Identificato un nuovo malware progettato per infettare i sistemi embedded basati su Linux. ESET®, leader mondiale nella protezione proattiva digitale, ha annunciato che il suo team di ricerca della sicurezza ha scoperto una nuova minaccia della famiglia di malware Linux/Moose che genera attività fake sui social network. Linux/Moose è una famiglia di malware che prende di mira principalmente i router consumer basati su Linux, ma è anche nota per infettare altri sistemi embedded basati su Linux. Una volta compromessi, i dispositivi vengono utilizzati per rubare i servizi di traffico di rete in chiaro e offre servizi proxy all'operatore della botnet, ovvero rete di pc robotizzata.
La sicurezza dei dati personali è di fondamentale importanza. Qui trovate consigli su come proteggere le informazioni personali.
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Emergenza Heartbleed bug, esperto: falla dovuta a un errore umano
C'è un errore umano dietro Heartbleed, cioè cuore sanguinante, come è stata chiamata la falla scoperta all'interno di OpenSSL, sistema per criptare le comunicazioni utilizzato da circa la metà dei siti Internet mondiali per proteggere password e dati sensibili. Il problema permette agli hacker di recuperare i dati nella memoria dei server protetti, violando connessioni sicure, e riguarda dunque milioni di computer nel mondo: a rischio messaggistica istantanea, posta elettronica e social.
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Trend Micro: regali tecnologici a bambini e ragazzi soltanto se sicuri
Trend Micro invita a non dimenticare la sicurezza e augura buone feste con 3 consigli preziosi. Anche se gli italiani alle prese con la crisi hanno dedicato meno risorse alle spese natalizie, l’acquisto di tablet e smartphone non subisce rallentamenti e il trend si conferma in crescita soprattutto nel mondo dei nativi digitali. Ragazzi e bambini anche in tenera età mettono in cima alle loro letterine un oggetto tecnologico, per giocare, chattare con gli amici e divertirsi durante le vacanze.
La tecnologia però non è un semplice giocattolo e molti minori faranno un uso pericoloso di questi strumenti. Secondo un’indagine promossa dal MOIGE (Movimento Italiano Genitori)* oggi 9 minori su 10 (l’87,8%) navigano in rete quotidianamente, ma solo 3 genitori su 10 sono attenti all’uso che questi fanno di Internet.
Recentemente MOIGE ha analizzato il comportamento degli adolescenti italiani alle prese con il mondo della tecnologia, rilevando dati ancora più allarmanti: il 40% dei ragazzi sopra i 14 anni non ha mai avuto limiti di orario dai genitori rispetto all'utilizzo di videogiochi, computer e tv, il 25% vede spesso in televisione film non adatti ai minori e il 27% ha visitato, almeno una volta, pagine web con contenuti non idonei.
Se per gli adolescenti Internet si rivela ogni giorno un luogo sempre più privilegiato per la vita relazionale - il 24% del campione preso in esame nell’ultima ricerca del MOIGE ha dichiarato di connettersi soprattutto per chattare – spesso i pericoli sono altamente sottovalutati. Preoccupa ad esempio notare come un adolescente su 5 abbia incontrato le persone che ha conosciuto online e come il 13% dei ragazzi tra i 14 e i 20 anni abbia scambiato il proprio numero di cellulare durante una conversazione in chat.
Come aiutare bambini e ragazzi a non cadere nei pericoli della rete? Trend Micro, azienda leader nella sicurezza informatica, raccomanda di adottare tanto buon senso e tre semplici regole “natalizie”.
1. Natale con i tuoi - Navigando insieme si impara, si cresce e si è più sicuri.
Condividere le curiosità , le passioni e le attività online aiuta a crescere insieme e rendere l’esperienza sul Web più sicura. Insieme si impara e si fa esperienza su come il mondo di Internet si sta evolvendo, il tutto con maggiore sicurezza e comprendendo meglio cosa è necessario proteggere.
2. Babbo Natale può avere la barba finta! - Insegnate ai vostri figli a tenere sempre gli occhi aperti.
Assicuratevi che i vostri figli sappiano che le persone che incontrano online non sono sempre quelle che dicono di essere. Una maggiore consapevolezza li aiuterà a capire che le informazioni personali condivise (nome, età, indirizzo, numero di telefono, nome degli amici,etc.) li rendono vulnerabili e raggiungibili e che non è sempre una buona idea incontrare qualcuno conosciuto in rete.
3. A ognuno il suo regalo - Controllare e stabilire dei limiti adeguati all’età non significa invadere la privacy ed essere oppressivi.
La tecnologia in sé non è un regalo buono o cattivo, ma lo può diventare se non arriva al momento giusto e con i modi giusti. E’ necessario imporre delle restrizioni, poche regole ma chiare, da cambiare e modificare a seconda dell’età dei propri figli: dal tempo passato in rete, al bookmark dei siti ai quali si può accedere, all’elenco dei contatti con cui si può chattare, all’obbligo di condividere con i genitori password e impostazioni.
Un accorgimento importante, al di là dell’età del minore, è utilizzare dei software di Parental Control su PC e tablet e controllare periodicamente il contenuto dell’hard disk, verificando la “cronologia” dei siti web visitati.
*Trend Micro sostiene il MOIGE (Movimento Italiano Genitori) e il progetto “Per un Web Sicuro”, dedicato all’uso consapevole e responsabile della Rete, richiamando l’attenzione dei genitori e dei ragazzi sui rischi nascosti del Web e sui consigli per una navigazione sicura.
Fonte: Trend Micro
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Minori, 10 consigli per viaggiare sicuri in estate alla scoperta del Web
Internet è una grande ricchezza, si può comunicare senza limiti di spazio e di tempo, oltre ogni confine geografico e culturale, ottenere tutte le informazioni che si desiderano, incontrare nuovi amici, ma è sempre necessario tutelarsi per evitare situazioni e incontri spiacevoli.
Trend Micro, azienda leader nella sicurezza informatica che sostiene il MOIGE (Movimento Italiano Genitori) e il progetto “Per un Web Sicuro”, dedicato all’uso consapevole e responsabile della Rete, richiama l’attenzione dei genitori e dei ragazzi sui rischi nascosti del Web e sui consigli per una navigazione sicura.
In un'epoca in cui lo smartphone è uno dei regali più diffusi per la prima comunione o la promozione, i tablet sono compagni di viaggio indispensabili anche per i più piccoli e i social network interessano sempre più il pubblico dei giovanissimi, le minacce online si fanno più sofisticate e sottili ed è necessario sviluppare una piena consapevolezza dei pericoli reali che la nostra vita virtuale può comportare.
Secondo un’indagine promossa dal MOIGE* 9 minori su 10 (l’87,8%) navigano in rete quotidianamente ma solo 3 genitori su 10 sono attenti all’uso che questi fanno di Internet. Infatti, il 57,6% dei ragazzi utilizza Internet da solo e il 28% dei minori dichiara di aver fatto amicizia con estranei. 14 minori su 100 hanno addirittura accettato un appuntamento al buio proposto in Rete da sconosciuti.
“È molto importante che i genitori siano consapevoli sia delle potenzialità che dei rischi di Internet”, commenta Carla Targa, Senior Marketing & Communication Manager di Trend Micro Italia. “Non è possibile vietare ai ragazzi l’utilizzo della Rete, e non sarebbe nemmeno giusto perché con le precauzioni corrette rappresenta uno strumento che offre loro grandi opportunità. Per questo, educare ad un uso corretto di Internet è indispensabile; il modo migliore per aiutare i minori a navigare in sicurezza è infatti rappresentato dall’adozione di regole chiare e condivise che rendono possibile esplorare il Web in tutta tranquillità”.
Ecco 10 semplici consigli per tutti e tanti auguri di una buona estate e di una buona navigazione da parte di Trend Micro!
5 CONSIGLI PER I GENITORI
1. Fai esperienza diretta della navigazione sul Web insieme a tuo figlio
Condividere le passioni e le attività online aiuta a rendere l’esperienza sul Web ancora più e anche più sicura comprendendo meglio cosa è necessario proteggere
2. Stabilisci dei limiti
Di tempo e di attività. Identifica insieme a tuo figlio i siti che non vuoi che visiti e definisci un bookmark dei siti ai quali può accedere
3. Proteggi e controlla
Utilizza dei software di Parental Control su PC e tablet e controlla periodicamente il contenuto dell’hard disk, verificando la “cronologia” dei siti web visitati. Sugli smartphone controlla le permission richieste dalle varie applicazioni e i dati che queste condividono
4. Condividi le raccomandazioni per un uso sicuro di Internet e parla apertamente dei rischi
Assicurati che tuo figlio sappia che le persone che incontra online non sono sempre quelle che dicono di essere
5. Segnala eventuali pericoli e casi sospetti alle autorità preposte
Aiuta le autorità a intervenire in modo tempestivo e ascolta sempre tuo figlio rassicurandolo sul fatto che non è mai troppo tardi per riferire se qualcuno o qualcosa, durante la navigazione, lo ha turbato
5 CONSIGLI PER I BAMBINI E I RAGAZZI
1. Si furbo! Non fidarti di chi vuole sapere troppe cose e non fornire mai dati personali
Le informazioni personali condivise (nome, età, indirizzo, numero di telefono, foto, orari della scuola, nome degli amici,etc.) ti rendono vulnerabile e raggiungibile
2. Non credere che tutto ciò che è su Internet sia vero
E’ facile mentire quando si è online: alcune persone possono fingersi tuoi coetanei, quando in realtà non lo sono. Quindi non è mai una buona idea incontrare qualcuno che si è conosciuto solo in Rete
3. Non entrare mai in siti “a pagamento” o dove è scritto “acceso vietato ai minori”
Rispetta le indicazioni, violarle non significa essere “più grandi”
4. Pensa bene a quello che vuoi condividere prima di postarlo sui social network o nelle chat
Non inviare messaggi volgari, non essere offensivo, comportati come faresti fuori del mondo virtuale. Nella Rete valgono le stesse regole
5. Se qualcuno ti mette a disagio, ti disturba, ti dice cose che ti imbarazzano o ti spaventano, chiedi subito aiuto ai tuoi genitori
*Fonte dati: indagine MOIGE, ITCI - Istituto di Terapia Cognitivo Interpersonale – febbraio 2013
Fonte: Trend Micro
Foto dal web
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Kaspersky, per le donne europee la privacy su Internet è una priorità
Le donne sono più attive su Facebook e nello shopping online rispetto agli uomini e sono più attente alla privacy. Secondo una ricerca europea [1], uomini e donne spendono su Internet la stessa quantità di tempo, ma ci sono notevoli differenze rispetto all'utilizzo che fanno della Rete. Le donne sono molto attive sui social network [2], inviano messaggi di testo dal proprio smartphone [3] e fanno acquisti online [4]. Nonostante questo, sono molto attente alla privacy [5].
Per quanto riguarda i social network, le donne sono più attente a proteggere la propria privacy rispetto agli uomini [5]. Due donne intervistate su tre (67%) limitano infatti le comunicazioni su Facebook e su altri siti di social network, mentre meno della metà degli uomini si preoccupa di questo aspetto (48%). Gli uomini rispetto alle donne cambiano la password più frequentemente [6] (48% contro il 42%), ma rimangono i destinatari più frequenti di e-mail truffa (42% contro il 34%).
Di seguito alcuni consigli per le donne per navigare in totale sicurezza e proteggere la propria privacy e identità digitale.
1. Sicurezza su Facebook & co.: I programmi malware vengono sempre più spesso distribuiti attraverso siti di social networking. Per questo motivo è importante proteggere il PC e tutti gli altri dispositivi con software di sicurezza adeguati.
2. Attenzione ai dati personali: I social network sono lo strumento ideale per tenere i contatti con gli amici in ogni parte del mondo. È importante, però, essere consapevoli che siti come Facebook non forniscono nessuna garanzia per quello che riguarda la tutela della privacy. Evitare, quindi, di diffondere dati personali o informazioni sensibili.
3. Diffidare degli affari: prestare la massima attenzione quando ci si trova davanti a prodotti e servizi scontatissimi in vendita su Internet. Queste offerte sono spesso realizzate da criminali informatici che cercano di attirare l'utente su siti web infetti per estorcere denaro.
4. Impostare la giusta password: Le password offrono una protezione efficace solo se sono sufficientemente complesse e note solo al proprietario di un particolare dispositivo, account Facebook o casella di posta elettronica. La password non deve essere rivelata a nessuno. Importante: non utilizzare la stessa password per più servizi e cambiarla regolarmente.
5. Non dimenticare la protezione di base: Anche se ormai i dispositivi sono sempre più user-friendly e hanno reso l’accesso ad Internet più semplice, smartphone e tablet sono comunque esposti a numerosi rischi. Per gli utenti che possiedono un computer, un portatile, un tablet o uno smartphone è possibile utilizzare Kaspersky ONE Universal Security, che garantisce una protezione ottimale per tutti i dispositivi, attraverso un’unica licenza. Per ulteriori informazioni: www.kaspersky.com/it.
[1] http://epp.eurostat.ec.europa.eu/portal/page/portal/product_details/dataset?p_product_code=TIN00092[2] http://pewinternet.org/Commentary/2012/March/Pew-Internet-Social-Networking-full-detail.aspx
[3] http://www.marketresearch.com/Youth-Research-Partners-v3801/Women-Mobile-Handsets-7309157 [4] http://de.slideshare.net/victori98pt/digital-shopper-relevancy-by-capgemini
[5] www.pewinternet.org/Reports/2012/Privacy-management-on-social-media/Summary-of-findings.aspx
[6] http://ec.europa.eu/public_opinion/archives/ebs/ebs_390_en.pdf
Fonte: Kaspersky Lab
Privacy/ 28 gennaio giornata europea, social network: connetti la testa
E' necessaria una "revisione continua" degli strumenti messi in campo contro il bullismo e il cyberbullismo. Questa la convinzione del ministro dell'Istruzione Francesco Profumo che nel corso della trasmissione Uno Mattina su Rai1 ha sottolineato che le iniziative avviate dal 2007 vanno aggiornate e che la formazione all'uso di internet e dei social network "potrebbe essere una nuova forma di educazione civica verso un mondo che sta cambiando o e' gia' cambiato".
Secondo Profumo si puo' "avviare un moderno modo di trasferire questo tipo di formazione ma abbiamo bisogno di mettere mano anche alla formazione dei formatori". Il ministero - ha precisato Profumo - "gia' dal 2007 lancio' campagna contro il bullismo e il cyberbullismo, ma dal 2007 a oggi il mondo e' radicalmente cambiato, quegli strumenti messi in atto e tuttora attivi sono per la partenza del processo e probabilmente una revisione continua e' necessaria anche perche' c'e' stata un'accelerazione nella tecnologia, nei mezzi, nella partecipazione dei ragazzi".
Profumo ha ricordato i quattro strumenti a disposizione: il numero verde aperto tutti i giorni "a disposizione dei ragazzi che sentono il bisogno di comunicare disagio"; una e-mail e un sito "che consente di avere le informazioni necessarie di base"; infine una rete regionale che "attraverso le direzioni regionali consente di avere anche un'attenzione territoriale".
"Questo il punto di partenza - ha sottolineato il ministro - fatta un'esperienza di 5-6 anni c'e' un sistema radicato ed e' necessaria una grandissima attenzione" che va differenziata "con l'eta' dei ragazzi". Il presidente dell'Autorita' garante per la protezione dei dati personali, Antonello Soro, ha da parte sua dichiarato che bisogna "evitare di demonizzare l'uso della rete e dei social network" ma occorre "mettere in evidenza i lati oscuri della rete" e in questo compito e' fondamentale mettere insieme scuole, universita' e famiglie.
In occasione della Giornata Europea, il Garante metterà a disposizione sul proprio sito web un video di animazione con le istruzioni per un uso consapevole dei social network, e un test con venti semplici domande per verificare il grado di conoscenza dei principali rischi che si possono correre in rete. L'obiettivo è quello di aiutare i ragazzi a servirsi di questi strumenti di libertà in maniera consapevole e sicura, e di promuovere una sempre più forte cultura del rispetto e il grande valore che rappresenta la protezione dei dati personali.
La "Giornata europea della protezione dei dati personali" è un'iniziativa promossa dal Consiglio d'Europa con il sostegno della Commissione europea e di tutte le Autorità europee per la protezione dei dati personali e che, a partire dal 2007, si celebra in tutta Europa il 28 gennaio. Obiettivo dell'iniziativa è quello di sensibilizzare i cittadini europei sui diritti legati alla tutela della riservatezza, della dignità della persona e delle libertà fondamentali.
Fonte: AGI
Via: Garante Privacy
Cyberbullismo e sexting, tecnologie modificano la condotta dei giovani
Secondo quanto rilevato dall'Eurispes e Telefono Azzurro nell'Indagine conoscitiva sulla condizione dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia 2012, 1 adolescente su 4 nel nostro Paese riceve messaggi erotici. Il 23,6 per cento dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni è stato preso di mira dai cyber-bulli: sul Web ha trovato pubblicati pettegolezzi o falsità su di lui.
Al 20,5 per cento dei ragazzi è capitato di trovare online proprie foto imbarazzanti (uno su 10 nel caso dei bambini tra i 7 e gli 11 anni) e all'11,1 per cento video spiacevoli in cui era presente (6,7 per cento). Oltre 1 adolescente su 4 (25,9%) afferma di aver ricevuto sms/mms/video a sfondo sessuale; al 73,7%, al contrario, non è mai capitato.
I dati confermano che tra i giovanissimi l’esperienza del sexting non rappresenta un’eccezione, ma è invece piuttosto comune. Il fenomeno ha subito un aumento sorprendente: gli adolescenti dai 12 ai 18 anni che dicono di aver ricevuto sms, mms, video di natura sessuale sono passati dal 10,2% al 25,9%.
Questo forte incremento è stato inoltre senza
dubbio favorito dall’ulteriore diffusione degli smartphone, che rendono la produzione e l’invio di foto e video ancora più semplici ed immediati rispetto ai telefonini tradizionali. Oltre un terzo dei maschi (33,8%) ha ricevuto contenuti sessuali via telefonino, a fronte del 18,8% delle coetanee.
All’aumentare dell’età cresce anche la
percentuale di ragazzi che hanno sperimentato il sexting come destinatari: dal 22,5% dei 12-15enni si passa al 30,3% dei 16-18enni, quasi un ragazzo su 3. Ad inviare i messaggi amici, partner e sconosciuti. La quota più alta degli adolescenti che riferisce di aver ricevuto messaggi, foto o video con contenuto sessuale indica come mittente un amico o un’amica (38,6%).
Seguono un 27,1% che ha ricevuto questi messaggi dal proprio partner, un 22,7% che li ha ricevuti da una persona estranea, il 9,9%, infine, cita un conoscente. I ragazzi riferiscono di essere stati coinvolti nel sexting soprattutto da amiche/amici (44%); il 24,6% da parte della partner, il 19% da una persona estranea, il 10,7% da un/una conoscente.
Per le ragazze prevalgono invece i messaggi di contenuto sessuale mandati dal partner (30,9%), ma le risposte si dividono equamente tra partner, amici (30,2%) ed estranei (28,4%). Le reazioni dei ragazzi: tra divertimento e indifferenza. Le reazioni degli adolescenti intervistati alla ricezione di invio o filmati a sfondo pornografico (sexting) sono prevalentemente positive.
Il 30,1% dice che gli ha fatto piacere, il 29,1% che lo ha divertito. Le reazioni negative ammontano complessivamente al 23,1%, quindi poco
meno di un caso su 4: il 10,7% si è sentito infastidito, il 6,6% imbarazzato, il 2,9% spaventato ed il 2,9% angosciato. Il 16% è invece rimasto indifferente. Il 12,3% degli adolescenti ammette di aver inviato sms/mms/video a sfondo sessuale.
Pur riguardando più di un ragazzo su 10, si tratta di una percentuale significativamente più bassa rispetto a quella di coloro che affermano di essere stati oggetto di sexting (un adolescente su 4). È perciò ragionevole ipotizzare che il valore sia
sottostimato a causa del pudore e della reticenza a rivelare comportamenti di natura privata e spesso socialmente disapprovati.
Nel 2011 solo il 6,7% dei ragazzi ammetteva di aver inviato messaggi con contenuto sessuale tramite telefonino. In un anno la quota è dunque raddoppiata. Il 41,9% di chi ha messo in pratica il sexting riferisce di averlo fatto perché non vede cosa ci sia di male in questa azione.
Più della restante metà del campione si divide su risposte eterogenee: il 16,1% dice di averlo fatto con il proprio partner, di cui si fida, l’11,1% dice di averlo fatto per fare uno scherzo, l’8,3% per emulazione rispetto ai propri amici, il 4,6% per provocare/mettere in imbarazzo.
Solo l’1,8% rivela intenzioni più malevole, dicendo che voleva che la persona in foto o nel video fosse presa in giro da tutti, mentre pochissimi hanno cercato di far colpo in questo modo su una persona (0,9%). Un preoccupante 2,3% ammette di averlo fatto in cambio di soldi o di una ricarica telefonica, lo 0,9% perché sotto minaccia.
Fonte: www.eurispes.eu
GFI Labs/ Internet, tra applicazioni fake e furti: 12 pericoli della Rete
(ANSA) - La vita di ciascuno, sia a casa che al lavoro, è sempre più dipendente da telefonini, computer e Internet. Quando le cose diventano un’abitudine, però, è ancora più difficile stare attenti ai possibili pericoli. Di rischi informatici, per il 2013, ce ne sono almeno 12, e passano dalle applicazioni fasulle per cellulari, ai social media, fino alle proteste degli hacker.
Siete protetti online? Infografica Trend Micro mostra attività a rischio
Con l'aumento delle persone che svolgono attività online, le minacce aquisiscono prevalenza e sofisticazione. La protezione di base contro le minacce che conoscevamo potrebbe non bastare per proteggerci contro i rischi di nuova generazione. Le minacce al giorno d'oggi non stanno aumentando solo in quantità, ma anche raffinatezza. La protezione di base a cui abbiamo fatto affidamento non è sufficiente contro le minacce di nuova generazione. A parte le imprese, i criminali informatici hanno sfruttato l'aumento drammatico del coinvolgimento online.
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Misure di sicurezza per proteggere smartphone da minacce informatiche
Quando i cellulari erano più semplici e con le funzionalità limitate e precise, il potenziale bersaglio degli attacchi è stato molto limitato o quasi non esisteva. Senza accesso a internet, i cellulari non erano un obiettivo interessante per i creatori dei virus informatici. Purtroppo, oggi la realtà è diversa, siamo abituati ad usare gli smartphone per navigare in Internet, accedere ai social network e scaricare diverse applicazioni che sono a disposizione di tutti e ciò spiega perché gli sviluppatori di virus si concentrano su dispositivi mobili.
Sicurezza Web: immagini JPG attaccate da hacker, i consigli di ESET
L’ultimo bersaglio dei criminali informatici sono i file JPG, colpiti da un nuovo Trojan specifico che prende di mira le immagini custodite su PC e smartphone. Ricordi privati che possono cadere nelle mani di estranei attraverso Win32/DataStealer.E, un malware rilevato e rimosso da ESET NOD32, uno dei grandi produttori mondiali di software antivirus.
L’obiettivo dei cybercriminali è chiaro: utilizzare le immagini più osé per fini pornografici, per azioni di cyberbullismo o ancora per pratiche di sexting, cioè l’invio di foto o messaggi sessualmente espliciti tramite cellulari e social media. Recentemente una ricerca dell’inglese Internet Watch Foundation (IWF) aveva già rilevato che l’88% delle foto pubblicate dai giovani sui social network appaiono in seguito su siti porno ‘parassiti’, con effetti devastanti sulle vittime ignare.
Basti ricordare i diversi casi di adolescenti che hanno tentato il suicidio in seguito alla diffusione online delle proprie foto senza veli, scattate per fini privati. Il mercato delle immagini rubate si sta rivelando molto redditizio per i cybercriminali, che stanno sviluppando nuovi malware in grado di prelevare il materiale direttamente da PC e cellulari, senza aspettare la pubblicazione incauta delle foto sui social network.
Per evitare agli utenti di cadere vittime di questi attacchi, i ricercatori ESET hanno messo a punto una serie di consigli pratici che possono aiutare gli internauti a salvaguardare privacy e reputazione online, fermo restando che la prudenza non è mai troppa in questi casi.
1. Pensare due (meglio tre) volte prima di condividere foto esplicite sui social media, via mail o MMS, poiché una volta entrate in Rete non tornano più indietro. Se le immagini vengono condivise, se ne perde il controllo e risulterà praticamente impossibile cancellarle del tutto. Anche le star del cinema con le migliori squadre di avvocati non sono in grado di ripulire completamente il Web dalle foto imbarazzanti.
2. Ricordare che ciò che transita sul cellulare non resta sul cellulare. Gli smartphone sono sincronizzati ai computer e archiviano i file nel Cloud. Inoltre sia gli smartphone che i computer possono essere rubati o compromessi dagli hacker: i dispositivi digitali possono essere attaccati dai malware, persino senza che ci sia connessione a internet.
3. Riflettere sull’opportunità di scattare una foto sessualmente esplicita con una fotocamera digitale, che è molto differente da una foto tradizionale, perché può essere copiata e trasmessa nel giro di pochi secondi, senza peraltro il filtro che prevedeva una volta lo sviluppo in laboratorio.
4. Vigilare e difendersi a molteplici livelli: password sicure e diversificate per i tanti account e dispositivi, nonché un buon programma antivirus aggiornato con regolarità.
5. Ricordare che i rischi delle foto digitali non riguardano solo le immagini osé: foto di password, assegni, ambienti domestici, nuovi acquisti corrono tutte lo stesso rischio.
Live Grid® è il sistema di raccolta informazioni sui malware basato sulla tecnologia Cloud di ESET, che utilizza i dati provenienti dagli utenti delle soluzioni ESET di tutto il mondo. Il continuo flusso di informazioni garantisce agli specialisti del Laboratorio Malware di ESET una visione precisa e in tempo reale della natura e degli scopi delle infiltrazioni su scala globale.
L’attenta analisi delle minacce, delle fonti di attacco e dei pattern consente a ESET di ottimizzare gli aggiornamenti delle firme antivirali e dell’algoritmo euristico per proteggere i propri utenti dalle minacce di domani.
Per maggiori informazioni su NOD32 di ESET: www.nod32.it.
Fonte: Network Gxware
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Pedofilia: adescava minori su social network, carabinieri arrestano 52enne
Un uomo di 52 anni, di origini trentine, e' stato arrestato dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli in base a un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip presso il Tribunale su richiesta della Procura-Sezione reati contro le fasce deboli. Le indagini dei militari hanno ricevuto il contributo tecnico del Racis di Roma e in particolar modo con i reparti tecnologie informatiche e analisi criminologiche. L'indagato e' accusato di atti sessuali con minorenni.
Le indagini sono scattate le scorso mese di luglio quando si sono presentati ai carabinieri i genitori di due bambine di 10 anni che riferivano di avere scoperto sul computer utilizzato dalle bambine una conversazione telematica con un uomo in videochat. Conversazioni dal contenuto sessuale che comprendevano anche immagini pornografiche e di autoerotismo inviato dall'uomo alle due piccole. Le due minori sono state interrogate alla presenza di psicologhe delle sezioni atti persecutori e psicologia investigativa del Racis.
Nel corso delle audizioni una delle piccole vittime ha raccontato che dal mese di giugno di quest'anno aveva iniziato a ricevere sul pc numerose e incessanti richieste di amicizia da parte di un uomo che nonostante gli iniziali rifiuti si ripresentava ogni volta che il pc era attivo. Tali comportamenti dell'indagato hanno provocato nella piccola vittima uno stato di ansia e di assoggettamento tale da indurla ad accettare l'amicizia dello sconosciuto telematico.
Nel corso dei colloqui con gli inquirenti le due bambine raccontavano che l'uomo "dapprima con un approccio simpatico e amichevole - spiegano i pm - poi con tono sempre piu' perentorio e insistente era riuscito in piu' occasioni a coinvolgere le piccole vittime in attivita' erotiche e inviare proprie immagini di inequivocabile contenuto sessuale". I carabinieri del Racis sono riusciti a identificare l'uomo che utilizzava in rete diversi nickname non a lui direttamente riconducibili.
I militari hanno accertato che l'indagato e' intestatario di diverse utenze mobili e in contatto con numerosi minori coinvolte in attivita' sessuali residenti non solo in Italia ma anche in altri Paesi d'Europa. L'arresto eseguito dai carabinieri del Comando provinciale arriva nel giorno in cui entra in vigore la "convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale" ratificata dall'Italia lo scorso 19 settembre.
Roma: adescava minori su social network, 70enne denunciato a Guidonia
Verso la fine di luglio 2012, gli investigatori del posto di Polizia di Guidonia, diretti da Alfredo Luzi, appreso che un anziano della zona acquisiva, mediante internet e social network (Facebook ndr.), su cui si era anche registrato con il proprio nome ma con la foto di un bambino, materiale pedopornografico, hanno segnalato il fatto all'Autorita' Giudiziaria.
Un attenta indagine ha consentito di accertare che l'uomo acquisiva il materiale, lo registrava su una Memory card e poi lo diffondeva per adescare sessualmente giovani minorenni. La segnalazione, giunta in forma anonima, e' stata fatta pervenire da un genitore dopo aver rinvenuto nella disponibilita' della propria figlia di 11 anni, una Memory Card, contenente materiale pornografico.
Il genitore - spiega una nota della Polizia - seriamente preoccupato, ha dapprima tranquillizzato la ragazza acquisendo ulteriori dettagli , per poi riferire il tutto al personale della Squadra Anticrimine dell'Ufficio di Polizia di Guidonia, che, ha immediatamente avviato le indagine per verificare la veridicita' della segnalazione.
Nel frattempo, altre segnalazioni anonime, da parte di altrettanti genitori disperati, i quali riferivano di preoccupanti adescamenti dei propri figli da parte dell'uomo, hanno insospettito ulteriormente gli agenti che a quel punto hanno deciso di intervenire.
Pertanto, nella giornata di giovedì scorso, gli uomini dell'Ufficio di Polizia di Villalba, coordinati dal dirigente Luzi, si sono recati presso l'abitazione del sospetto, in localita' Villanova di Guidonia.
Durante il controllo, resosi conto di essere stato ormai scoperto, l'anziano si e' ravveduto ed ha deciso di collaborare, consegnando, spontaneamente, tutto il materiale informatico che deteneva all'interno della propria abitazione, anche, a suo dire, per ''purificarsi'' dei pesanti sensi di colpa che lo stavano angosciando.
Al termine degli accertamenti, l'uomo e' stato denunciato in stato di liberta' per possesso di materiale pedopornografico. Chiesto, all'Autorita' Giudiziaria, anche un provvedimento restrittivo in materia di reati di pedofilia minorile.
Fonte: Polizia di Stato
Panda Security, suggerimenti per un'estate al sicuro dal trojan Sinowal
L’avvicinarsi del periodo estivo potrebbe causare un aumento delle truffe online e a questo proposito i laboratori di Panda Security, The Cloud Security Company, offrono agli utenti alcuni pratici consigli per evitare di diventare bersaglio di attività fraudolente nel periodo vacanziero. Durante l’estate, infatti, grazie al tempo libero maggiore, l’utilizzo del PC aumenta, soprattutto da parte dei più piccoli, che possono connettersi a Internet più frequentemente, incrementando però il rischio di subire un attacco da parte di codici pericolosi.
Websense: consigli sicurezza dopo il furto di milioni password LinkedIn
LinkedIn sta verificando i dati secondo cui circa 6,4 milioni di password dei propri utenti sono state pubblicate sul Web. Nonostante questa violazione non fosse stata ancora confermata da LinkedIn, avevano ammesso tramite il loro feed Twitter che erano iniziate le verifiche. I file delle password sono stati diffusi su forum con TLD .ru, nonostante le password siano state frammentate, non è stato difficile riuscire a trasformarle in testo nei casi analizzati da Websense.
Brindisi, Garante Privacy e Infanzia a media: tutelare dignità vittime
L'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, di fronte al diffondersi in Rete e nei media, di foto delle giovani vittime del terribile attentato di Brindisi e in particolare della giovane Melissa, raccomanda il più rigoroso rispetto per le persone, tanto più se minori, e invita tutti i media e i siti web ad astenersi dal pubblicare e diffondere dettagli eccessivi e immagini dei ragazzi coinvolti che possano ledere la loro dignità.
Il Garante, si legge in una nota, "raccomanda, inoltre, particolare responsabilità e sensibilità nell'utilizzare foto messe in rete dagli stessi ragazzi per condividere momenti della loro vita. Mai come in questa occasione l'Autorità fa appello non solo al rispetto delle norme a tutela dei minori, ma anche e soprattutto al rispetto per il dolore profondo delle famiglie, della comunità scolastica e di tutta la comunità nazionale."
"Quanto più alta sarà l'attenzione posta a garantire il diritto di cronaca e di informazione nel rispetto delle regole e della sensibilità necessaria in queste circostanze, tanto più il lavoro della stampa, dei media e la stessa partecipazione della opinione pubblica rafforzeranno la democrazia e i principi sanciti nella nostra Costituzione."
"Lo sconcerto e la rabbia per la morte di Melissa Bassi e per le altre ragazze e ragazzi feriti questa mattina a Brindisi non trovano parole. Sono vicino alla famiglia Bassi ed alle altre colpite da questa tragedia. Sono preoccupato perché, chiunque sia stato, ha superato ogni limite coinvolgendo adolescenti che andavano a scuola. Quando le tensioni sociali si trasformano in conflitti senza più alcuna regola vuol dire che il Paese sta davvero vivendo un momento orribile". Queste le parole dell'Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza Vincenzo Spadafora.
"Concordo con quanto detto dal Garante della Privacy - ha continuato Spadafora - soprattutto per il rispetto del dolore delle famiglie colpite in questo momento. L'immagine e l'intimità dei minori, se protagonisti, come oggi, di fatti di cronaca, vanno rispettate e tutelate. Soprattutto oggi, che grazie a strumenti come i social network, è facile ed immediato entrare nel privato dei nostri ragazzi. Mi unisco dunque all'invito verso tutti i media e i siti web ad astenersi dal pubblicare e diffondere dettagli eccessivi e immagini dei ragazzi coinvolti."
Via: TM News
Oltre il 51% del traffico Web non è generato dall'uomo ma da macchine
I più suggestionabili potranno vederci un presagio dello Skynet di Terminator e in effetti, messo giù in un certo modo, il report della società di sicurezza Internet Incapsula suona angosciante: la maggioranza assoluta del traffico Internet riferito al World Wide Web sarebbe messo in moto da algoritmi e automatismi computerizzati, e molto di questo traffico sarebbe di tipo nocivo. Spam, tentativi di hacking, cracking, ecc. In questo scenario l'attività degli esseri umani è una triste minoranza.
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Garante: più tutele per utenti social network, blog e forum su salute
Più tutele per chi è iscritto a social network dedicati alla salute, partecipa a blog e a forum di discussione o segue siti web che si occupano esclusivamente di tematiche sanitarie. Da oggi in poi i gestori di questi siti saranno tenuti a fornire agli utenti una specifica "avvertenza", che informi sui rischi di esporsi in rete con la propria patologia.
É quanto stabiliscono le "Linee guida" per i siti web dedicati alla salute (che non riguardano comunque i servizi di assistenza sanitaria on line e la telemedicina) varate dal Garante privacy e pubblicate ieri sulla Gazzetta Ufficiale.
Il ricorso sempre più crescente alla rete da parte di persone che, nell'ambio di siti web, blog, forum, social network si scambiano informazioni, inviano commenti, chiedono consigli o consulenze, presenta, insieme ad un innegabile vantaggio per gli utenti, anche potenziali rischi connessi alla pubblicazione e alla diffusione on line dei dati relativi alla loro salute.
In base alle Linee guida del Garante, i gestori di siti, blog, forum, social network dedicati a tematiche relative alla salute, che prevedano o meno la registrazione degli utenti, dovranno inserire nella loro home page una specifica "avvertenza di rischio", il cui scopo sarà quello di richiamare l'attenzione sui rischi connessi al fatto di rendersi identificabili sul web in relazione alla propria patologia.
E questo anche alla luce della possibilità che tali informazioni possano essere indicizzate dai motori di ricerca generalisti o conosciuti dalla generalità degli utenti Internet e non dai soli iscritti al sito.
L'utente, così avvisato, potrà fare attenzione e decidere in modo più consapevole se inserire o meno dati personali (es. nome, cognome e-mail etc.) che possano rivelare, anche indirettamente, la propria identità o quella di terzi, così come se pubblicare foto o video che consentano di rendere identificabili persone e luoghi.
L'utente sarà invitato a dare conferma di aver preso visione dell' "avvertenza di rischio", barrando un'apposita casella. I siti che prevedono la registrazione saranno tenuti anche ad informare gli utenti sugli scopi per i quali i dati sono richiesti, sulle modalità del loro trattamento, sui tempi di conservazione, sul diritto di cancellare, aggiornare, rettificare o integrare i dati così raccolti, come previsto dal Codice privacy.
Il Garante ha stabilito, infine, che i dati raccolti dai gestori dei siti dovranno essere protetti da rigorose misure di sicurezza, dovranno restare riservati e non essere comunicati o diffusi a terzi, e dovranno essere trattati solo da personale autorizzato.
Fonte: Garante Privacy
ESET: attenzione ai download automatici maligni durante navigazione
Arrivano le previsioni sulle principali cyber-minacce che ci attendono nel 2012. La lista è stata stilata dagli esperti internazionali sulla sicurezza informatica ESET, uno dei grandi produttori mondiali di software antivirus. Al primo posto i malware per dispositivi mobili, complice la grande diffusione della piattaforma Android. Seguono le minacce per Windows 7, le tecniche sviluppate attraverso i Social Network e gli attacchi mirati su bersagli specifici.
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