I portali oscurati dalla Guardia di Finanza di Cagliari nell’operazione “Pirate on demand” permettevano l’accesso illegale alla programmazione delle Tv a pagamento (Pay Tv). Indagini partite nel settembre 2016 in collaborazione con le unità anti-piracy delle due società. Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Cagliari ha eseguito un ordine di inibizione, emesso dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Cagliari, Dott. Giangiacomo Pilia, di quindici (15) portali internet attraverso i quali era possibile accedere illegalmente ai canali Mediaset Premium e Sky.
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ESET, ricompare il ransomware Cerber: target unico gli utenti italiani
Cerber è una minaccia di tipo Ransomware che viene distribuita attraverso exploit kit. Il virus utilizza diversi sistemi di crittografia per bloccare i file della vittima e chiedere un riscatto per la chiave di decrittazione. Secondo le telemetrie di ESET il ransomware, già venuto alla ribalta nell’estate del 2016, sta registrando in queste settimane un picco di infezioni in Italia, unica nazione colpita a livello mondiale. Si chiama Cerber il ransomware che sta dilagando in Italia, criptando file di varia natura su dischi fissi, removibili e di rete, chiedendo poi di seguire istruzioni particolari per decriptare i file.
Positive Technologies: debug in chip Intel consente attacchi via USB
Hacker possono avere l’accesso a livello hardware dei PC con CPU Intel® di ultima generazione. Positive Technologies – produttore leader nella fornitura di soluzioni di sicurezza aziendale, gestione delle vulnerabilità, analisi delle minacce e protezione delle applicazioni – ha recentemente rivelato che l’interfaccia di debug nei processori Intel può consentire di acquisire il controllo dei computer mediante porta USB 3.0. L’azienda ha recentemente illustrato questa vulnerabilità, così come le soluzioni per farne fronte, alla conferenza Chaos Communication Congress (CCC) 2017 di Amburgo.
WhatsApp: vulnerabilità permette lettura chat criptate, società nega
Attivisti della privacy hanno portato alla luce una presunta vulnerabilità presente in WhatsApp, definendola come una "grande minaccia per la libertà di parola" e avvertono che potrebbe essere sfruttata da agenzie governative. Ma l'app di messaggistica istantanea di proprietà di Facebook chiarisce: "Nessuna porta segreta per spiare le chat". Secondo l'edizione online del quotidiano britannico The Guardian, la "porta di dietro" permetterebbe a WhatsApp, Facebook o potenzialmente ad altri, di intercettare e leggere i messaggi cifrati presenti all'interno di tutte le chat.
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