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Ziinga com, attenti alla truffa: il rischio? sottoscrivere un abbonamento


Ziinga.com è uno dei tanti siti per aste online che lavora in tutto il mondo e ogni giorno mette a disposizione tanti premi sopratutto tecnologici. Una volta indirizzati al sito ci compare la schermata dell'iscrizione gratuita, dove basta inserire le poche credenziali, che anche un bambino riuscirebbe a completare. Completata l'iscrizione si entra direttamente alle aste.

Qui bisogna fare molta attenzione se ci si trova nella colonna Aste Online e Aste Gratis. Potrete notare che i premi più allettanti sono sicuramente quelli presenti in Aste Online, dove bisogna prima comprare le varie puntate; mentre premi di minor qualità (ma comunque significativi) in Aste Gratis.

Se provate a puntare su qualunque premio in questa sezione noterete che è più difficile perdere che vincere, si avete capito bene! Infatti con una sola puntata abbiamo vinto una favolosa macchinetta fotografica Canon Powershot A1200 e da subito ci è sembrato molto strano. Non ci era mai capitato una cosa del genere, sopratutto per il prezzo di vincita si aggirava intorno a 1.50 €! Immediatamente siamo stati reindirizzati alla pagina di pagamento e qui abbiamo scoperto la truffa.

Se fate attenzione sotto al prezzo trovate un asterisco che riporta le seguenti condizioni:
* Questo pagamento include un abbonamento gratuito 7 per Platinum giorni. Una volta trascorsi i giorni gratuiti, verrà addebitato il costo normale di € 67,99. L'iscrizione sarà obbligatoria solamente per 3 mesi.


Tutto ciò non è molto chiaro, allora ci siamo rivolti all'assistenza del sito e ci ha risposto così:

We understand your concern and apologize for the inconvenience this may have caused you.
The Canon PowerShot A1200 is a promotional item which is in conjunction with our Platinum Membership.


The Platinum membership gives you exclusive Bid for Free auctions, an additional 10% on all bid package purchases, FREE shipping on all products, 7 free bid added to your account daily and another 8 free bid on each calendar day you log on to ziinga.com.

The monthly membership fee is 67.99 EUR and there is a 3-month binding contract. Should you decide to cancel before the 3-month binding contract, there will be a cancellation fee in the amount of 31.00 EUR.

In poche parole acquistando questa macchinetta fotografica oltre al prezzo di vincita all'asta di € 12,43 relativamente basso, questo deve sommarsi a € 67,99 pagheremo la nostra macchina fotografica più di € 80!
Oppure se non si vogliono aderire ai tre mesi di abbonamento, in alternativa si può pagare una penale di € 31! Pagando così la nostra macchinetta circa € 43, sempre lontano dalla cifra di partenza.

Ovviamente non sappiamo se tutto ciò sia stato una caso o altro, tant'è che abbiamo creato un nuovo account e provato a puntare sulla medesima macchinetta e pensate un po'.. l'abbiamo vinta nuovamente al primo colpo a € 14.43! Non ci siamo rasseganti e abbiamo provato un altro loro prodotto, optando per un pacchetto offerte del valore di 250 punti, anche questo dopo due puntate ce lo siamo aggiudicato e anche qui stessa storia.

O paghi 3 mesi di abbonamento a € 67.99 oppure la penale di € 31. Con questo vi invitiamo a stare attenti sui vari siti di aste online e di acquisti, comprate solo su siti famosi e sicuri come Ebay. Se non state attenti, potete pagare oltre il 50% dei soldi delle vostre vincite, quindi attenti a siti come Ziinga.com. Contro questa azienda c'è anche una denuncia in Usa http://asa.org.uk/ASA-action/Adjudications/2012/2/Flamingo-Intervest-Ltd/SHP_ADJ_175856.aspx e una potenziale class action http://www.scambook.com/search/reports?search=flamingo+intervest

Foto icona: Wpclipart

Roma, 12enne picchiata a sangue dalla madre: stava troppo su Facebook


All'inizio si è pensato ad un’aggressione, alla città violenta, all'infinito dibattito sulla sicurezza. Alla fine la verità è venuta fuori. Per sfuggire alle violenze della madre, una ragazzina di 12 anni ha atteso l’arrivo della polizia davanti al cancello d’ingresso di un parco. Gli agenti l’hanno trovata in lacrime con il volto pieno di sangue e ferite su tutto il corpo.

La storia di questa ragazzina, punita per aver passato troppo tempo a chattare con gli amici su Facebook, come ha raccontato lei stessa ai poliziotti che la notte tra il 29 e il 30 agosto l’hanno tratta in salvo e portata in ospedale, da dove è stata dimessa con una prognosi di dieci giorni.

Mancavano pochi minuti a mezzanotte quando la madre della ragazza ha chiesto alla figlia di spegnere il computer ed andare al letto. Esasperata dal rifiuto da parte della ragazzina, e complice forse qualche bicchiere di troppo, la donna ha cominciato a picchiare a sangue la figlia in quella che pare essere solo l’ultima di una lunga serie di liti familiari.


Visualizzazione ingrandita della mappa

La bambina ha tentato di liberarsi dalla violenza della madre ed è scappata di casa rifugiandosi nel giardinetto pubblico di via Cornelia, nel quartiere Aurelio a Roma. Un inquilino del palazzo dove abita la famiglia, accortosi delle urla, ha subito avvisato il 113 raccontando di aver sentito la lite e di aver visto la mamma rincorrere la figlia nel parco.

”Quella ragazza correva in lacrime – avrebbe detto agli agenti -, era piena di sangue”. Giunti sul posto, i poliziotti hanno trovato la bimba che tremava ancora, piena di sangue e con ferite su tutto il corpo. ”Mamma mi ha picchiato perché non spegnevo Facebook – il suo racconto -, ma non è la prima volta, abbiamo litigato diverse volte”.

La donna, una 43enne di nazionalità russa, è stata subito rintracciata e denunciata. Se venissero confermati i maltrattamenti continui rischierebbe di perdere la figlia, avuta dall’ex marito con il quale continuava a convivere nonostante la separazione. L’uomo, al momento della lite, era al lavoro e non ha potuto arginare la violenza dell’ex moglie.

Interrogata dagli inquirenti, la donna avrebbe ammesso di aver picchiato la figlia per futili motivi. Alla ragazzina, trasportata all’ospedale San Carlo di Nancy, sono state riscontrate contusioni multiple, escoriazioni e tumefazioni. Dopo le cure del caso è stata dimessa con una prognosi di 10 giorni. E per ora, mentre se ne sta lontana a casa di parenti, della madre non vuole più saperne.

Fonte: Blitz Quotidiano
Foto dal web

Roma: adescava minori su social network, 70enne denunciato a Guidonia


Verso la fine di luglio 2012, gli investigatori del posto di Polizia di Guidonia, diretti da Alfredo Luzi, appreso che un anziano della zona acquisiva, mediante internet e social network (Facebook ndr.), su cui si era anche registrato con il proprio nome ma con la foto di un bambino, materiale pedopornografico, hanno segnalato il fatto all'Autorita' Giudiziaria.

Un attenta indagine ha consentito di accertare che l'uomo acquisiva il materiale, lo registrava su una Memory card e poi lo diffondeva per adescare sessualmente giovani minorenni. La segnalazione, giunta in forma anonima, e' stata fatta pervenire da un genitore dopo aver rinvenuto nella disponibilita' della propria figlia di 11 anni, una Memory Card, contenente materiale pornografico.

Il genitore - spiega una nota della Polizia - seriamente preoccupato, ha dapprima tranquillizzato la ragazza acquisendo ulteriori dettagli , per poi riferire il tutto al personale della Squadra Anticrimine dell'Ufficio di Polizia di Guidonia, che, ha immediatamente avviato le indagine per verificare la veridicita' della segnalazione.

Nel frattempo, altre segnalazioni anonime, da parte di altrettanti genitori disperati, i quali riferivano di preoccupanti adescamenti dei propri figli da parte dell'uomo, hanno insospettito ulteriormente gli agenti che a quel punto hanno deciso di intervenire.

Pertanto, nella giornata di giovedì scorso, gli uomini dell'Ufficio di Polizia di Villalba, coordinati dal dirigente Luzi, si sono recati presso l'abitazione del sospetto, in localita' Villanova di Guidonia.

Durante il controllo, resosi conto di essere stato ormai scoperto, l'anziano si e' ravveduto ed ha deciso di collaborare, consegnando, spontaneamente, tutto il materiale informatico che deteneva all'interno della propria abitazione, anche, a suo dire, per ''purificarsi'' dei pesanti sensi di colpa che lo stavano angosciando.

Al termine degli accertamenti, l'uomo e' stato denunciato in stato di liberta' per possesso di materiale pedopornografico. Chiesto, all'Autorita' Giudiziaria, anche un provvedimento restrittivo in materia di reati di pedofilia minorile.

Fonte: Polizia di Stato

Pedofilia online, operazione tra Italia e Germania: 8 arresti e 109 indagati


Complessivamente 109 utenti denunciati ritenuti responsabili di divulgazione e detenzione di immagini di pornografia minorile e 8 persone arrestate in flagranza. E' il bilancio dell'operazione Strike, compiuta in collaborazione tra la polizia tedesca, la Polizia postale delle comunicazioni di Catania coordinata dalla Procura distrettuale etnea e dal servizio centrale della Polizia delle comunicazioni, diretta al contrasto della pornografia minorile su internet. Diverse persone attualmente indagate sono recidive.

La complessa indagine, avviata nel 2010, ha visto convergere in una unica operazione di polizia due diverse attività di contrasto del fenomeno illecito in cui preziosa è stata la collaborazione dell'Interpol. E' stato individuato un sito web ubicato in Germania che diffondeva immagini di pedopornografia e sono stati identificati gli utenti italiani che avevano acquisito foto di pornografia minorile da quel sito.

Il sito web, in meno di due mesi, aveva avuto oltre 44mila accessi nella sezione nominata Teengroup contenente centinaia di immagini di bambini coinvolti in atti sessuali. Quasi contemporaneamente, per alcuni mesi, sono state seguite le tracce telematiche di utenti sulla rete eDonkey2000 che divulgavano video dal contenuto pedopornografico. E' stato così utilizzato un sistema già conosciuto dalla polizia italiana che consente di monitorare le rete e di individuare coloro che diffondono determinati file.

La successiva e complessa analisi dei dati informatici, con il lavoro della Polizia postale italiana insieme ai colleghi tedeschi, ha consentito di identificare gli attuali indagati italiani. I video pedopornografici, alcuni dei quali di quasi 30 minuti, ritraevano bambini costretti ad atti sessuali, anche con adulti. In moltissimi casi i minori erano in età pre-adolescenziale. Le persone arrestate risiedono a Siracusa, Napoli, Massa Carrara, Modena, Bolzano e tre a Firenze. Tutti gli arrestati detenevano e, in alcuni casi, divulgavano ingenti quantità di video di pornografia minorile.

In particolare l'arrestato di Napoli tra il numeroso materiale pedopornografico deteneva immagini autoprodotte raffiguranti adolescenti e minori ripresi nel bagno di casa con le parti intime scoperte, mentre espletavano attività fisiologiche. Un altro degli arrestati ha tentato la fuga portandosi degli hard disk e un altro deteneva oltre 436mila file di pornografia minorile. E' stata avviata, inoltre, l'attività di approfondimento tecnico-investigativo finalizzato a verificare se nelle immagini siano coinvolti bambini italiani.

Intanto l'associazione Meter, guidata da don Fortunato Di Noto, lancia l'allarme: "Siamo davanti a un'emorragia che non si ferma". L'Osservatorio mondiale di contrasto alla pedofilia ha evidenziato nei primi cinque mesi del 2012 "una esplosione di siti pedopornografici nel mondo: 4.148, con 493 gruppi pedopornografici sui social network. Le nostre rilevazioni dimostrano l'incidenza dei pedofili reali e online, dove i domini generici sono 2.612 e 1.043 quelli specifici".

Dall'analisi emerge una suddivisione per continente ormai globalizzata: i domini sono allocati al primo posto in Asia, seguono Europa, America, Africa e Oceania. Don Di Noto sottolinea che "il dramma della pedofilia e della pedopornografia dilaga sempre di più, con un aumento vertiginoso dell'utilizzo dei social network oltre alla formazione di reti di gruppi pedofili. La Rete è un prodotto fantastico dell'uomo, ma questi dati - avverte - ci chiedono di stare attenti a spazi che sembrano di libertà ma nascondono lo sfruttamento. Non ci stancheremo mai di sottolineare che il fenomeno è più drammatico di quanto possiamo descrivere e che richiede un'azione globale''.

Fonte: AdnKronos

Truffe: beatificazione Wojtyla, falsa guida vende biglietti online

Vendeva online a 166 euro piu' Iva biglietti per la messa di beatificazione di Papa Wojtyla, in programma il 1 maggio a Roma, cerimonia che sara' ad accesso libero e gratuito per il pubblico. Un cittadino americano residente a Campagnano (Roma), gia' conosciuto dall'Ispettorato Vaticano come intermediatore di affari e guida turistica priva di autorizzazione, e' stato denunciato dalla polizia postale, a seguito di una denuncia trasmessa dalla Prefettura pontificia. L'offerta è pubblicata sul sito statunitense www.vaticancitytours.com. Nella perquisizione in casa dell'uomo è stata rinvenuta la sim telefonica, pubblicizzata sul sito quale contatto per l'Italia, documentazione cartacea relativa al sito, biglietti di ingresso gratuiti per le udienze del Santo Padre.

Ricatti hard a ragazzine su Facebook, denunciato pedofilo

Adescava ragazze di 13 e 14 anni, si faceva mandare video compromettenti e poi chiedeva 50 euro di riscatto per non pubblicare le immagini sul social network. Denunciato un incensurato di Ventimiglia. Nel pc di casa materiale pedopornografico rinvenuto dalla Polizia Postale. L'uomo aveva utilizzato un account con dati di fantasia, in modo da non rivelare la sua identità. Ottenuto il video è scattato il ricatto: "Paga o pubblico le immagini su Facebook". E la ragazzina aveva dovuto consegnare 50 euro per evitare la pubblicazione.

Polizia postale: attenzione alle truffe on-line


"Vuoi guadagnare senza sforzo?" Può arrivare per email una proposta allettante, che però nasconde una trappola: il lavoro redditizio e poco impegnativo è infatti quello di intermediatore finanziario abusivo, per far sparire i soldi delle truffe su Ebay. Per questa accusa la polizia postale di Macerata ha già denunciato cinque persone in provincia, ma altri sono rimasti coinvolti e il fenomeno è in fortissima espansione. La polizia postale rinnova l’invito a diffidare di chi propone facili guadagni: meglio sempre chiedere consigli a qualche esperto, e anche alla polizia, prima di procedere in operazioni poco chiare.