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Internet, Polizia di Stato: attenzione ai file dal carattere pedopornografico
Nella mattina del 16 ottobre scorso, la Polizia Postale e delle Comunicazioni di Livorno a seguito di perquisizione ha tratto in arresto un cittadino italiano, livornese, libero professionista, di anni 50, per i reati sulla pedopornografia minorile e segnatamente per i reati di divulgazione di materiale pedopornografico e detenzione di materiale pedopornografico.
L’operazione in argomento, è frutto di una intensa attività di coordinamento tra la Polizia Italiana (Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per l’Abruzzo di Pescara) e quella Brasiliana che già nel 2007 aveva individuato il soggetto arrestato, unitamente ad altri utenti italiani e stranieri.
L’attività espletata nella giornata del 16 ottobre, ha riguardato più persone coinvolte nelle stesse condotte con l’effettuazione di numerose perquisizioni domiciliari nella regione Toscana, coordinate dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per la Toscana di Firenze.
Alla luce di quanto sopra e nell’ambito di una più generale attività di prevenzione e di informazione, si avvisano gli internauti che, qualora durante la navigazione in internet dovessero visionare, per errore, un file immagine o video a carattere pedopornografico, anche con programmi di condivisione, sono invitati a segnalare immediatamente alla Polizia di Stato quanto loro occorso comunicando, altresì, la stringa di riconoscimento del file in questione.
Tutto ciò, al fine di evitare di essere indagati/denunciati ovvero arrestati per detenzione di materiale a carattere pedopornografico, atteso che la normativa sulla pedopornografia on line, prevede pesanti sanzioni per coloro che consapevolmente si procurano immagini e/o video (detenzione con pena fino a 3 anni di reclusione) e per coloro che diffondono tali contenuti (divulgazione con pena da 1 a 5 anni di reclusione).
Da menzionare infine il servizio gratuito 114 promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità e gestito da Telefono Azzurro. Al numero telefonico 114, in servizio 24 ore su 24 e accessibile anche tramite il sito Internet www.114.it, possono essere segnalati la presenza in rete di materiali pedopornografici o di contenuti lesivi per lo sviluppo psicofisico del bambino. La segnalazione viene trasmessa al Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia sulla rete Internet, che può disporre l’oscuramento del sito entro il termine di sei ore.
Fonte: Polizia di Stato
Via: Governo
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La pedofilia entra nel codice penale, Senato approva ratifica di Lanzarote
L'aula del Senato ha approvato all'unanimità la ratifica della Convenzione per la protezione di minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, firmata a Lanzarote nel 2007. La Convenzione di Lanzarote risponde alla necessità riscontrata dal Consiglio d'Europa di elaborare nuovi strumenti vincolanti per gli Stati Parte del COE di contrasto allo sfruttamento e all’abuso sessuale dei minori.
È stata adottata dal Consiglio d'Europa il 12 luglio 2007 ed aperta alla firma il 25 ottobre 2007 a Lanzarote. Allo stato attuale, il testo è stato sottoscritto da 41 Stati, tutti membri del COE, fra i quali l’Italia, che l’ha sottoscritta il 7 novembre 2007. Sono 9 ad oggi gli Stati ad averla ratificata: Albania, Danimarca, Francia, Grecia, Malta, Olanda, San Marino, Serbia e Spagna. La Convenzione è entrata in vigore il 1 luglio 2010.
Si tratta di un documento con il quale i paesi aderenti si impegnano a rafforzare la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, adottando criteri e misure comuni sia per la prevenzione del fenomeno, sia per il perseguimento dei rei, nonché per la tutela delle vittime. Gli Stati aderenti si sono impegnati ad armonizzare i propri ordinamenti giuridici, modificando, quando necessario, il diritto penale nazionale.
L'obiettivo è contrastare quei reati che, come la pedopornografia, sempre più spesso vengono compiuti con l'ausilio delle moderne tecnologie e sono consumati al di fuori dai confini nazionali del Paese di origine del reo. L'adesione alla Convenzione di Lanzarote integra un percorso di progressiva attenzione dello Stato italiano verso la lotta alla pedofilia e alla pedopornografia.
Fino al 1996, infatti, il reato di abuso sessuale ai danni di un minore era previsto dall’art. 519 comma 2 del codice penale (Della violenza carnale). Negli anni successivi la normativa ha subito numerose modifiche e integrazioni. Del 15 febbraio 1996 è la legge n. 66 (Norme contro la violenza sessuale) che abroga la disciplina precedente e introduce una nuova serie di ipotesi di reato intitolata "Atti sessuali con minorenne".
Successivamente, è stata emanata la legge n. 269/1998 (Norme contro lo sfruttamento della prostituzione, della pornografia, del turismo sessuale in danno di minori, quali nuove forme di riduzione in schiavitù) che ha introdotto nel codice penale i reati di: prostituzione minorile, pornografia minorile, detenzione di materiale pornografico (minorile), iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile.
A sua volta questa legge è stata recentemente integrata dalla n. 38 del 2 marzo 2006 (Disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet). Tra le novità più importanti introdotte dalla Lanzarote - ricorda Save the Children - l'introduzione di due nuovi delitti come l'istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia (art. 414-bis c.p.) e l'adescamento di minorenni (art. 609-undecies).
È inoltre previsto un inasprimento delle pene anche per i reati di prostituzione minorile (la pena da 6 mesi a tre anni è aumentata da uno a sei per chiunque compia atti sessuali con un minore di età compresa tra i 14 e i 18 anni in cambio o per la promessa di un corrispettivo in denaro o altra utilità) e di pornografia minorile (reclusione fino a tre anni con multa fino a 6.000 euro per chiunque assista a esibizioni o spettacoli pedopornografici).
Fonte: La Stampa
Via: Pariopportunità
Roma: adescava minori su social network, 70enne denunciato a Guidonia
Verso la fine di luglio 2012, gli investigatori del posto di Polizia di Guidonia, diretti da Alfredo Luzi, appreso che un anziano della zona acquisiva, mediante internet e social network (Facebook ndr.), su cui si era anche registrato con il proprio nome ma con la foto di un bambino, materiale pedopornografico, hanno segnalato il fatto all'Autorita' Giudiziaria.
Un attenta indagine ha consentito di accertare che l'uomo acquisiva il materiale, lo registrava su una Memory card e poi lo diffondeva per adescare sessualmente giovani minorenni. La segnalazione, giunta in forma anonima, e' stata fatta pervenire da un genitore dopo aver rinvenuto nella disponibilita' della propria figlia di 11 anni, una Memory Card, contenente materiale pornografico.
Il genitore - spiega una nota della Polizia - seriamente preoccupato, ha dapprima tranquillizzato la ragazza acquisendo ulteriori dettagli , per poi riferire il tutto al personale della Squadra Anticrimine dell'Ufficio di Polizia di Guidonia, che, ha immediatamente avviato le indagine per verificare la veridicita' della segnalazione.
Nel frattempo, altre segnalazioni anonime, da parte di altrettanti genitori disperati, i quali riferivano di preoccupanti adescamenti dei propri figli da parte dell'uomo, hanno insospettito ulteriormente gli agenti che a quel punto hanno deciso di intervenire.
Pertanto, nella giornata di giovedì scorso, gli uomini dell'Ufficio di Polizia di Villalba, coordinati dal dirigente Luzi, si sono recati presso l'abitazione del sospetto, in localita' Villanova di Guidonia.
Durante il controllo, resosi conto di essere stato ormai scoperto, l'anziano si e' ravveduto ed ha deciso di collaborare, consegnando, spontaneamente, tutto il materiale informatico che deteneva all'interno della propria abitazione, anche, a suo dire, per ''purificarsi'' dei pesanti sensi di colpa che lo stavano angosciando.
Al termine degli accertamenti, l'uomo e' stato denunciato in stato di liberta' per possesso di materiale pedopornografico. Chiesto, all'Autorita' Giudiziaria, anche un provvedimento restrittivo in materia di reati di pedofilia minorile.
Fonte: Polizia di Stato
Pedofilia online, operazione tra Italia e Germania: 8 arresti e 109 indagati
Complessivamente 109 utenti denunciati ritenuti responsabili di divulgazione e detenzione di immagini di pornografia minorile e 8 persone arrestate in flagranza. E' il bilancio dell'operazione Strike, compiuta in collaborazione tra la polizia tedesca, la Polizia postale delle comunicazioni di Catania coordinata dalla Procura distrettuale etnea e dal servizio centrale della Polizia delle comunicazioni, diretta al contrasto della pornografia minorile su internet. Diverse persone attualmente indagate sono recidive.
La complessa indagine, avviata nel 2010, ha visto convergere in una unica operazione di polizia due diverse attività di contrasto del fenomeno illecito in cui preziosa è stata la collaborazione dell'Interpol. E' stato individuato un sito web ubicato in Germania che diffondeva immagini di pedopornografia e sono stati identificati gli utenti italiani che avevano acquisito foto di pornografia minorile da quel sito.
Il sito web, in meno di due mesi, aveva avuto oltre 44mila accessi nella sezione nominata Teengroup contenente centinaia di immagini di bambini coinvolti in atti sessuali. Quasi contemporaneamente, per alcuni mesi, sono state seguite le tracce telematiche di utenti sulla rete eDonkey2000 che divulgavano video dal contenuto pedopornografico. E' stato così utilizzato un sistema già conosciuto dalla polizia italiana che consente di monitorare le rete e di individuare coloro che diffondono determinati file.
La successiva e complessa analisi dei dati informatici, con il lavoro della Polizia postale italiana insieme ai colleghi tedeschi, ha consentito di identificare gli attuali indagati italiani. I video pedopornografici, alcuni dei quali di quasi 30 minuti, ritraevano bambini costretti ad atti sessuali, anche con adulti. In moltissimi casi i minori erano in età pre-adolescenziale. Le persone arrestate risiedono a Siracusa, Napoli, Massa Carrara, Modena, Bolzano e tre a Firenze. Tutti gli arrestati detenevano e, in alcuni casi, divulgavano ingenti quantità di video di pornografia minorile.
In particolare l'arrestato di Napoli tra il numeroso materiale pedopornografico deteneva immagini autoprodotte raffiguranti adolescenti e minori ripresi nel bagno di casa con le parti intime scoperte, mentre espletavano attività fisiologiche. Un altro degli arrestati ha tentato la fuga portandosi degli hard disk e un altro deteneva oltre 436mila file di pornografia minorile. E' stata avviata, inoltre, l'attività di approfondimento tecnico-investigativo finalizzato a verificare se nelle immagini siano coinvolti bambini italiani.
Intanto l'associazione Meter, guidata da don Fortunato Di Noto, lancia l'allarme: "Siamo davanti a un'emorragia che non si ferma". L'Osservatorio mondiale di contrasto alla pedofilia ha evidenziato nei primi cinque mesi del 2012 "una esplosione di siti pedopornografici nel mondo: 4.148, con 493 gruppi pedopornografici sui social network. Le nostre rilevazioni dimostrano l'incidenza dei pedofili reali e online, dove i domini generici sono 2.612 e 1.043 quelli specifici".
Dall'analisi emerge una suddivisione per continente ormai globalizzata: i domini sono allocati al primo posto in Asia, seguono Europa, America, Africa e Oceania. Don Di Noto sottolinea che "il dramma della pedofilia e della pedopornografia dilaga sempre di più, con un aumento vertiginoso dell'utilizzo dei social network oltre alla formazione di reti di gruppi pedofili. La Rete è un prodotto fantastico dell'uomo, ma questi dati - avverte - ci chiedono di stare attenti a spazi che sembrano di libertà ma nascondono lo sfruttamento. Non ci stancheremo mai di sottolineare che il fenomeno è più drammatico di quanto possiamo descrivere e che richiede un'azione globale''.
Fonte: AdnKronos
Ue: internet più sicuro e migliori contenuti per bambini e adolescenti
La Commissione ha elaborato un piano destinato a garantire ai bambini le competenze e gli strumenti necessari per beneficiare pienamente e in modo sicuro del mondo digitale. Internet non è stato concepito per i bambini, ma oggi il 75% di essi ne fa uso, di cui un terzo attraverso la telefonia mobile. La nuova strategia consiste nello sviluppo di un mercato dei contenuti in linea interattivi, creativi ed educativi, in collaborazione fra la Commissione europea e gli Stati membri, gli operatori di telefonia mobile, i fabbricanti di telefoni cellulari e i prestatori di servizi di socializzazione in rete.
Cecilia Malmström, commissaria europea per gli affari interni, ha dichiarato: "Viviamo ormai nell'era digitale e le generazioni più giovani sono anche le più attive online. Questi giovani hanno una grande dimestichezza con l'uso di internet, ma rimangono vulnerabili alle minacce online. È nostro dovere di genitori tutelare la sicurezza dei nostri figli anche sulla rete. Dobbiamo rafforzare la cooperazione a livello europeo ed internazionale per lottare contro la criminalità cibernetica, in particolare nei suoi aspetti più agghiaccianti come lo sfruttamento sessuale e la diffusione online di materiali relativi all'abuso sessuale dei minori".
L'esistenza di approcci nazionali diversi fa sì che i bambini di varie parti dell'UE godano di livelli diversi di emancipazione e protezione in linea. Ciò crea anche delle difficoltà per le imprese che desiderano commercializzare in tutta l'UE servizi e prodotti adatti all'infanzia. Per superare questi ostacoli, la Commissione ha delineato una serie di misure che saranno attuate con modalità diverse, fra cui l'autoregolamentazione settoriale, e che dovrebbero portare a soluzioni flessibili e rapide in questo campo. La cooperazione in forum quali la coalizione per fare di internet un posto migliore e più sicuro per i bambini e i ragazzi (cfr. IP/11/1485) sarà vitale per il buon esito di questo processo. Le azioni si articolano intorno a quattro obiettivi principali:
- stimolare la produzione di contenuti online creativi ed educativi per i bambini e sviluppare piattaforme per l'accesso a contenuti appropriati in funzione dell'età;
- incrementare le azioni di sensibilizzazione e formazione sulla sicurezza online in tutte le scuole dell'UE per sviluppare la dimestichezza e la responsabilità online dei bambini nei confronti del mondo digitale e mediatico;
- creare un ambiente sicuro per i bambini in cui i genitori e i bambini stessi dispongano degli strumenti necessari per garantire la loro protezione online – quali meccanismi di facile impiego per denunciare i contenuti e i comportamenti nocivi online, impostazioni predefinite di privacy in funzione dell'età e controlli parentali facili da usare;
- lottare contro i materiali relativi ad abusi sessuali di bambini online promuovendo la ricerca su soluzioni tecniche innovative e il loro impiego nelle indagini svolte dalle forze dell'ordine.
Garantire la sicurezza dei bambini online è un impegno essenziale dell'Agenda europea del digitale (per informazioni generiche in merito consultare IP/10/581, MEMO/10/199 e MEMO/10/200).
Nonostante internet non sia stata creata per i bambini, questi ultimi iniziano a farne uso in età sempre più precoce. Quattro bambini su dieci dichiarano di essersi imbattuti in situazioni rischiose online, quali il bullismo online, l'esposizione a contenuti creati dagli utenti che promuovono l'anoressia o atti di autolesionismo e l'uso improprio dei loro dati personali. Si ritiene che entro il 2015 il 90% dei posti di lavoro in tutti i settori richiederanno competenze tecnologiche, ma soltanto il 25% dei giovani dell'UE dichiarano di possedere livelli "elevati" di competenze di base di internet (come l'uso di internet per fare telefonate, creare una pagina web o avvalersi della condivisione di file peer-to-peer).
Testo integrale della comunicazione: http://ec.europa.eu/information_society/activities/sip/policy/index_en.htm.
Internet più sicuro:
Adescava minorenni su Facebook e Netlog, arrestato maestro di volley
Adescava giovani ragazze su Internet nascondendosi dietro falsi profili creati su diversi social network e presentandosi come un ragazzo 15enne. Un 49enne, allenatore di pallavolo femminile, è stato arrestato dai carabinieri di Trezzano sul Naviglio (Milano) nell'hinterland milanese, per reati a sfondo sessuale.
L'uomo, residente a Trezzano ma domiciliato a Sesto San Giovanni, aveva diversi precedenti per reati a sfondo sessuale e contro minorenni con interdizione perpetua dai pubblici uffici e da attività in strutture frequentate da minori. Nonostante ciò fino al 2011 era riuscito a ottenere l'incarico di allenatore in diverse squadre femminili di pallavolo, tra cui l'Audax di Corsico (squadra femminile under 16), il Cesano Boscone (squadra femminile under 12) e, in ultimo, il Trezzano sul Naviglio. Le indagini sono iniziate in gennaio proprio quando i carabinieri hanno scoperto che qualche mese prima l'arrestato era stato già allontanato dalla squadra femminile di pallavolo del Cesano (under 12).
Per adescare le sue vittime l'allenatore aveva creato due falsi profili Facebook attraverso i quali si presentava come un ragazzo di 15 o 16 anni. Aveva inoltre tre utenze telefoniche cellulari che utilizzava per scambiare messaggi con le ragazzine. Nei suoi telefoni i militari hanno trovato fotografie di giovanissime, tutte di età compresa tra i 13 e i 17 anni e conosciute tramite i social network Facebook, Messenger e Netlog, spesso in atteggiamenti erotici.
Quello che però ha colpito gli investigatori è l'abilità del 49enne nel calarsi nei panni di un adolescente. Dopo i primi contatti partiva infatti un "corteggiamento virtuale" seguito da un "bombardamento psicologico", fatto di discorsi provocanti e ammalianti, con l'evidente finalità di indurre le vittime a sottomettersi e assoggettarsi al fantomatico giovane "Simone".
In questo modo riusciva a procurarsi materiale pornografico dalle ragazzine, tutte di età compresa tra gli 11 e i 16 anni. Nonostante si dimostrassero spesso estranee a tali pratiche, secondo i carabinieri il pedofilo riusciva, in una sorta di condizionamento psicologico, a indurle e istruirle su cosa fare e sul significato di alcune parole. Il linguaggio, in particolare, dopo una prima fase piuttosto amichevole e sentimentale, diveniva sempre più volgare e aggressivo. Un atteggiamento di chiara pericolosità sociale che ha indotto alla sua custodia cautelare nel carcere di San Vittore. L'indagato, in particolare, aveva adattato il proprio linguaggio all'età delle vittime e nelle conversazione usava termini, soprannomi e appellativi tipici dell'adolescenza.
Fonte: TM News
Permalink: http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20120310_151033.shtml
Internet: Ecpat, immagini pedopornografiche in 16.700 siti nel mondo
Sono 16.700, nel 2011, i siti web su scala globale che contengono decine di migliaia di immagini pedopornografiche. Lo ricorda in una nota Ecpat (End Child Prostitution, Pornography And Trafficking), in occasione di 'Safer Internet Day', la Giornata Europea della sicurezza in Rete. "Su 196 Paesi analizzati - ricorda l'associazione - solo 45 hanno una legislazione efficace per combattere i reati derivanti dallo sfruttamento e dal traffico di immagini che vedono coinvolti i bambini". Eppure in Europa "in media il 75% dei bambini dispone di un accesso ad internet". E "un quarto dei baby-navigatori ha conosciuto in Rete persone mai viste o sentite prima. Nel 28% di questi casi, l'approccio e' scaturito in un incontro faccia a faccia".
In occasione del 'Safer Internet Day', Ecpat s'interroga "sul livello di consapevolezza e conoscenza di questi fenomeni da parte di genitori e minori" e lancia "un nuovo appello per la ratifica ed esecuzione della Convenzione di Lanzarote, con particolare attenzione alla modifica dell'articolo 609 relativo all''adescamento di minorenni'' attraverso il web. La sicurezza dei minori online e' "una priorita' - sottolinea l'associazione - che deve rientrare anche nel sistema giuridico del nostro Paese". Ecpat ricorda infatti che "l'Italia, pur essendo all'avanguardia per le leggi in materia di sfruttamento sessuale in generale e di pedopornografia in particolare, ha bisogno di una normativa ad hoc sull'adescamento online. Un disegno di legge e' fermo in Senato ormai da troppo tempo con tutti gli altri contenuti della Convenzione di Lanzarote".
Save the Children chiede al governo Monti e in particolare al ministro Profumo e alla task force di ministri che lavorerà all'Agenda digitale del Paese, di inserire la protezione dei minori tra gli obiettivi della stessa, al fine di dare ai ragazzi gli strumenti per far sì che i nuovi media siano più un'opportunità che un rischio''. ''Ricordiamo la necessità che la Convenzione di Lanzarote deliberata nel 2007 dal Consiglio d'Europa, che ha introdotto il reato di adescamento online venga immediatamente ratificata dal Parlamento, è dal 2010 che attende con tanto di disegno di legge depositato; così come occorre rimuovere alla fonte, anche se in paesi extra Ue, i siti pedopornografici", afferma Valerio Neri, direttore generale di Save the Children Italia.
Via: Adnkronos
Giornata Nazionale contro la pedofilia, fenomeno in crescita
Il fenomeno della pedopornografia on-line è in continua crescita e non sembra fermarsi. Nel primo quadrimestre 2011 (gennaio-aprile) Meter, la onlus contro la pedofilia e la pedopornografia, ha infatti inoltrato a polizia e autità giudiziaria 517 segnalazioni pari a 11.862 tra siti web, social network, servizi di scambio files foto e video e indirizzi email 'a rischio' pedofilia. Numeri di molto superiori a quelli del 2010, quando in totale le segnalazioni erano state 1.082, pari a 13.766 siti pedofili. I sospetti italiani riscontrati nei social network e denunciati alle autorità giudiziarie sono 89, sui quali in corso sono gli accertamenti. Un aumento esponenziale di pedofilia on-line nel primo quadrimestre dell'anno si è avuto in particolare per i social network. Sono 282 le segnalazioni in questo senso: i più gettonati: Grou.ps (178 segnalazioni), Ning (19), Facebook (64), Socialgo, Webs (3), Youtube (16), newentry è Twitter (2). Nel 2010 erano solo 315. I sospetti italiani riscontrati nei social network sono 89. Nel 2010 Diego Buso, Responsabile della Divisione Investigativa del Servizio Polizia Postale e delle Telecomunicazioni ha tracciato un bilancio delle indagini che hanno portato già a 26 arrestati e circa 300 denunciati in stato di libertà.
Pedofilia: operazione 'Rescue', smantellata rete di pedofili
Identificati 173 minorenni vittime di abusi, 459 indagati e 71 persone arrestate. E' il bilancio provvisorio dell'operazione 'Rescue', coordinata da Eurojust, contro quella che la polizia postale di Catania ritiene la piu' grande rete internazionale di pedofili con collegamenti in varie parti del mondo. Gli indagati avevano un loro sito internet, boylover.net, ubicato in Olanda, che e' stato oscurato da Europol. I Paesi interessati sono Australia, Belgio, Canada, Grecia, Islanda, Italia, Olanda, Nuova Zelanda, Polonia, Romania, Spagna, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.
L'indagine è partita dalla polizia postale di Catania, unica città italiana coinvolta nell'operazione. Nel 2007 l'associazione Meter di Don Fortunato Di Noto segnalò alla polizia postale di Catania il forum 'La stanza italiana' all'interno del sito www.boilover.net, sito web olandese che raggruppava i pedofili di tutto il mondo. Gli iscritti alla 'stanza italiana' si dichiaravano sostenitori del pensiero pedofilo. Sono 18 gli italiani coinvolti, uno di questi è stato arrestato per produzione di materiale pedo-pornografico.
Ricatti hard a ragazzine su Facebook, denunciato pedofilo
Adescava ragazze di 13 e 14 anni, si faceva mandare video compromettenti e poi chiedeva 50 euro di riscatto per non pubblicare le immagini sul social network. Denunciato un incensurato di Ventimiglia. Nel pc di casa materiale pedopornografico rinvenuto dalla Polizia Postale. L'uomo aveva utilizzato un account con dati di fantasia, in modo da non rivelare la sua identità. Ottenuto il video è scattato il ricatto: "Paga o pubblico le immagini su Facebook". E la ragazzina aveva dovuto consegnare 50 euro per evitare la pubblicazione.
Polizia postale ripulisce oltre mille siti da materiale pedopornografico
La Polizia postale e delle comunicazioni, in collaborazione con Europol, ha scoperto l'esistenza di un organizzazione criminale che, infettando i server di aziende legali, riusciva a mascherare un commercio illegale. Il gruppo, si introduceva nei server di siti web (oltre 1000) di piccole aziende privi di efficaci sistemi di sicurezza attraverso trojan.
L'organizzazione inviava mail "spam" che, una volta aperte, permettevano di prendere il controllo dei Pc dei navigatori diventando parte di una botnet. Questo programma provvedeva a reindirizzare gli utenti verso siti illegali che ospitavano annunci per la vendita di materiale pedopornografico. Questa tecnica, chiamata Web masquerading, è venuta alla luce dopo due anni di indagini iniziate dopo la segnalazione di una signora che, navigando per comprare un regalo ai nipoti, si è ritrovata su un sito illegale.
Via: Polizia di Stato
Si spacciava per fotografo di Hello Kitty su Facebook, arrestato pedofilo
Su Facebook adescava ragazzine spacciandosi per fotografo addetto al casting per la pubblicità di una linea di costumi da bagno di Hello Kitty. Ovviamente l’orco mentiva ma grazie a questo stratagemma, facendosi scudo con l’immagine rassicurante della gattina giapponese, riusciva a convincere le sue vittime a spogliarsi in webcam e valutare così la rispondenza ai requisiti fisici necessari per le modelle della campagna promozionale. I video venivano immagazzinati dal sedicente fotografo e sono stati trovati dalla polizia postale nel corso della perquisizione domiciliare. Per l’uomo, che è tuttora detenuto, sono scattate le manette con l'accusa di produzione di materiale pedopornografico. (Quotidiano.net)
Pedopornografia online, 1 arresto e 15 indagati
La Polizia Postale di Catania ha eseguito diverse perquisizioni domiciliari in varie citta' d'Italia, nei confronti di 15 soggetti indagati per divulgazione di video pedo-pornografici mediante la rete internet. L'indagine ha riguardato il contrasto della divulgazione di materiale pedo-pornografico su Internet tramite il programma peer-to-peer ''eMule''. Le indagini sono state compiute con attivita' sottocopertura, autorizzata dalla Procura, con il coordinamento del Centro Nazionale di Contrasto della Pedo-pornografia On-line (Cncpo) di Roma. Le citta' interessate dalle perquisizioni sono state: Siracusa, Messina Bologna, Pistoia, Cagliari, Venezia, Taranto, Roma, Rimini, Brescia, Como e Cuneo.
Scoperto portale pedofilo con bambini legati e violentati
Un portale, ancora attivo, con 700 bambini di cinque anni, legati e imbavagliati, con gatti e cani, violati dai pedofili e dagli animali. A fare la macabra scoperta sono stati i volontari dell'associazione Meter di don Fortunato Di Noto, che lo hanno subito denunciato alla polizia postale e delle comunicazioni di Catania e al centro nazionale contro la pedofilia online di Roma. Nel portale ci sono 469 video e filmati in vendita. I prezzi: accesso per un mese 200 dollari, 3 mesi 400, un anno 600. Ogni video è descritto per contenuti ed età dei piccoli protagonisti. La suddivisione riporta categorie come lolite, antiche, bambini, esotiche, incesto, lesbiche, realtà, shock, guardoni.
Su Facebook adescava ragazzini, arrestato
Su Facebook si presentava come Noemi Fanny, 15 anni, e chattava con adolescenti ai quali poi, attraverso il programma “Emule”, mostrava filmati con sesso esplicito fra ragazzini. Massimiliano Cuccu, 43 anni, di Guspini, è stato arrestato dai carabinieri con l’accusa di diffusione di materiale pedopornografico. Secondo l'accusa Cuccu ha anche usato i filmati con sesso esplicito tra minorenni allo scopo di adescare ragazzini. Durante le perquisizioni i militari hanno trovato in casa di Cuccu anche una fitta corrispondenza con società, enti o associazioni operanti in varie parti del mondo nell'ambito delle adozioni a distanza (nello Zimbawe, a Milano e in Ecuador). Le indagini hanno accertato che Cuccu deteneva oltre 40.000 file dal contenuto pedopornografico.
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