Il gruppo di "hacktivism" Anonymous sostiene di aver colpito l'Isis, il brutale gruppo terrorista conosciuto per i suoi cruenti, orribili video di propaganda online. La rivendicazione è giunta in un video su YouTube, con il quale il gruppo di hacker conferma che continuerà a perseguire tutti i sostenitori del califfato islamico. Venerdì scorso, Anonymous ha detto di aver attaccato e disabilitato decine di account di social network utilizzati dai reclutatori per portare nuovi membri all'Isis.
La sicurezza dei dati personali è di fondamentale importanza. Qui trovate consigli su come proteggere le informazioni personali.
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Attacchi cracker, password sicure con il vademecum di ESET NOD32
Gli attacchi portati a piattaforme web molto popolari, quali LinkedIn e - più recentemente - Yahoo!, hanno dimostrato quanto siano potenzialmente esposti i dati personali che gli utenti memorizzano su Internet. Contro questo tipo di attacchi l’utente finale non ha la possibilità di attuare una difesa efficace, ma questo non significa che non sia comunque possibile mitigare un’altra tipologia di intrusione, messa in luce dai recenti avvenimenti.
L’analisi dei dati sottratti, riguardanti gli account degli utenti che usano i social network e altri tipi di servizi su Internet, ha infatti dimostrato come una gran parte degli utilizzatori che hanno creato tali account abbiano anche scelto di impiegare password facili da indovinare (come “password” o “123456”) attraverso l’uso di semplici dizionari di parole comuni.
Il termine tecnico con cui si fa riferimento a tale attacco viene detto “brute force” (forza bruta) e si basa sull’uso di dizionari di parole comuni, immesse automaticamente in un account attraverso l’impiego di appositi programmi o comunque facilmente indovinabili attraverso pochi tentativi manuali. Per questo motivo riteniamo utile fornire a tutti gli utenti una elenco delle cattive e delle buone regole da adottare quando si sceglie una password che verrà usata per accedere a un determinato sito o servizio.
20 cose che un utente non deve MAI fare quando sceglie una password
- Una parte qualsiasi del proprio nome
- Il nome del proprio account, ovvero il cosiddetto UserID (identificativo utente). Di norma, per creare un account sono necessari due elementi: lo UserID, che molto spesso è rappresentato da un semplice indirizzo di posta elettronica, e una password. Mai usare come password il proprio UserID, devono sempre essere diversi l’uno dall’altra.
- Qualcosa meno lungo di 7 caratteri
- Una parte qualsiasi del nome di un membro della propria famiglia (animali domestici inclusi) o, peggio, quello di un collega
- Nomi di sistemi operativi
- Numeri con significati particolari (ad esempio, numeri di telefono e targhe automobilistiche)
- Nomi di luoghi
- Cose preferite o più detestate
- Facili associazioni con cose preferite o detestate: per esempio, “Aragorn” è una password pessima per un fan de “Il Signore degli Anelli”
- Una qualsiasi parola dalla corretta grammatica, in inglese come nella propria lingua madre, specialmente quelle che con ogni probabilità sono incluse in dizionari di parole d’uso comune. Ad esempio, “il mio nome” è una password non idonea per chi parla italiano
- Titoli di canzoni, persone famose, personaggi dei cartoni animati, ecc. In particolare evitare nomi quali “CharlieBrown”, “Snoopy”, “Kirk”, “Spock”, “McCoy”, “Pippo”, “Topolino”, ecc
- Nulla di così difficile da ricordare tanto da richiedere di essere scritto da qualche parte
- Nulla che sia scritto tutto in maiuscole o minuscole
- Nulla con il primo o ultimo carattere in maiuscolo e con il resto in minuscolo
- Nulla che sia stato usato come esempio per un testo. Ad esempio, il celebre “Lorem ipsum”
- Nulla che contenga solo lettere dell’alfabeto
- Stringhe di caratteri o numeri che abbiano un significato particolare: numeri di telefono, date di nascita, ecc
- Parole di uso comune e popolari come “wizard”, “password”, “oggi”, “AAAAAAA”, “QWERTYUIOP” ecc
- Anagrammi di un qualsiasi esempio fatto sopra, specialmente se basati su una semplice inversione di caratteri
- Variazione ovvie come il premettere o il far seguire un numero a uno degli esempi già fatti
Le 10 strategie migliori da seguire per scegliere una password forte
- Intervallare due parole. Ad esempio: Professor Putricide = PpRuOtFrEiScSiOdRe
- Intervallare una parola con numeri. Esempio: Frodo 465 = F4r6o5do
- Concatenare due parole, possibilmente usando un simbolo come delimitatore. Esempio: Bilbo Baggins = biLbO^bAGGinS
- Se consentito, inserire dei caratteri di controllo o simboli che non siano alfanumerici (!@#$%)
- Usare appositamente degli errori ortografici. Esempio: Luna = lUhnNA
- Maiuscole e minuscole usate in modo non ortodosso. Esempio: caPitaLiSation
- Acronimi che hanno un significato personale. Esempio: ICRMPW (I Can’t Remember My Password)
- Sostituire le lettere con numeri o caratteri equivalenti e le parole intere con abbreviazioni. Esempio: “I love you too” = 1LuVu2
- Non usare la stessa password in posti diversi
- Usare una combinazione di tutte le tecniche mostrate sopra
Fonte: ESET
Oltre il 51% del traffico Web non è generato dall'uomo ma da macchine
I più suggestionabili potranno vederci un presagio dello Skynet di Terminator e in effetti, messo giù in un certo modo, il report della società di sicurezza Internet Incapsula suona angosciante: la maggioranza assoluta del traffico Internet riferito al World Wide Web sarebbe messo in moto da algoritmi e automatismi computerizzati, e molto di questo traffico sarebbe di tipo nocivo. Spam, tentativi di hacking, cracking, ecc. In questo scenario l'attività degli esseri umani è una triste minoranza.
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Attaccato Gawker Media, rubate 1,5 mln di password
Il fine settimana appena trascorso, sono stati compromessi i server di Gawker Media, con una conseguente violazione della sicurezza a Lifehacker, Gizmodo, Gawker, Jezebel, IO9, Jalopnik, Kotaku, Deadspin e Fleshbot. Dal database, che è stato sottoposto all'attacco per circa 17 ore, i cracker sono riusciti ad effettuare il download di 1.247.897 mail. La società consiglia agli utenti di modificare le proprie password.
I dati raccolti sono stati diffusi inoltre sul torrent di The Pirate Bay, ponendo così a serio la sicurezza degli account creati su altri siti, con gli stessi identificativi. LinkedIn ha disabilitato le password di utenti i cui indirizzi e-mail sono stati inclusi nei database dei clienti che sono stati esposti all'attacco contro i siti blog di Gawker.
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