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Gruppi Yara: chiusi quelli offensivi su Facebook, Polizia indaga

Le autorità italiane, che hanno da tempo rapporti di collaborazione con i responsabili della società di Palo Alto, con un provvedimento dell'autorità giudiziaria sono intervenute, segnalando a Facebook dieci gruppi contro Yara, il cui contenuto risultava altamente offensivo. Il gruppo «Yara Zombie» era stato rimosso in poche ore, dopo il tam tam tra gli utenti di Facebook che avevano inondato lo staff di Facebook di segnalazioni e di richieste di rimozione di quella pagina irriverente che speculava con macabro sarcasmo sulla morte della ragazzina di Brembate Sopra. Ma non è stato il solo. 7 di questi sono già stati oscurati e nelle prossime ore verranno cancellati anche gli ultimi tre. La Polizia Postale è sulle tracce degli autori.

Gruppo choc contro Yara Gambirasio su Facebook cambia nome

Si chiamava "Yara Zombie - Anche i morti ballano", il gruppo choc che ha creato scompiglio su Facebook. Come sempre accade in queste occasioni, anche la morte di una ragazzina, in questo caso Yara Gambirasio, diventa motivo di scherzo e di trovate che definire di cattivo gusto è un eufemismo. Il gruppo in questione è fondato ed amministrato da una decina di troll, che sono presenti su Facebook con identità fasulle. La macabra pagina utilizzava il volto della ragazzina di Brembate Sopra in una sorta di locandina di film horror. Ma il gruppo adesso ha cambiato nome: "Caso Yara: Tra falso buonismo e moralismo bigotto". Il consiglio, come abbiamo ripetuto in più occasioni, è quello di ignorare questi gruppi e segnalarli attraverso l'apposito pulsante "Segnala gruppo". Se vi iscrivete incrementate il numero di iscritti, facendo il loro gioco e fornendo visibilità, con la conseguenza che anche i vostri amici faranno lo stesso.

Rimossi i gruppi a favore dell'assassino di Sarah


La polizia postale ha contattato i responsabili del server statunitense del social network Facebook per fare rimuovere gruppi e pagine nate a sostegno di Michele Misseri, lo zio che ha confessato l'omicidio di Sarah. Dal social network, su richiesta del vice questore Marcello La Bella, è stata già effettuata la cancellazione delle pagine su Facebook “Michele Misseri è un eroe”, “Fans di Michele Messeri” e “Se Sarah fosse stata più disponibile con lo zio, forse sarebbe ancora viva!”. Alle pagine erano iscritti un centinaio di persone, la maggior parte dei quali avevano lasciato sulla bacheca insulti e invettive nei confronti dei creatori delle pagina. La pagine non sono più visibili, perchè rimosse dal social network.

Morte di Sarah: Facebook sotto choc, gogna per i familiari


Nata su Facebook la storia, il dramma di Sarah Scazzi e della sua famiglia è stata una vicenda declinata online in ogni sua sfaccettatura. Dal principio alla fine. All’inizio c’è stato il gruppo lanciato dalla cugina per cercare Sarah, una bacheca virtuale per raccogliere eventuali informazioni sulla sorte della quindicenne. Di aiuti sostanziali ne sono arrivati probabilmente pochi. E  la gogna sul web è partita proprio dalla bacheca del “Gruppo per cercare Sarah Scazzi”, creato dalla cugina Valentina, la figlia dello zio Michele Misseri reo confesso dell’omicidio della 15enne di Avetrana. Sotto la scure degli internauti ci finiscono tutti: Michele Misseri, la moglie, le figlie Valentina e Sabrina. Ma anche la madre Concetta Serrano Spagnolo, accusata di troppa freddezza.

Identificato l’autore del gruppo choc su Facebook: "Stupriamo i bambini"

Aveva formato un gruppo su Facebook incitando alla violenza sui bambini. Adesso il promotore di questa "community", scoperta il 18 agosto dai carabinieri del Comando provinciale di Bolzano, è stato identificato: si tratta di un minorenne. La Procura della Repubblica di Bolzano ha infatti aperto un'indagine, risalendo così all'utenza telefonica utilizzata per la connessione Internet dal giovane che ha aperto il gruppo di discussione, poi chiuso. Presi i contatti con la direzione del ”social network”, negli Stati Uniti, i carabinieri bolzanini hanno ottenuto la chiusura del gruppo in breve tempo. Al momento non è noto il movente del giovane, ma altri accertamenti sono in corso sul materiale sequestrato.

Fonte: http://future-web-net.blogspot.com/