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Sophos, attacco elude controlli dei firewall sui server: Cloud snooper


Sophos, leader globale nella sicurezza degli endpoint e della rete, ha pubblicato oggi il report a cura dei SophosLabs che svela un nuovo sofisticato attacco detto Cloud Snooper che coniuga diverse tecniche di attacco per consentire al malware sul server di comunicare liberamente e controllare i server attraverso i firewall. I SophosLabs hanno analizzato le tattiche, le tecniche e le procedure utilizzati (TTP - metodologia di analisi delle minacce APT), e sono giunti alla conclusione che dietro a questo cyberattacco ci sia un Stato nazionale mosso da obiettivi di spionaggio.

ESET: malware Turla sfrutta Flash Player per lanciare cyberattacchi


Un famigerato gruppo di hacker ha sviluppato una versione aggiornata di un malware progettato per integrarsi in reti compromesse e condurre attività di spionaggio. I ricercatori ESET hanno scoperto che il famigerato gruppo di spie informatiche Turla, probabilmente appoggiato dal governo russo, sta utilizzando un nuovo strumento nelle ultime campagne indirizzate alle ambasciate e ai consolati negli stati dell’ex unione sovietica. Questo nuovo tool cerca di ingannare le vittime nel tentativo di installare un malware in grado di sottrarre le informazioni sensibili ricercate dal gruppo Turla.

Hackerata Hacking Team, pubblicati online documenti e file riservati


Durante il fine settimana, la controversa azienda italiana con sede a Milano Hacking Team, che vende strumenti di sorveglianza a governi e forze dell'ordine, è stata vittima di un attacco informatico ed email e documenti riservati sono stati pubblicati online. Gli hacker messo online, su BitTorrent, un archivio con 400 Gigabyte di documenti interni, tramite lo stesso account Twitter della società, anche questo compromesso. I codici sorgenti, fuoriusciti dall'cyberattacco al sistema di Hacking Team, hanno rivelato nuove vulnerabilità zero-day in Adobe Flash Player.

Cyber war: Israele presa di mira da malware con video pornografici


I laboratori Trend Micro, leader globale nella sicurezza per il cloud, in collaborazione con la United States Air Force, hanno scoperto una serie di attacchi rivolti a obiettivi israeliani (governo, trasporti/ infrastrutture, militari, accademici e trasporti) ed egiziani che hanno sfruttato tattiche inusuali, eseguiti da quello che si può definire un gruppo di “Cyber-estremisti”. Le indagini hanno rivelato che la possibile origine degli attacchi sia da ricercarsi a Gaza, in Egitto e in Marocco. I server utilizzati per gli attacchi sono invece stanziati in Germania.

Sicurezza IT: G DATA rende disponibile tool contro lo spyware Regin


Gli esperti dei G DATA Security Labs hanno analizzato a fondo il sofisticatissimo spyware Regin e hanno scoperto che questo spyware è attivamente in uso perlomeno già da marzo 2009. Ora G DATA è la prima società al mondo specializzata nella sicurezza informatica a rendere disponibile uno script in grado di identificare i file creati da questo malware, indipendentemente dalle soluzioni per la sicurezza installate sul proprio PC. Secondo le analisi condotte Regin è tanto pericoloso quanto lo spyware scoperto in precedenza e identificato come Uroburos, Stuxnet o Doku.

G Data: operazione Toohash, nuovo cyber attacco contro le aziende


Gli esperti dei G DATA Security Labs hanno scoperto una nuova campagna spyware. Si tratta dell’Operazione “Toohash”, un cyber attacco mirato alle aziende e a organizzazioni di vario tipo. Lo scopo dell’attacco è quello di ruba-re informazioni sensibili alle aziende prese di mira. Utilizzando un approccio di tipo “spear-phising” – una tipologia più raffinata di phishing con un movente personale e mirato – i criminali hanno spedito email aventi come allegati dei documenti di Microsoft Office infetti.

Caso Nsa: Cannistraro, intelligence europee sapevano cosa accadeva


L'ondata di indignazione suscitata in Europa dalle rivelazioni di Edward Snowden sulle attività della Nsa, con le dure prese di posizione di Berlino e Parigi, dimostra che l'opinione pubblica europea "non è stata informata adeguatamente" dai propri governi di ciò che i servizi di intelligence del Vecchio Continente, "compresi quelli italiani" "sapevano molto bene". Ed e' "colpa dei governi" l'assenza di un dibattito pubblico in Europa sul tema della privacy e della sicurezza, come quello che ci fu negli Usa quando fu varato il Patriot Act.

Attacchi malware a danno di aziende del nordest aumentati dell'800%


Con un 81% in più rispetto al 2010, gli attacchi malware ad aziende e privati nel mondo lo scorso anno sono stati più di 5,5 miliardi. Un trend che non si è invertito e che continua a crescere, come ci segnala l’Osservatorio nazionale per la sicurezza informatica di Yarix, che nel primo semestre di quest’anno ha visto incrementare di oltre l’800% i casi di spionaggio informatico a danno di aziende del nordest italiano.

In un periodo di crisi economica globale della quale non si intravede ancora la fine, una nuova piaga affligge il mondo dell’imprenditoria: l’aumento esponenziale dell’attività di spionaggio informatico. Secondo l’Osservatorio per la sicurezza informatica istituito da Yarix, infatti, la sottrazione di informazioni strategiche alle sole aziende del produttivo nordest italiano, dallo scorso anno ad oggi è aumentata di oltre l’800%.

“Anche se questo tipo di reato - dichiara Mirko Gatto, Presidente dell’Osservatorio nazionale per la sicurezza informatica - rappresenta un fenomeno che esiste da sempre, è soltanto in questi tempi di crisi che sembra essersi acuito, soprattutto a causa di numerosi casi di infedeltà del personale interno alle aziende colpite. Il timore di licenziamenti facili o di provvedimenti di mobilità mettono a dura prova professionisti che, sentendo sottostimate le proprie competenze o in alcuni casi per vera e propria vendetta nei confronti dell’azienda, utilizzano la possibilità di accedere a dati ed informazioni importanti per poterli rivendere o impiegarli ai propri scopi”. 

“Basti pensare che - continua Gatto - tra le numerose segnalazioni pervenuteci rientra anche quella di una multinazionale con quartier generale in provincia di Verona che ha subito un attacco mirato contemporaneamente a tutte le sue cinque sedi sparse per il mondo. Dati cancellati e partizioni del sistema operativo crittografate che di fatto ne hanno reso inutilizzabili i sistemi”.

“Siamo intervenuti per la gestione dell’incidente e, dopo un’attenta analisi, abbiamo scoperto che qualcuno aveva ceduto le chiavi di accesso al sistema ad hacker esperti. Il risultato? L’azienda ha dovuto ricorrere alla cassa integrazione per gli oltre 400 dipendenti per più di un mese, con perdite di ordinativi per centinaia di migliaia di euro. Un incidente che si sarebbe potuto evitare se solo si fosse gestita in maniera meno improvvisata la sicurezza informatica”. 

Come possono tutelarsi le aziende per controllare che le proprie informazioni non finiscano in mani sbagliate? “Vi sono diversi accorgimenti da prendere - suggerisce Gatto - e tra questi oltre all’ovvio e tradizionale utilizzo di firewall e antivirus costantemente aggiornati, è necessario avvalersi di tecnologie di data loss prevention e strumenti per la protezione dei dati con tecnologia di behaviour analysis. Ma soprattutto creando un security operation center e procedure per l’incident response, allo scopo di rendere ancor più solide e funzionali le risposte agli attacchi”. 

Naturalmente, nei casi menzionati di spionaggio informatico, una delle precauzioni più importanti è il controllo preventivo dei dipendenti, in una logica di approccio globale alla sicurezza che comprenda anche l’attenzione alle strutture fisiche e virtuali (mobile computing e cloud computing) e a test preventivi sui propri sistemi di prevenzione (red teaming). Il tutto per garantire la massima efficienza del sistema.

Fonte: Ippogrifo