei social network


Twitter conta ad oggi più di 200 milioni di utenti registrati in tutto il mondo (100 milioni di utenti attivi mensilmente) di cui 2,4 milioni sono in Italia (Nielsen 2012). Facebook ha più di 800 milioni di utenti attivi mensilmente a livello globale e 21 milioni di account in Italia (Audiweb).

Websense: consigli sicurezza dopo il furto di milioni password LinkedIn


LinkedIn sta verificando i dati secondo cui circa 6,4 milioni di password dei propri utenti sono state pubblicate sul Web. Nonostante questa violazione non fosse stata ancora confermata da LinkedIn, avevano ammesso tramite il loro feed Twitter che erano iniziate le verifiche. I file delle password sono stati diffusi su forum con TLD .ru, nonostante le password siano state frammentate, non è stato difficile riuscire a trasformarle in testo nei casi analizzati da Websense.

Adolescenti: da bullismo a cyberbullismo, molestia si sposta su Internet


Gli adolescenti italiani sono sempre più sedentari, tanto che ben il 60% trascorre all’incirca 11 ore al giorno tra sedia e poltrona, ovvero tra scuola, Internet e Tv. Facebook e gli smartphone sono ormai fenomeni di massa. Sono infatti 8 su 10 i tredicenni che hanno il profilo su Facebook. Il fenomeno emerge dall'indagine 'Abitudini e Stili di Vita degli Adolescenti' della Società Italiana di Pediatria (Sip), giunta alla quindicesima edizione, che ha coinvolto un campione nazionale rappresentativo di 2081 studenti (1042 maschi - 1039 femmine) frequentanti la classe terza media inferiore.

Un dato positivo che emerge dall’indagine riguarda il bullismo. Si conferma una contrazione del fenomeno o, quantomeno, della percezione del fenomeno da parte degli adolescenti. A dichiarare di aver assistito (qualche volta o spesso) ad atti di bullismo è il 54% del campione. Un dato assoluto certamente non basso, ma significativamente minore rispetto al 61,5% registrato lo scorso anno e - soprattutto - rispetto al 75% del 2008. Quasi dimezzate dallo scorso anno sia la percentuale di chi pensa che un ragazzo o una ragazza prepotenti siano in gamba (dal 4,5 al 2,4%) sia quella di chi considera una spia chi riferisce gli episodi subiti (dal 10,5 al 5,1%).

Accanto a questi dati complessivamente confortanti c’è però una realtà ‘sommersa’ costituita dal cyberbullismo, ovvero persecuzioni, offese e molestie, perpetrate in rete, soprattutto attraverso i social network. Lo registra già il 43% degli adolescenti, percentuale che sale (ovviamente) al 62% tra i grandi utilizzatori della rete. “Il bullismo elettronico permette un maggiore anonimato del bullismo diretto o di quello indiretto di tipo sociale, anonimato che può far diminuire il senso di responsabilità da parte di chi agisce, permettendo l'azione prevaricante anche da parte di soggetti che nella conflittualità sociale diretta non troverebbero la forza di agire”, commenta Luca Bernardo, Consigliere nazionale SIP e grande esperto di disagio giovanile.

“Il bullismo elettronico - prosegue - inoltre, con il ruolo rivestito dall'immagine, risente più del bullismo "tradizionale" dell'influenza dei media e delle modalità e contenuti da questi trasmessi. Non va poi dimenticato, in termini operativi, che il bullismo elettronico può essere maggiormente nascosto al mondo degli adulti, a causa di una generale maggiore competenza informatica e tecnologica dei ragazzi rispetto ai genitori o agli adulti in genere ed alla scarsa possibilità di controllare le comunicazioni inviate tramite internet o tramite cellulare.

Il Cyberbullismo consente al bullo di “diventare un eroe multimediale” e fa si che la vittima non rimanga vittima una sola volta, ma diventi la vittima catturata dall’infinito spazio virtuale; e l’immagine (fotografia, film, ecc.) che riprende la violenza subita (verbale, fisica) viene immortalata e resa intangibile nello spazio virtuale. Ciò comporta che il disagio della vittima aumenti in modo esponenziale: il silenzio, l’esclusione, il senso di impotenza, la mortificazione, la vergogna, il timore del giudizio degli altri, che connota ogni vittima di bullismo, diventano spesso insostenibili quando si è alla mercé di un atto di cyberbulling”.

Nell'ambito della navigazione in rete, inoltre, i comportamenti potenzialmente pericolosi sono praticati maggiormente proprio dagli adolescenti che vivono nelle aree metropolitane. Così, ad esempio, il 5,3% degli adolescenti dichiara di aver ricevuto, e aderito, a proposte di sesso via internet da parte di uno sconosciuto, ma la percentuale sale al 5,8% tra i giovanissimi che vivono in grandi città. Allo stesso modo, il 7,5% dichiara di aver pubblicato in rete una propria foto provocante, ma il dato arriva al 18,5% tra gli adolescenti delle metropoli. Il sesso, tuttavia, non sembra essere una priorità.