Il protocollo di sicurezza utilizzato per proteggere la stragrande maggioranza delle connessioni WiFi è stato infranto, esponendo potenzialmente il traffico di internet wireless a intercettatori dannosi e cyberattacchi, secondo il ricercatore che ha scoperto la vulnerabilità. Il bug, noto come "KRACK" (Key Reinstallation AttaCK), svela un difetto nel protocollo WiFi Protected Access II (WPA2), utilizzato tra l'altro nelle comuni reti senza fili protette da password, che potrebbe permettere agli attaccanti di leggere informazioni crittografate o di infettare con malware i dispositivi collegati a un network domestico.
La sicurezza dei dati personali è di fondamentale importanza. Qui trovate consigli su come proteggere le informazioni personali.
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KRACK, reti wireless a rischio hack: vulnerabilità in protocollo WPA2
Il protocollo di sicurezza utilizzato per proteggere la stragrande maggioranza delle connessioni WiFi è stato infranto, esponendo potenzialmente il traffico di internet wireless a intercettatori dannosi e cyberattacchi, secondo il ricercatore che ha scoperto la vulnerabilità. Il bug, noto come "KRACK" (Key Reinstallation AttaCK), svela un difetto nel protocollo WiFi Protected Access II (WPA2), utilizzato tra l'altro nelle comuni reti senza fili protette da password, che potrebbe permettere agli attaccanti di leggere informazioni crittografate o di infettare con malware i dispositivi collegati a un network domestico.
ESET, ricompare il ransomware Cerber: target unico gli utenti italiani
Cerber è una minaccia di tipo Ransomware che viene distribuita attraverso exploit kit. Il virus utilizza diversi sistemi di crittografia per bloccare i file della vittima e chiedere un riscatto per la chiave di decrittazione. Secondo le telemetrie di ESET il ransomware, già venuto alla ribalta nell’estate del 2016, sta registrando in queste settimane un picco di infezioni in Italia, unica nazione colpita a livello mondiale. Si chiama Cerber il ransomware che sta dilagando in Italia, criptando file di varia natura su dischi fissi, removibili e di rete, chiedendo poi di seguire istruzioni particolari per decriptare i file.
WhatsApp: vulnerabilità permette lettura chat criptate, società nega
Attivisti della privacy hanno portato alla luce una presunta vulnerabilità presente in WhatsApp, definendola come una "grande minaccia per la libertà di parola" e avvertono che potrebbe essere sfruttata da agenzie governative. Ma l'app di messaggistica istantanea di proprietà di Facebook chiarisce: "Nessuna porta segreta per spiare le chat". Secondo l'edizione online del quotidiano britannico The Guardian, la "porta di dietro" permetterebbe a WhatsApp, Facebook o potenzialmente ad altri, di intercettare e leggere i messaggi cifrati presenti all'interno di tutte le chat.
Kaspersky Lab: ransomware Polyglot, ecco il tool per sbloccare i file
L’azienda ha annunciato che gli utenti che hanno sofferto del ransomware Polyglot, noto anche come MarsJoke, ora possono ripristinare i propri file con lo strumento di decrittazione sviluppato dagli esperti di Kaspersky Lab. Il trojan Polyglot è stato diffuso tramite email di spam che contenevano un allegato dannoso compresso in un archivio RAR. Durante il processo di crittografia, il trojan non modifica il nome dei file su un computer infetto ma ne blocca l’accesso. Dopo aver completato la crittografia, lo sfondo dello schermo del PC della vittima è sostituito con una richiesta di riscatto.
Sicurezza IT: G DATA rende disponibile tool contro lo spyware Regin
Gli esperti dei G DATA Security Labs hanno analizzato a fondo il sofisticatissimo spyware Regin e hanno scoperto che questo spyware è attivamente in uso perlomeno già da marzo 2009. Ora G DATA è la prima società al mondo specializzata nella sicurezza informatica a rendere disponibile uno script in grado di identificare i file creati da questo malware, indipendentemente dalle soluzioni per la sicurezza installate sul proprio PC. Secondo le analisi condotte Regin è tanto pericoloso quanto lo spyware scoperto in precedenza e identificato come Uroburos, Stuxnet o Doku.
Emotet, malware bancario impiega nuove abilità di Network Sniffing
C'è ancora un altro motivo per diffidare da email di spam sui bonifici bancari o fatture, perché si potrebbe essere portatori di un nuovo malware progettato in modo intelligente, che ruba le informazioni finanziarie. La maggior parte dei programmi Trojan rubano informazioni bancarie degli utenti iniettando form canaglia in sessioni di navigazione Web, ma un malware appena scoperto richiede un approccio diverso e sfrutta le API di rete del browser per intercettare il traffico in uscita.
Emergenza Heartbleed bug, esperto: falla dovuta a un errore umano
C'è un errore umano dietro Heartbleed, cioè cuore sanguinante, come è stata chiamata la falla scoperta all'interno di OpenSSL, sistema per criptare le comunicazioni utilizzato da circa la metà dei siti Internet mondiali per proteggere password e dati sensibili. Il problema permette agli hacker di recuperare i dati nella memoria dei server protetti, violando connessioni sicure, e riguarda dunque milioni di computer nel mondo: a rischio messaggistica istantanea, posta elettronica e social.
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Stonesoft Security Engine 5.5 con motori virtuali e migliori prestazioni
Stonesoft, società esperta in cyber security, presenta la nuova piattaforma Stonesoft Security Engine e Stonesoft Management Center 5.5. La piattaforma è alla base di Stonesoft Next Generation Firewall e delle altre soluzioni di sicurezza. La nuova versione consente agli Manager Security Service Provider (MSSP) di servire più utenti con un’unica appliance. Le prestazioni di ispezione sono inoltre sensibilmente migliorate.
Attacchi malware a danno di aziende del nordest aumentati dell'800%
Con un 81% in più rispetto al 2010, gli attacchi malware ad aziende e privati nel mondo lo scorso anno sono stati più di 5,5 miliardi. Un trend che non si è invertito e che continua a crescere, come ci segnala l’Osservatorio nazionale per la sicurezza informatica di Yarix, che nel primo semestre di quest’anno ha visto incrementare di oltre l’800% i casi di spionaggio informatico a danno di aziende del nordest italiano.
In un periodo di crisi economica globale della quale non si intravede ancora la fine, una nuova piaga affligge il mondo dell’imprenditoria: l’aumento esponenziale dell’attività di spionaggio informatico. Secondo l’Osservatorio per la sicurezza informatica istituito da Yarix, infatti, la sottrazione di informazioni strategiche alle sole aziende del produttivo nordest italiano, dallo scorso anno ad oggi è aumentata di oltre l’800%.
“Anche se questo tipo di reato - dichiara Mirko Gatto, Presidente dell’Osservatorio nazionale per la sicurezza informatica - rappresenta un fenomeno che esiste da sempre, è soltanto in questi tempi di crisi che sembra essersi acuito, soprattutto a causa di numerosi casi di infedeltà del personale interno alle aziende colpite. Il timore di licenziamenti facili o di provvedimenti di mobilità mettono a dura prova professionisti che, sentendo sottostimate le proprie competenze o in alcuni casi per vera e propria vendetta nei confronti dell’azienda, utilizzano la possibilità di accedere a dati ed informazioni importanti per poterli rivendere o impiegarli ai propri scopi”.
“Basti pensare che - continua Gatto - tra le numerose segnalazioni pervenuteci rientra anche quella di una multinazionale con quartier generale in provincia di Verona che ha subito un attacco mirato contemporaneamente a tutte le sue cinque sedi sparse per il mondo. Dati cancellati e partizioni del sistema operativo crittografate che di fatto ne hanno reso inutilizzabili i sistemi”.
“Siamo intervenuti per la gestione dell’incidente e, dopo un’attenta analisi, abbiamo scoperto che qualcuno aveva ceduto le chiavi di accesso al sistema ad hacker esperti. Il risultato? L’azienda ha dovuto ricorrere alla cassa integrazione per gli oltre 400 dipendenti per più di un mese, con perdite di ordinativi per centinaia di migliaia di euro. Un incidente che si sarebbe potuto evitare se solo si fosse gestita in maniera meno improvvisata la sicurezza informatica”.
“Siamo intervenuti per la gestione dell’incidente e, dopo un’attenta analisi, abbiamo scoperto che qualcuno aveva ceduto le chiavi di accesso al sistema ad hacker esperti. Il risultato? L’azienda ha dovuto ricorrere alla cassa integrazione per gli oltre 400 dipendenti per più di un mese, con perdite di ordinativi per centinaia di migliaia di euro. Un incidente che si sarebbe potuto evitare se solo si fosse gestita in maniera meno improvvisata la sicurezza informatica”.
Come possono tutelarsi le aziende per controllare che le proprie informazioni non finiscano in mani sbagliate? “Vi sono diversi accorgimenti da prendere - suggerisce Gatto - e tra questi oltre all’ovvio e tradizionale utilizzo di firewall e antivirus costantemente aggiornati, è necessario avvalersi di tecnologie di data loss prevention e strumenti per la protezione dei dati con tecnologia di behaviour analysis. Ma soprattutto creando un security operation center e procedure per l’incident response, allo scopo di rendere ancor più solide e funzionali le risposte agli attacchi”.
Naturalmente, nei casi menzionati di spionaggio informatico, una delle precauzioni più importanti è il controllo preventivo dei dipendenti, in una logica di approccio globale alla sicurezza che comprenda anche l’attenzione alle strutture fisiche e virtuali (mobile computing e cloud computing) e a test preventivi sui propri sistemi di prevenzione (red teaming). Il tutto per garantire la massima efficienza del sistema.
Fonte: Ippogrifo
Fonte: Ippogrifo
Sicurpas Free 4 in italiano: gestire le password, cifrare le cartelle e i file
E' stato appena rilasciato Sicurpas Free 4 - Sicurezza italiana al top. Sicurpas 4 Freeware Professional è un software di qualità, in italiano, che protegge le password e cifra cartelle e file. Progettato, da una squadra di esperti, offre la massima semplicità con un elevatissimo grado di sicurezza. Disponibile sia nella versione installabile, quanto nella versione portable.
Europei 2012, truffatori in campo su Web e Facebook per infettare i PC
C'è stata grande attesa per il calcio d'inizio degli Europei 2012 che è stato tirato venerdì a Varsavia tra Polonia e Grecia. Tutte le squadre nazionali hanno già raggiunto la Polonia o l'Ucraina e la nazionale italiana ha disputato la prima partita domenica contro la Spagna, finita in un pareggio che lascia ben sperare. L'attesa attorno al campionato europeo e l'elevato interesse da parte degli appassionati fa sì che, per tutto il campionato, la community dei fan venga presa di mira con attacchi mirati e frodi online.
G Data, l'azienda tedesca produttrice di antivirus, prevede l'invio di spam personalizzato come biglietti per i fan, video esclusivi o i calendari delle partite. Attraverso questi escamotage, utilizzati anche sui social network (in primis Facebook), i truffatori tenteranno di rubare informazioni relative ai dati delle carte di credito o di infettare il PC dei fan con codice maligno. G Data spiega quali siano le frodi più probabili e quali le misure di protezione da adottare per difendersi.
Quali sono gli schemi d'attacco più probabili?
- Ticket Shop: spam e serch engine saranno focalizzati sulla vendita di biglietti online;
- Phishing: i fan verranno invitati a visitare e acquistare i biglietti per le partite su siti Ticket Shop infetti. Le frodi potranno avvenire, inoltre, attraverso le aste online, dove i criminali tenteranno di rubare denaro ai fan che, dopo il pagamento, non riceveranno nessun ticket o ne riceveranno uno falso.
- codice maligno: i fan potrebbero essere invitati a guardare un video esclusivo sui social network, in realtà vengono dirottati su siti infetti;
- in Polonia e Ucraina: nelle città in cui si disputano le partite, i fan potrebbero trovare disponibilità di reti Wi-fi manipolate. Meglio essere cauti nell’utilizzo delle Wi-fi pubbliche ed evitare l’invio di dati sensibili.
Come comportarsi in difesa?
- Mantenete sempre aggiornati i programmi e il sistema operativo. Rimuovete i vecchi programmi con licenze scadute che non è possibile rinnovare direttamente dal sito web del produttore.
- Oltre ad una soluzione di sicurezza usate e mantenete attivo il firewall della vostra rete in modo da renderla più protetta da eventuali intrusioni;
- Eseguite periodicamente il backup di tutti i dati importanti, eviterete di perdere i dati in caso di infezione o di un crash del sistema. Attraverso un’ immagine di sistema è possibile anche eseguire il backup dell'intero disco rigido con tutti i programmi installati. Le soluzioni di sicurezza complete spesso contengono un modulo apposito;
- Installate una soluzione di sicurezza che contenga un filtro http per la scansione delle URL;
- Cancellate immediatamente email sospette senza aprirle o comunque non cliccate sui link contenuti al loro interno;
- Proteggete i vostri dispositivi mobili da attacchi non previsti attraverso l'utilizzo di password, anche per le apps. Meglio usare una soluzione che consenta di bloccare o cancellare i dati da remoto. Prima di partire, il consiglio è quello di crittografare i dati presenti su notebook/netbook, in modo di limitare i danni in caso di furto;
- Smartphone e tablet: controllate le impostazioni di sicurezza dei vostri apparecchi mobili e modificateli se necessario. Impostate una password all'accensione se non l'avete già fatto e impostate un PIN per lo sblocco della tastiera. Inoltre, personalizzate le password modificando quelle di default. Mantenete, poi sempre aggiornato il sistema operativo, i programmi e le apps in modo da chiudere le falle di sicurezza altrimenti utilizzabili dagli hacker.
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Che cos’è il protocollo crittografico SSL e come potete beneficiarne
Tutti siamo a conoscenza dei pericoli connessi al furto d’identità, e la stragrande maggioranza di noi avrà conosciuto persone che hanno visto il proprio conto corrente bancario vittima degli hacker. Queste persone avranno molto probabilmente vissuto la spiacevole esperienza di vedere le informazioni della propria carta di credito rubate nel corso di transazioni online.
Le imprese e gli individui devono essere consci dei rischi causati nel corso della comunicazione o della ricezione di dati sensibili su internet. E’ necessario accertarsi dell’utilizzo che degli stessi viene fatto nella Rete, verificandone la diffusione con almeno altrettanta diligenza di quella utilizzata per proteggere, in ambito privato e lavorativo, le versioni presenti su supporto cartaceo.
SSL In Breve
L’acronimo SSL sta ad indicare Secure Socket Layer, tecnologia di criptazione che permette una connessione sicura tra il browser web di un visitatore e un sito internet sicuro. Attraverso di essa ogni informazione oggetto di trasmissione risulterà in modalità criptata e sicura.
La criptazione utilizzata da questo protocollo modifica le informazioni cosiddette sensibili (le cifre della carta di credito, i nomi e gli indirizzi ad essa associati) in caratteri casuali. La codifica del messaggio sarà possibile solo da parte del soggetto autorizzato e dotato dell’apposita chiave di criptazione. Nel caso in cui qualcun altro tentasse di intercettarlo non sarà in grado di poter tradurre e predisporre di quanto riportato.
La chiave di criptazione è un algoritmo matematico usato per criptare o decifrare un’informazione. Il funzionamento della stessa è molto simile a quello di un lucchetto con svariate combinazioni tra le quali bisogna individuare quella giusta: più lunga è la chiave di criptazione più sicuri risulteranno essere i dati oggetto di questo trattamento.
Come riconoscere un sito Internet con SSL?
Un Certificato SSL è un file digitale (o un breve codice) comprendente le informazioni necessarie a garantire l’identità di una persona, di una società o di un sito web. I visitatori del sito potranno visionare tali dati cliccando sul simbolo del lucchetto, o sul trust seal, presente all’interno del browser.
I rivenditori online, ed in generale tutte le imprese, che necessitassero garantire la riservatezza di tali informazioni, debbono considerare l’adozione di una Certificazione SSL al fine di rendere noto alla propria clientela che i loro dettagli personali e le informazioni riguardanti il pagamento siano inaccessibili a sguardi indiscreti.
Acquistando su un sito web, o immettendo i vostri dati personali su una pagina internet verificata e sulla quale è presente un certificato SSL correttamente installato, saprete di interagire con una società autorizzata e della quale potete fidarvi. Si noti, comunque, che non tutti i Certificati SSL sono uguali.
I Certificati SSL differiscono in base al grado di criptazione e sicurezza; per questo motivo non tutti i siti web offrono il medesimo livello di protezione.
Ecco alcune tipologie di Certificazioni SSL:
- Certificati Auto-Firmati: questa tipologia di certificazione è generata dal sito internet proprietario e non da un’Autorità Certificante garantita (CA).
- Certificati Domain Validated (DV): in questo caso si tratta di un certificato che valida il dominio del sito web, piuttosto che la società proprietaria dello stesso. Il processo prevede l’invio di una ”E-Mail Di Approvazione”, scelta direttamente dal cliente e indirizzabile solo ad un indirizzo e-mail presente sui registry WHOIS, o ad un indirizzo di posta elettronica generico (ad esempio, administrator@thedomain.com).
- Certificati SSL Completamente Autenticati o Certificati Organization Validated (OV): i Certificati OV sono quelli che prevedono la validazione societaria, piuttosto che solo esclusivamente del suo dominio, come nella tipologia vista sopra. La CA effettua verifiche a livello aziendale al fine di assicurare che la società operi legalmente.
- Certificati SSL Extended Validation (EV): questo tipo di Certificazione offre il più alto livello di autenticazione disponibile sul mercato. Ad ogni visita effettuata da un cliente su un sito certificato in modalità EV i browsers a più elevato livello di sicurezza la barra d’indirizzo risulterà evidenziata in verde. Questa particolare caratteristica verrà mostrata insieme ai nomi del proprietario del sito web e del fornitore emittente il certificato. Prima di porre in essere il Certificato SSL EV l’Autorità Certificante (CA) potrebbe decidere di effettuare controlli più accurati sulla natura della società richiedente.
L’adozione del protocollo SSL ha fatto registrare una concreta diminuzione nel numero delle informazioni rubate. E’ tuttavia importante che sia i proprietari dei siti web sia i clienti prestino la dovuta attenzione alle certificazioni SSL, accertandosi della loro efficacia prima di porre in essere transazioni d’affari con le relative entità.
Visitate il sito internet Trustico per ottenere maggiori informazioni sul protocollo SSL o per acquistare un certificato. Grazie al proprio team altamente preparato, attivo 24 ore al giorno 7 giorni alla settimana, Trustico è a disposizione per consigliare la giusta Certificazione SSL per ciascuna situazione. L'emissione, svolta attraverso un apposito sistema automatico d'ordine online, si conclude solitamente entro pochi minuti e comprende un utile servizio di installazione SSL. Ordinate adesso.
Malware sovrascrivono i dati sul Pc e ricattano gli utenti
Kaspersky Lab avverte gli utenti circa due programmi ransomware altamente pericolosi che potrebbero crittografare i file contenuti nei PC. In questo modo gli utenti si ritrovano con file illeggibili, decriptabili solo pagando un riscatto (fino a 1000 $). Uno dei programmi maligni è una nuova variante del famigerato Trojan GpCode. Il secondo ransomware rilevato, è un Trojan che infetta il Master Boot Record di un computer compromesso. In realtà i dati sugli hard disk non sono stati crittografati e possono essere recuperati collegando il disco rigido ad un altro PC oppure utilizzando un Live CD.
Legge per intercettare comunicazioni sul web
L’amministrazione Obama sta lavorando su un progetto di legge per facilitare i controlli e le intercettazioni su Internet, che verrà sottoposto al Congresso il prossimo anno. I servizi di sicurezza Usa e l'Fbi sono preoccupati perché sempre più persone utilizzano Internet per comunicare al posto del telefono, e ciò rappresenta un serio ostacolo per le indagini condotte su criminali e sospetti terroristi. Essenzialmente, gli 007 vogliono che il Congresso imponga a tutti i servizi di comunicazione - tra cui BlackBerry, Facebook e Skype - di essere tecnicamente in grado di poter fare intercettazioni sui propri clienti se richiesto dalle autorità, inclusi i messaggi criptati.
Una legge sulle intercettazioni delle comunicazioni - sia via telefono che via web - era già stata varata nel '94 dall'amministrazione Clinton. La Calea (Communications Assistance to Law Enforcement Act), mirata a mantenere inalterate le capacità di intercettazione delle autorità nel passaggio dalle linee telefoniche via cavo a quelle digitali, impone alle compagnie l'inserimento di tecnologie che assicurino la possibilità di intercettare alla "fonte". Gli Internet provider, pur essendo oggetti di mandati di richiesta di intercettazioni da parte dei giudici, non vengono coperti dalla Calea.
Ed è dunque discrezionale l'integrazione tecnologica richiesta dal governo per le compagnie telefoniche. Con la nuova legge questa imposizione si allargherebbe anche ai provider di servizi internet. Un impegno anche finanziariamente oneroso: l'Fbi ha speso in tecnologie operative 9,75 milioni di dollari l'anno scorso per aiutare le aziende a dotarsi degli strumenti necessari a garantire l'accesso. E nel bilancio 2010, l'agenzia federale ha previsto 9 milioni di dollari per un programma "Going Dark" per rafforzare le proprie capacità di sorveglianza elettronica. L'Fbi garantisce però che queste nuove tecnologie non porteranno ad alcuna limitazione della privacy.
Via: La Repubblica
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