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Europol, al via eumostwanted.eu sui criminali più ricercati in Europa


Caccia ai latitanti in Europa. Le autorità penali europee hanno unito le forze per creare un nuovo sito web dedicato dove il pubblico può aiutare la polizia a rintracciare i latitanti più ricercati in Europa. Lanciato dall'ENFAST, una rete di agenti di polizia dei Ventotto Stati membri dell'Unione europea specializzata nell'intraprendere azioni immediate per individuare e arrestare i fuggitivi, con il supporto di Europol, il sito condividerà le informazioni sui soggetti criminali di alto profilo ricercati a livello internazionale, condannati o sospettati di aver commesso gravi reati o attentati terroristici in Europa.

Polizia: attenzione alla false e-mail con virus di SDA e Poste Italiane


Attenzione alle mail che segnalano la consegna di un plico da parte di Poste Italiane o del corriere SDA. Sono sempre più numerose le segnalazioni che giungono negli uffici veneti della Polizia di Stato su una nuova frode che imperversa sul web. Gli uomini del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni per il Veneto, guidati dal Primo Dirigente Tommaso Palumbo, stanno indagando sul fenomeno. Lo scenario è il seguente: l’ignoto utente di Internet riceve sulla propria casella di posta elettronica un messaggio che fornisce informazioni su presunte spedizioni SDA o Poste Italiane a suo favore.

Roma, 12enne picchiata a sangue dalla madre: stava troppo su Facebook


All'inizio si è pensato ad un’aggressione, alla città violenta, all'infinito dibattito sulla sicurezza. Alla fine la verità è venuta fuori. Per sfuggire alle violenze della madre, una ragazzina di 12 anni ha atteso l’arrivo della polizia davanti al cancello d’ingresso di un parco. Gli agenti l’hanno trovata in lacrime con il volto pieno di sangue e ferite su tutto il corpo.

La storia di questa ragazzina, punita per aver passato troppo tempo a chattare con gli amici su Facebook, come ha raccontato lei stessa ai poliziotti che la notte tra il 29 e il 30 agosto l’hanno tratta in salvo e portata in ospedale, da dove è stata dimessa con una prognosi di dieci giorni.

Mancavano pochi minuti a mezzanotte quando la madre della ragazza ha chiesto alla figlia di spegnere il computer ed andare al letto. Esasperata dal rifiuto da parte della ragazzina, e complice forse qualche bicchiere di troppo, la donna ha cominciato a picchiare a sangue la figlia in quella che pare essere solo l’ultima di una lunga serie di liti familiari.


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La bambina ha tentato di liberarsi dalla violenza della madre ed è scappata di casa rifugiandosi nel giardinetto pubblico di via Cornelia, nel quartiere Aurelio a Roma. Un inquilino del palazzo dove abita la famiglia, accortosi delle urla, ha subito avvisato il 113 raccontando di aver sentito la lite e di aver visto la mamma rincorrere la figlia nel parco.

”Quella ragazza correva in lacrime – avrebbe detto agli agenti -, era piena di sangue”. Giunti sul posto, i poliziotti hanno trovato la bimba che tremava ancora, piena di sangue e con ferite su tutto il corpo. ”Mamma mi ha picchiato perché non spegnevo Facebook – il suo racconto -, ma non è la prima volta, abbiamo litigato diverse volte”.

La donna, una 43enne di nazionalità russa, è stata subito rintracciata e denunciata. Se venissero confermati i maltrattamenti continui rischierebbe di perdere la figlia, avuta dall’ex marito con il quale continuava a convivere nonostante la separazione. L’uomo, al momento della lite, era al lavoro e non ha potuto arginare la violenza dell’ex moglie.

Interrogata dagli inquirenti, la donna avrebbe ammesso di aver picchiato la figlia per futili motivi. Alla ragazzina, trasportata all’ospedale San Carlo di Nancy, sono state riscontrate contusioni multiple, escoriazioni e tumefazioni. Dopo le cure del caso è stata dimessa con una prognosi di 10 giorni. E per ora, mentre se ne sta lontana a casa di parenti, della madre non vuole più saperne.

Fonte: Blitz Quotidiano
Foto dal web

Roma: adescava minori su social network, 70enne denunciato a Guidonia


Verso la fine di luglio 2012, gli investigatori del posto di Polizia di Guidonia, diretti da Alfredo Luzi, appreso che un anziano della zona acquisiva, mediante internet e social network (Facebook ndr.), su cui si era anche registrato con il proprio nome ma con la foto di un bambino, materiale pedopornografico, hanno segnalato il fatto all'Autorita' Giudiziaria.

Un attenta indagine ha consentito di accertare che l'uomo acquisiva il materiale, lo registrava su una Memory card e poi lo diffondeva per adescare sessualmente giovani minorenni. La segnalazione, giunta in forma anonima, e' stata fatta pervenire da un genitore dopo aver rinvenuto nella disponibilita' della propria figlia di 11 anni, una Memory Card, contenente materiale pornografico.

Il genitore - spiega una nota della Polizia - seriamente preoccupato, ha dapprima tranquillizzato la ragazza acquisendo ulteriori dettagli , per poi riferire il tutto al personale della Squadra Anticrimine dell'Ufficio di Polizia di Guidonia, che, ha immediatamente avviato le indagine per verificare la veridicita' della segnalazione.

Nel frattempo, altre segnalazioni anonime, da parte di altrettanti genitori disperati, i quali riferivano di preoccupanti adescamenti dei propri figli da parte dell'uomo, hanno insospettito ulteriormente gli agenti che a quel punto hanno deciso di intervenire.

Pertanto, nella giornata di giovedì scorso, gli uomini dell'Ufficio di Polizia di Villalba, coordinati dal dirigente Luzi, si sono recati presso l'abitazione del sospetto, in localita' Villanova di Guidonia.

Durante il controllo, resosi conto di essere stato ormai scoperto, l'anziano si e' ravveduto ed ha deciso di collaborare, consegnando, spontaneamente, tutto il materiale informatico che deteneva all'interno della propria abitazione, anche, a suo dire, per ''purificarsi'' dei pesanti sensi di colpa che lo stavano angosciando.

Al termine degli accertamenti, l'uomo e' stato denunciato in stato di liberta' per possesso di materiale pedopornografico. Chiesto, all'Autorita' Giudiziaria, anche un provvedimento restrittivo in materia di reati di pedofilia minorile.

Fonte: Polizia di Stato

Microsoft e Polizia Postale insieme per diffondere la sicurezza informatica


Dalla collaborazione strategica tra Microsoft e Polizia Postale e delle Comunicazioni nasce il progetto SicuriOnline. Attraverso il sito www.sicurionline.it il progetto intende offrire una risposta concreta alle esigenze dei milioni di utenti italiani che, nella gestione quotidiana della propria vita digitale, spesso agiscono ignari dei rischi legati alla tutela della privacy, alla sicurezza dei propri dati e dell’utilizzo di device come PC, cellulari e tablet.

Inoltre, grazie al simpatico quiz “Sei sicuro?” è possibile scoprire in pochi semplici passi il proprio livello di sicurezza digitale, imparando a migliorare di conseguenza i propri comportamenti online. Una recente indagine condotta da Microsoft in 27 paesi ha evidenziato che, in Italia, solo il 2% degli utenti Internet ha piena consapevolezza dei rischi della rete e le conoscenze per proteggersi mentre il 71% dispone di una protezione online di base, ma non possiede le competenze adeguate per difendersi dalle minacce sempre più sofisticate della cybercriminalità, quali il phishing e il furto di identità, piazzandosi agli ultimi posti tra i paesi in termini di sicurezza.

In questa direzione, sicurionline.it nasce come strumento per fornire agli utenti le informazioni fondamentali sul tema della sicurezza e come punto d’accesso rapido e intuitivo per trovare una risposta ai propri dubbi offrendo una duplice chiave di lettura, per andare incontro al tipo di approccio in cui il singolo utente si riconosce maggiormente. La prima parte dai possibili problemi nei quali è possibile imbattersi e si sviluppa appunto nel Decalogo della Sicurezza, con i consigli per affrontarli al meglio. Il Decalogo della Sicurezza individua le principali problematiche digitali raggruppandole all’interno di dieci aree principali.


Dai consigli per difendere la propria identità online a quelli per tutelarsi da truffe e raggiri digitali, dalle dritte per proteggere i propri dati sensibili a quelle per rendere la navigazione di bambini e ragazzi priva di rischi: tutto questo viene raccontato in maniera semplice e chiara per rendere il web più sicuro per adulti e ragazzi. A ciascuna di queste aree è poi associato un video realizzato da Polizia Postale e delle Comunicazioni, con utili consigli pratici sui comportamenti da tenere sia per prevenire che per risolvere le diverse criticità.

Un’area è invece interamente dedicata agli strumenti informatici - come software, servizi, programmi e così via - approfondendone caratteristiche e garanzie in termini di privacy e sicurezza. Per ciascuno dei prodotti Microsoft presenti sul sito, tra cui Internet Explorer, SkyDrive, Hotmail e Messenger, è stata realizzata una pagina che mette in relazione i temi di sicurezza e privacy con le caratteristiche e le peculiarità di ognuno. Inoltre, per avvicinare ulteriormente le famiglie a queste tematiche, su tutte le pagine è presente una sezione per i genitori, con suggerimenti pratici legati all’utilizzo del PC e alla navigazione in rete da parte di bambini e ragazzi.

Il lancio del sito www.sicurionline.it e del Decalogo della Sicurezza è solo il primo passo del progetto SicuriOnline, che prevede di sviluppare nel tempo una serie di iniziative a supporto della diffusione della cultura della sicurezza informatica e che vedrà nell’Internet Safer Day 2013 un appuntamento importante. L’iniziativa ha preso in occasione delle celebrazioni del 160° Anniversario della Fondazione della Polizia di Stato.

Via: Microsoft

Attenzione al virus polizia che blocca il computer ed estorce denaro


Nuova truffa sul Web con il malware Ransomware che impedisce l'utilizzo del computer per poi richiedere un codice di sblocco, ottenibile collegandosi a siti che pretendono l'acquisto di beni o servizi a pagamento, realizzando una vera e propria estorsione. La Polizia postale e delle comunicazioni mette in guardia gli utenti della Rete sulla diffusione di un virus informatico che blocca il computer facendo comparire una schermata che impone il pagamento di 100 euro per poter poi ricevere il codice di sblocco del sistema.

Ha rapito e abusato della figlia di 4 anni, arrestato grazie a Facebook

Rapita dal padre, portata in Marocco e affidata a dei parenti, costretta a lavorare ad appena 4 anni di età, poi ritrovata grazie a un annuncio su Facebook. E' la storia di una bimba sottratta alla madre, una marocchina che vive a Livorno, dall'ex marito, un connazionale di 39 anni che è stato arrestato dalla squadra mobile della Questura livornese. L'uomo è accusato di sottrazione e trattenimento di minore all'estero, abbandono di minore, violenza sessuale su minore e tentata violenza privata. Secondo confidenze fatte dalla piccola, il padre avrebbe anche abusato sessualmente della figlia, in Italia. La piccola è stata ritrovata deperita, malnutrita, terrorizzata, con segni evidenti di maltrattamenti fisici e in condizioni igieniche precarie.

Polizia ritrova Nicole e Fatima grazie a Facebook

Sono state ritrovate a Milano e stanno bene Nicole Donis e Fatima Dermouni, le due amiche quindicenni scomparse da sabato scorso a Vercelli. La fuga di Niki e Fatima si è conclusa ieri, in tarda serata. Le due giovani, verso mezzanotte e mezza, sono state riaccompagnate a casa dalla polizia. E' stata solo una bravata, spiega la polizia, che è riuscita a risalire alle due ragazzine ricostruendo il loro spostamenti dopo che le quindicenni si erano collegate al loro profilo di Facebook da un computer di Leno, in provincia di Brescia.

Scoperto portale pedofilo con bambini legati e violentati


Un portale, ancora attivo, con 700 bambini di cinque anni, legati e imbavagliati, con gatti e cani, violati dai pedofili e dagli animali. A fare la macabra scoperta sono stati i volontari dell'associazione Meter di don Fortunato Di Noto, che lo hanno subito denunciato alla polizia postale e delle comunicazioni di Catania e al centro nazionale contro la pedofilia online di Roma. Nel portale ci sono 469 video e filmati in vendita. I prezzi: accesso per un mese 200 dollari, 3 mesi 400, un anno 600. Ogni video è descritto per contenuti ed età dei piccoli protagonisti. La suddivisione riporta categorie come lolite, antiche, bambini, esotiche, incesto, lesbiche, realtà, shock, guardoni.

Latitante scovato grazie a Facebook

A tradirlo è stata la sua passione per il social network, che lo aveva spinto al punto da registrarsi col suo vero cognome e a caricare pure su Facebook le foto di famiglia. E così, il latitante Roberto Di Giacomo, gelese di 41 anni, già collaboratore di giustizia, poi sottrattosi al programma di protezione, è stato catturato. L'uomo è stato arrestato dai poliziotti della Sezione Criminalità organizzata delle Squadre mobili di Caltanissetta e di Bologna, e del commissariato di Gela, con l'ausilio della polizia svizzera. Deve rispondere di traffico di droga e omicidio volontario.

Fonte: http://facebook-inside.blogspot.com/