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Google Plus chiude dopo vulnerabilità: esposti dati di 500mila utenti


Google chiuderà Google+, il social network lanciato nel 2011 per contrastare il predominio di Facebook e risultato il più grande fallimento della controllata Alphabet, dopo aver annunciato che i dati del profilo di centinaia di migliaia di utenti sono stati accessibili agli sviluppatori di applicazioni di terze parti, a causa di un problema presente nei suoi sistemi per oltre due anni, tra il 2015 e il marzo 2018. L'incidente ha riportato alla memoria la vicenda di Facebook e Cambridge Analytica, che ha sollevato l'attenzione delle autorità di tutto il mondo e premere le richieste per regole più stringenti in Usa ed Europa.

Maggio è il mese europeo del cervello: 150 milioni per ricerca da Ue



In Occasione dell'avvio del "Mese Europeo del Cervello" , la Commissione Europea ha stanziato circa 150 Milioni di Euro per 20 Nuovi Progetti Internazionali per la Ricerca sul Cervello. Gli investimenti complessivi destinati dall'Ue in questo settore dal 2007 ammonteranno quindi a oltre 1,9 miliardi di euro. Il "Mese Europeo del Cervello" (#brainmonth) accenderà i riflettori sulla ricerca e l'innovazione europee in materia di neuroscienze, cognizione e settori correlati attraverso oltre 50 manifestazioni organizzate in tutta Europa nel corso del mese di maggio. 

Scopo dell’iniziativa è illustrare i progressi compiuti nel settore e invocare un intervento più incisivo per combattere le patologie del cervello. Un altro obiettivo è sottolineare come gli studi sul cervello possano rivoluzionare l’informatica. L’azione coincide con il recente sforzo di rilancio della ricerca sul cervello attraverso nuovi e ambiziosi progetti promossi nell’UE (progetto “Cervello umano” in quanto iniziativa faro TEF – IP/13/54 e MEMO/13/36) e negli USA (progetto BRAIN).

La Commissaria europea per la Ricerca, l'innovazione e la scienza Máire Geoghegan-Quinn ha dichiarato: “Le patologie e i disturbi legati al cervello colpiranno potenzialmente molti cittadini europei. Curare le persone colpite già costa ai nostri sistemi sanitari 1,5 milioni di euro al minuto, un costo che è destinato ad aumentare con l’invecchiamento della popolazione europea. La ricerca sul cervello può contribuire ad alleviare le sofferenze di milioni di pazienti e di chi li assiste. Le nuove scoperte sui meccanismi di funzionamento del cervello possono inoltre tradursi in numerosi servizi e prodotti innovativi per le nostre economie.”

Circa 165 milioni di europei svilupperanno probabilmente una qualche forma di patologia legata al cervello nel corso della loro vita. Man mano che la popolazione invecchia, cresce il numero di persone colpite dal morbo di Alzheimer e da altre malattie neurodegenerative o disturbi mentali legati all’età, con un conseguente forte aumento della spesa sanitaria. Di qui l'urgenza di trovare modi più efficaci per prevenire e curare le patologie cerebrali. Capire i meccanismi del cervello è anche importante per mantenere le nostre economie all’avanguardia nel settore delle nuove tecnologie dell’informazione e dei servizi.

Il “mese europeo del cervello” sottolineerà l’importanza fondamentale della ricerca sul cervello e dell’assistenza sanitaria per le nostre società e le nostre economie. Offrirà inoltre l’occasione di mettere in luce i successi dell’UE in questo settore, di dibattere sui futuri orientamenti della politica e della ricerca, di discutere su come migliorare la ripartizione delle risorse tra i paesi e al loro interno e di superare i tabù sulla salute mentale. Cfr. anche MEMO/13/390.

Ue: internet più sicuro e migliori contenuti per bambini e adolescenti


La Commissione ha elaborato un piano destinato a garantire ai bambini le competenze e gli strumenti necessari per beneficiare pienamente e in modo sicuro del mondo digitale. Internet non è stato concepito per i bambini, ma oggi il 75% di essi ne fa uso, di cui un terzo attraverso la telefonia mobile. La nuova strategia consiste nello sviluppo di un mercato dei contenuti in linea interattivi, creativi ed educativi, in collaborazione fra la Commissione europea e gli Stati membri, gli operatori di telefonia mobile, i fabbricanti di telefoni cellulari e i prestatori di servizi di socializzazione in rete.

Cecilia Malmström, commissaria europea per gli affari interni, ha dichiarato: "Viviamo ormai nell'era digitale e le generazioni più giovani sono anche le più attive online. Questi giovani hanno una grande dimestichezza con l'uso di internet, ma rimangono vulnerabili alle minacce online. È nostro dovere di genitori tutelare la sicurezza dei nostri figli anche sulla rete. Dobbiamo rafforzare la cooperazione a livello europeo ed internazionale per lottare contro la criminalità cibernetica, in particolare nei suoi aspetti più agghiaccianti come lo sfruttamento sessuale e la diffusione online di materiali relativi all'abuso sessuale dei minori".

L'esistenza di approcci nazionali diversi fa sì che i bambini di varie parti dell'UE godano di livelli diversi di emancipazione e protezione in linea. Ciò crea anche delle difficoltà per le imprese che desiderano commercializzare in tutta l'UE servizi e prodotti adatti all'infanzia. Per superare questi ostacoli, la Commissione ha delineato una serie di misure che saranno attuate con modalità diverse, fra cui l'autoregolamentazione settoriale, e che dovrebbero portare a soluzioni flessibili e rapide in questo campo. La cooperazione in forum quali la coalizione per fare di internet un posto migliore e più sicuro per i bambini e i ragazzi (cfr. IP/11/1485) sarà vitale per il buon esito di questo processo. Le azioni si articolano intorno a quattro obiettivi principali:

  • stimolare la produzione di contenuti online creativi ed educativi per i bambini e sviluppare piattaforme per l'accesso a contenuti appropriati in funzione dell'età;
  • incrementare le azioni di sensibilizzazione e formazione sulla sicurezza online in tutte le scuole dell'UE per sviluppare la dimestichezza e la responsabilità online dei bambini nei confronti del mondo digitale e mediatico;
  • creare un ambiente sicuro per i bambini in cui i genitori e i bambini stessi dispongano degli strumenti necessari per garantire la loro protezione online – quali meccanismi di facile impiego per denunciare i contenuti e i comportamenti nocivi online, impostazioni predefinite di privacy in funzione dell'età e controlli parentali facili da usare;
  • lottare contro i materiali relativi ad abusi sessuali di bambini online promuovendo la ricerca su soluzioni tecniche innovative e il loro impiego nelle indagini svolte dalle forze dell'ordine.

Garantire la sicurezza dei bambini online è un impegno essenziale dell'Agenda europea del digitale (per informazioni generiche in merito consultare IP/10/581, MEMO/10/199 e MEMO/10/200).

Nonostante internet non sia stata creata per i bambini, questi ultimi iniziano a farne uso in età sempre più precoce. Quattro bambini su dieci dichiarano di essersi imbattuti in situazioni rischiose online, quali il bullismo online, l'esposizione a contenuti creati dagli utenti che promuovono l'anoressia o atti di autolesionismo e l'uso improprio dei loro dati personali. Si ritiene che entro il 2015 il 90% dei posti di lavoro in tutti i settori richiederanno competenze tecnologiche, ma soltanto il 25% dei giovani dell'UE dichiarano di possedere livelli "elevati" di competenze di base di internet (come l'uso di internet per fare telefonate, creare una pagina web o avvalersi della condivisione di file peer-to-peer).

Unione Europea contro il cybercrimine


La Commissione Europea annuncia condanne più severe e maggiore coordinamento tra gli Stati, per rafforzare la lotta contro il cybercrimine. L'Europa si mette quindi al lavoro per contrastare le minacce informatiche: in due direttive si prevede che nelle legislazioni penali di tutti i 27 stati membri siano introdotti i reati di creazione di software maligni e che le condanne siano uniformi e pesanti (fino a 2 anni, che possono salire a 5 quando gli attacchi sono lanciati su larga scala).  E' quanto hanno annunciato la commissaria all'agenda digitale Neelie Kroes e la commissaria agli affari interni Cecilia Malmstroem.