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Facebook e Cambridge Analytica, Mozilla: più impegni sulla privacy


In seguito alla debacle di Cambridge Analytica, Facebook è stato criticato a lungo non solo per la sua gestione della situazione, ma anche per il suo atteggiamento nei confronti della privacy in generale. Le critiche arrivano non solo dagli utenti, ma anche dai politici e dalle aziende tecnologiche. L'ultima azienda a parlare è Mozilla, l'organizzazione non profit dietro il browser libero Firefox, che ha lanciato una petizione per cercare di fare pressione su Facebook per rendere le sue app più private. In Italia anche l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) vuole vederci chiaro sulla vicenda.

Facebook: da oggi cambiano le norme sulla privacy, ecco le modifiche


Facebook stravolge nuovamente la privacy. Anzi, l’ha già fatto. All’indirizzo sul social network non c’è più una pagina relativa alla privacy, ma quella relativa alla Normativa sull’uso dei dati. Tecnicamente, le cose cambieranno dalle 17 di oggi, quando scadrà il tempo concesso agli utenti per commentare e discutere l’Aggiornamento della Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità, che ha ricevuto poca o nulla attenzione. La privacy su Facebook diventerà così il modo in cui condividiamo i nostri dati.

Dati utenti Facebook esposti a terzi, cambiate le vostre password


Le informazioni personali degli utenti di Facebook potrebbero essere state rivelate accidentalmente a soggetti terzi, in particolare inserzionisti, negli ultimi anni. Lo sostiene la società specializzata in sicurezza informatica Symantec sul proprio blog ufficiale. Altri soggetti avrebbero avuto accessi a informazioni personali come profili, fotografie e chat, e potrebbero aver avuto la capacità di postare messaggi.

Massiccio attacco spam su Facebook attraverso chat

In queste ore è in atto un nuovo massiccio attacco spam agli utenti di Facebook, attraverso la diffusione di link accorciati con falsi messaggi in chat. L'attacco avviene per mezzo di false applicazioni che accedono alla chat di Facebook ed inviano in maniera del tutto autonoma i link fraudolenti agli amici del contatto che ha fornito l'accesso all'applicazione. Facebook dal canto suo sta cercando di individuare e disattivare le applicazioni nel minor tempo possibile, ma appena una viene neutralizzata dal sistema automatico di Facebook, son pronte altre ad invadere la privacy degli utenti del social network. La truffa viene diffusa attraverso dei link spam sulla bacheca e in chat degli utenti del social network e scarica virus. Il titolo del post è: "girl Ki11s herself after her father posts this message on his profile [LINK]". Per bloccare l'applicazione cliccate su questo link. Il consiglio è quello di non cliccare su link sospetti in chat nel momento in cui il vostro interlocutore non risponde in maniera logica.

Phishing su Facebook attraverso falsa applicazione

Riprendono gli attacchi di phishing attraverso posta elettronica agli utenti di Facebook mirati al furto delle credenziali di login. Chi riceve questo messaggio viene inviato a cliccare su un link che indirizza ad una falsa applicazione su Facebook per poi inserire il proprio indirizzo e-mail e password nel tentativo di recuperare l’accesso al proprio account. La ragione che viene data è che altri utenti hanno segnalato questo account come responsabile di comportamenti impropri. Inoltre vengono richiesti anche i dati di login alla propria casella email associata all'account. Ricordiamo che Facebook comunica con gli utenti al momento dell'accesso al social network tramite una schermata sulla home page. Cliccate su questo link per bloccare l'applicazione.

Indirizzi e numeri di telefono accessibili ad applicazioni e siti Web

Facebook ha confermato che gli indirizzi di casa e i numeri di telefono degli utenti del social network saranno resi accessibili a terze parti, come per esempio sviluppatori e altri siti Web. La caratteristica, che aveva sollevato parecchie critiche da parte dei legislatori statunitensi perché non garantiva a sufficienza la privacy, era stata eliminata dalla piattaforma a gennaio, seppur in via temporanea. La società di Palo Alto non ha ancora deciso quando andrà a reintrodurre la funzionalità, ma sta valutando il modo per migliorare il controllo dell’utente sulle operazioni e lavorando su eventuali aggiunte nella schermata dei permessi. Per verificare quali dati posono essere condivisi dai siti Web e dalle applicazioni in uso, o quelli dei vostri amici, andate su Impostazioni sulla privacy / Applicazioni e siti Web.

Grave vulnerabilità su Facebook permetteva accesso ai dati degli utenti

Facebook ha chiuso una grave vulnerabilità di sicurezza che avrebbe permesso a siti Web dannosi di leggere i dati personali da parte dei visitatori che avevano effettuato l'accesso al sito di social network. Il difetto è stato scoperto da due studenti di nome Wang Rui e Zhou Li, che hanno trasmesso tutte le informazioni utili alla società. Secondo Rui e Zhou, è stato possibile per qualsiasi sito web di impersonare altri siti che fossero stati autorizzati ad accedere ai dati degli utenti come il nome, sesso e la data di nascita. Inoltre, i ricercatori hanno trovato un modo per pubblicare il contenuto sulle bacheche di Facebook degli utenti in visita, un modo potenziale per diffondere malware e attacchi phishig.

Applicazione spam su Facebook da bloccare

In queste ore si sta diffondendo su Facebook una falsa applicazione che promette di mostrare il presunto suicidio di una ragazza dopo che questa avrebbe visto un post condiviso dal padre. L'applicazione che si diffonde attraverso le bacheche degli utenti invita a cliccare sulla foto della ragazza. Avrete 30 sec. di tempo per cliccare e poter vedere così il presunto contenuto eclatante. In realtà se cliccate sarete rimandati a siti esterni dove non visualizzerete alcuna immagine imperdibile, bensì vi verranno proposti abbonamenti a suonerie ed emoticons da installare sul proprio browser. Se desiderate provvedere al blocco immediato dell'applicazione, cliccate su questo link.

Spam: i profili Facebook non confermati saranno a pagamento o disattivati

Abbiamo perso il conto di quanti post abbiamo scritto riguardo la menzogna di Facebook a pagamento o dei profili non confermati che saranno disattivati. Anche la scritta in evidenza sulla pagina di login di Facebook conferma la gratuità della registrazione (per sempre). In questo nuovo “'teorema”, i profili non confermati saranno convertiti a pagamento se non confermati. Alle pagine truffa in questione, che hanno come titolo “[ufficiale facebook a pagamento dal 2011] tutti i profili non confermati con questa procedura saranno disattivati o convertiti a pagamento” sono collegate, inoltre, due applicazioni con le relative pagine su Facebook. Viene richiesto il numero del telefonino, in modo da associare un cellulare ad ogni profilo per assicurarsi che ogni utente possieda soltanto un solo profilo. Naturalmente si tratta d'una truffa. Potete bloccare le due applicazioni cliccando sui seguenti link: Block App 1, Block App 2.

Le bacheche di Facebook sono per il 20% a rischio malware

La nuova applicazione in Beta, sviluppata per portare la tutela della privacy e la sicurezza degli utenti a un livello superiore rispetto alle impostazioni fornite dal popolare network Facebook®, da qualche giorno è disponibile anche in versione Italiana. Le statistiche relative alla prima fase beta, hanno accellerato il processo di localizzazione dell’interfaccia: quasi il 20% dei link oggetto di scansione si è rilevato a rischio malware. L'Italia è uno dei Paesi in cui si registra il maggior numero di installazioni dell'applicazione, con Roma che si posiziona al quinto posto nel mondo tra le città in cui è più utilizzata. Per ulteriori informazioni su Safego BitDefender, potete visitare la fanpage all’indirizzo http://apps.facebook.com/bd-safego/

Nuova applicazione spam su Facebook, il codice di blocco

Facebook si trasforma in un portale di informazioni illimitate da rubare, aprendo la porta agli spammer che diffondono i loro contenuti sul social network. In questa ottica si colloca l'ultima applicazione spam chiamata SCHOOL GIRL, che apparentemente promette la visualizzazione di un video erotico, ma che in realtà non visualizzato alcun video, ma cliccando sulla pagina l'utente inconsapevolmente condividerà il post sulla propria bacheca e sarà di conseguenza visibile sulla homepage degli amici. Per gli utenti che sono caduti nella trappola e per coloro che desiderano tutelare i propri dati personali, loggati su Facebook cliccate su questo link per bloccare l'applicazione.

Adware attraverso l'applicazione colora il tuo profilo


Alcune pagine promettono applicazioni che in realtà permettono la visione del profilo colorato soltanto a se stessi o a coloro che hanno installato l'applicazione. Molte di esse installano adware, cioè pubblicità indesiderata e cambiano i parametri di configurazione dei nostri browser web, quali per esempio la pagina iniziale o il motore di ricerca predefinito. E' questo il caso del plug-in proposto nella pagina "Colora il tuo profilo", in cui ci viene detto che possiamo cambiare i colori e personalizzare il nostro profilo personale.

Applicazione ruba password su Facebook

I laboratori di McAfee hanno scoperto un’applicazione per Facebook pericolosa per la sicurezza degli utenti, con cui viene fatto installare un trojan in grado di rubare le password memorizzate sul sistema infettato. La pagina dell’app si presenta scritta in una lingua orientale e, una volta aggiunta al profilo, effettua automaticamente un redirect ad un sito malevolo, classificato ad alto rischio da McAfee, da cui viene eseguita un applet Java, spacciata per “Sun_Microsystems_Java_Security_Update_6“. L'unica indicazione di attività sospetta è il fatto che la firma digitale non può essere verificata da una fonte attendibile.

Fbaccount, la falsa applicazione che promette di salvare l'account

In queste ore si sta diffondendo tra i gli utenti di Facebook un'applicazione che promette la verifica dell'account Facebook in modo da evitare la disattivazione del proprio profilo. In questo caso è a rischio la privacy del profilo in quanto, come è già noto, le applicazioni possono accedere ai vostri dati e a quelli dei vostri amici. Il programma si chiama “Fbaccount”. Naturalmente nessuna applicazione è in grado di effettuare una verifica del genere, anzi utilizzandola metterete a rischio il vostro account. Il consiglio è come al solito di diffidare da queste e da simili. Loggati su Facebook, collegatevi a questa pagina per bloccare l'applicazione.

Rendi più sicuro l'account Facebook con Safego


Facebook è diventato l'obiettivo di chi usa la rete per fini criminosi. Spam, link a siti dal contenuto insicuro o link che scaricano software malevolo sui computer, affollano i profili di molti utilizzatori. In certi casi cliccare su un collegamento condiviso da un amico può essere abbastanza rischioso. Con l’intenzione di limitare questi rischi l'azienda produttrice di software per la sicurezza BitDefender, ha creato una applicazione per Facebook chiamata Safego. Per utilizzare il software, loggati su Facebook, recatevi a questa pagina e date l'autorizzazione all'applicazione ad accedere alle vostre informazioni di base. L’utente deve premere il pulsante Scan Now e attendere l’esito di Safego. Safego include una funzionalità di protezione della privacy, che avvisa nel caso il vostro profilo pubblico contiene dati privati ai quali possono accedere liberamente persone che non sono tra i vostri contatti di Facebook.

Privacy degli utenti di Facebook violata


Molti giochi e applicazioni popolari su Facebook rivelano il nome degli utenti, e a volte anche dei loro amici, a compagnie pubblicitarie e no. Lo rivela il Wall Street Journal. Le 10 applicazioni piu' popolari su Facebook trasmettono i nomi degli utenti a societa' esterne; 3 anche i nomi degli amici. Tra queste 'app' ci sono alcuni giochi di successo pubblicati da Zynga come FarmVille, Texas HoldEm Poker e FrontierVille. Non è noto da quanto tempo esista questa falla di sicurezza, scrive il giornale, ma un portavoce di Facebook ha assicurato di essere al lavoro per arginarla grazie all’introduzione di una nuova tecnologia.

Applicazione Latitanti per aiutare le forze dell'ordine


Uno nuovo strumento è stato sviluppato per avvicinare le persone alle istituzioni sfruttando Facebook ed aiutare quest'ultime nella caccia ai criminali. Il Ministero dell'Interno ha pubblicato la lista dei trenta latitanti più pericolosi d'Italia, e in questo ambito è nata un'applicazione (sviluppata da terzi). L'applicazione è ancora in fase sperimentale e dunque soggetta ad ulteriori miglioramenti e sviluppi. Troverete l'opzione "Latitanti" nelle bacheche di tutte le Pagine che collaboreranno a questo progetto, primo in Italia nell'ambito dei social network.

Facebook Luoghi anche in Italia

Finalmente attivata, anche in Italia, Facebook Places (Luoghi), la funzionalità del popolarissimo social network che consente di taggare la propria posizione e verificare quella dei propri contatti. Places risulta attivo ed è accessibile sia dall’applicazione per iPhone, che dalla web app html raggiungibile all’indirizzo touch.facebook.com, funzionante su tutti i browser con supporto alla geolocalizzazione con HTML5. In questo modo chiunque può pubblicare un breve testo per indicare quando arriva in un città, entra in un negozio, partecipa a un concerto. Un messaggio breve mostra il nome, il luogo e il momento della segnalazione.

Fonte: http://future-web-net.blogspot.com/

Un milione di siti Web infetti ed applicazioni dannose su Facebook

Circa l'1 % di tutti i domini attivi Web sono stati infettati con codici maligni nel secondo trimestre del 2010, secondo i dati diffusi dalla società di sicurezza Web Dasient, Inc. Gli attacchi Web sono stati uno dei settori più in crescita tra le attività dannose negli ultimi anni, come pure le applicazioni Web dannose, grazie allo sviluppo profondo delle reti sociali come Facebook e Twitter. I difetti principali delle piattaforme di sviluppo Web hanno anche reso più facile il compito per i malintenzionati, sfruttando la navigazione del web, attraverso i cosiddetti attacchi drive by-download. Il dominio .com continua ad essere il più popolare tra i siti web attaccati, così come un buon numero di infezioni si è registrato su quelli con suffisso cinese .cn. Anche i banner pubblicitari sono vulnerabili agli attacchi, il cui fenomeno Dasient definisce come "malvertising", che può comportare anche l'uso di domini Web legittimi per guidare gli attacchi.

Fonte: http://protezioneaccount.blogspot.com/