EURES, avviso per gli utenti: e-mail scam con offerta falsi posti di lavoro


Persone in cerca di lavoro iscritte al portale EURES hanno ricevuto offerte di lavoro nel settore finanziario, molto probabilmente non veritiere, da parte di società denominate “Arrow Financial Group”, “Action Financial Group Pty Ltd.” e “Brentnall Financial Group Pty Ltd.”. Secondo EURES si tratta di messaggi di scam inviati da società truffaldine.

EURES raccomanda agli iscritti in cerca di impiego di non rispondere ai messaggi di posta elettronica inviati da queste società o da società simili e si scusa per gli eventuali disagi subiti dai nostri utenti a causa di tali messaggi. EURES sta lavorando attivamente per prevenire il ripetersi di tali azioni. Ad agosto 2011 sono stati segnalati diversi casi di spam o scam e si ritiene che la rete EURES e le sue banche dati siano state usate per attività illecite o contatti non richiesti.

EURES ha lavorato sodo per trovare una soluzione tecnica o altre soluzioni per impedire a società truffaldine o falsi datori di lavoro di usare in modo illecito i sui servizi. Al tempo stesso è importante stabilire un equilibrio, ovvero impedire a società false di contattare chi è alla ricerca di un impiego e consentire a società vere di entrare in contatto con utenti in cerca di lavoro registrati sul portale EURES.

Nel caso riceviate un messaggio di posta elettronica intestato a EURES (o altri messaggi di posta elettronica con offerte di impiego) occorre tener presente quanto segue:

  • Conosco il mittente dell’offerta di lavoro? Il contatto è stato avviato da me, ad es. mediante iscrizione a mailing list o ad avvisi e-mail? Il messaggio è stato spedito da un indirizzo di posta elettronica di EURES o da un altro indirizzo di posta elettronica che conosco?
  • Conosco la società? Se non avete mai sentito il nome della società occorre fare una ricerca approfondita, non soltanto esaminando il suo sito web, ma anche, ad es. cercando sue notizie sui mezzi di informazione.
  • State in guardia, alcuni truffatori potrebbero usare in modo illecito i nomi di società affermate o la rete EURES e falsificare gli indirizzi di posta elettronica e/o usare nomi di dominio fuorvianti.
  • Non aprite mai un’offerta di lavoro dove si chiede al destinatario di inoltrare o di ricevere del denaro o dove una società finge di non riuscire ad aprire un conto corrente, di non essere a conoscenza del codice fiscale, di non essere in grado di trasferire denaro, ecc.
  • Non indicate mai informazioni finanziarie su moduli di siti web nel corso di una procedura di assunzione. Nessuna società seria avvia una procedura di assunzione chiedendo il conto corrente o i dettagli della carta di credito.
  • Prima di chiamare un numero di telefono che vi è stato spedito con un messaggio di posta elettronica verificate che sia a tariffa ordinaria e non un costoso numero a pagamento.
  • Se ricevete un’offerta di lavoro illecita, non etica o comunque non appropriata al vostro profilo indicato nell’applicazione EURES CV online o se sospettate che il mittente abbia ottenuto il vostro indirizzo di posta elettronica dalla nostra banca dati dovete sempre inviare un reclamo usando il modulo online o contattare il servizio assistenza per mettere EURES in condizione di prendere le necessarie contromisure.
  • Siti web come http://www.fakechecks.org/ o http://antifraudintl.org riportano casi di truffa e forniscono suggerimenti per individuare messaggi di posta elettronica sospetti.
Via: EURES

Adolescenti: da bullismo a cyberbullismo, molestia si sposta su Internet


Gli adolescenti italiani sono sempre più sedentari, tanto che ben il 60% trascorre all’incirca 11 ore al giorno tra sedia e poltrona, ovvero tra scuola, Internet e Tv. Facebook e gli smartphone sono ormai fenomeni di massa. Sono infatti 8 su 10 i tredicenni che hanno il profilo su Facebook. Il fenomeno emerge dall'indagine 'Abitudini e Stili di Vita degli Adolescenti' della Società Italiana di Pediatria (Sip), giunta alla quindicesima edizione, che ha coinvolto un campione nazionale rappresentativo di 2081 studenti (1042 maschi - 1039 femmine) frequentanti la classe terza media inferiore.

Un dato positivo che emerge dall’indagine riguarda il bullismo. Si conferma una contrazione del fenomeno o, quantomeno, della percezione del fenomeno da parte degli adolescenti. A dichiarare di aver assistito (qualche volta o spesso) ad atti di bullismo è il 54% del campione. Un dato assoluto certamente non basso, ma significativamente minore rispetto al 61,5% registrato lo scorso anno e - soprattutto - rispetto al 75% del 2008. Quasi dimezzate dallo scorso anno sia la percentuale di chi pensa che un ragazzo o una ragazza prepotenti siano in gamba (dal 4,5 al 2,4%) sia quella di chi considera una spia chi riferisce gli episodi subiti (dal 10,5 al 5,1%).

Accanto a questi dati complessivamente confortanti c’è però una realtà ‘sommersa’ costituita dal cyberbullismo, ovvero persecuzioni, offese e molestie, perpetrate in rete, soprattutto attraverso i social network. Lo registra già il 43% degli adolescenti, percentuale che sale (ovviamente) al 62% tra i grandi utilizzatori della rete. “Il bullismo elettronico permette un maggiore anonimato del bullismo diretto o di quello indiretto di tipo sociale, anonimato che può far diminuire il senso di responsabilità da parte di chi agisce, permettendo l'azione prevaricante anche da parte di soggetti che nella conflittualità sociale diretta non troverebbero la forza di agire”, commenta Luca Bernardo, Consigliere nazionale SIP e grande esperto di disagio giovanile.

“Il bullismo elettronico - prosegue - inoltre, con il ruolo rivestito dall'immagine, risente più del bullismo "tradizionale" dell'influenza dei media e delle modalità e contenuti da questi trasmessi. Non va poi dimenticato, in termini operativi, che il bullismo elettronico può essere maggiormente nascosto al mondo degli adulti, a causa di una generale maggiore competenza informatica e tecnologica dei ragazzi rispetto ai genitori o agli adulti in genere ed alla scarsa possibilità di controllare le comunicazioni inviate tramite internet o tramite cellulare.

Il Cyberbullismo consente al bullo di “diventare un eroe multimediale” e fa si che la vittima non rimanga vittima una sola volta, ma diventi la vittima catturata dall’infinito spazio virtuale; e l’immagine (fotografia, film, ecc.) che riprende la violenza subita (verbale, fisica) viene immortalata e resa intangibile nello spazio virtuale. Ciò comporta che il disagio della vittima aumenti in modo esponenziale: il silenzio, l’esclusione, il senso di impotenza, la mortificazione, la vergogna, il timore del giudizio degli altri, che connota ogni vittima di bullismo, diventano spesso insostenibili quando si è alla mercé di un atto di cyberbulling”.

Nell'ambito della navigazione in rete, inoltre, i comportamenti potenzialmente pericolosi sono praticati maggiormente proprio dagli adolescenti che vivono nelle aree metropolitane. Così, ad esempio, il 5,3% degli adolescenti dichiara di aver ricevuto, e aderito, a proposte di sesso via internet da parte di uno sconosciuto, ma la percentuale sale al 5,8% tra i giovanissimi che vivono in grandi città. Allo stesso modo, il 7,5% dichiara di aver pubblicato in rete una propria foto provocante, ma il dato arriva al 18,5% tra gli adolescenti delle metropoli. Il sesso, tuttavia, non sembra essere una priorità.

Rischio frode per chi acquista le vacanze online, attenti alle false email


Sono sempre di più le persone che utilizzano Internet per prenotare le loro vacanze al mare, in città o nei luoghi di villeggiatura che preferiscono. Durante lo scorso anno quasi il 50% dei navigatori italiani ha prenotato online una vacanza o un viaggio (fonte yStats.com). Questa tendenza ha dato una nuova occasione di guadagno ai cybercriminali che, come sempre accade in questi casi, compiono speculazioni ai danni degli utenti di internet. I G Data SecurityLabs hanno scoperto una quantità massiccia di spam contenente presunte conferme di prenotazioni alberghiere avvenute su Booking.com. L'allegato delle email contiene un pericoloso trojan bancario che prende di mira il conto online degli ignari destinatari.

"Gli autori di malware sanno che moltissime persone prenotano le proprie vacanze online in questo periodo e sono, quindi, in attesa di email di conferma per l'acquisto dei loro viaggi, voli, hotel. In questo caso, fanno leva sulla popolarità del mittente, ovvero Booking.com, per attirare gli utenti nella loro trappola e spingerli ad aprire il trojan bancario in allegato" ha dichiarato Ralf Benzmueller, Responsabile dei G Data SecurityLabs.

"Non è escluso che nelle prossime settimane ci siano ulteriori campagne spam legate alle prenotazioni delle vacanze online. È preferibile che chi ha acquistato le proprie vacanze su internet verifichi il mittente delle email di conferma accertandosi che corrisponda, effettivamente, al fornitore da cui ha acquistato il servizio. Con altrettanta cautela è bene trattare gli eventuali allegati in formato compresso; meglio non aprire il file e contattare il fornitore per accertarsi che sia stato effettivamente lui a inviare il materiale. Il consiglio è sempre quello di mantenere aggiornati il sistema operativo e i software in modo tale da limitare le vulnerabilità nella sicurezza”.

Esempio di una falsa email di conferma contente malware in allegato

Il malware prende di mira il conto bancario
Secondo le analisi del G Data SecurityLab, il file nocivo utilizzato appartiene alla famiglia dei trojan bancari Bebloh [TrojanSpy:Win32/Bebloh.A ndr]. Ad essere manipolata, in questo caso, è la pagina in cui si effettua l’online banking: al cliente viene presentata una notifica di pagamento errata con la richiesta di effettuare nuovamente il pagamento. Per il cliente è difficile rendersi conto della truffa poiché nessuna operazione viene effettuata e l’importo relativo continua ad essere disponibile sul suo conto. L’attacco funziona indipendentemente dal processo TAN utilizzato in quanto l’utente effettua e legittima il bonifico personalmente.

Trojan bancari
Le manipolazioni tramite i trojan bancari avvengono in specifici file presenti nella RAM. Durante il primo giorno di attacco, gli antivirus tradizionali riescono a riconoscere solo il 27% di questi virus. Il produttore tedesco ha, perciò, sviluppato una nuova tecnologia chiamata G Data BankGuard, in grado di proteggere gli utenti dai trojan bancari chiudendo le falle di sicurezza che si creano durante le operazioni di home banking. G Data BankGuard è compatibile con tutte le soluzioni antivirus presenti sul mercato ed è una componente di tutte le soluzioni G Data per utenti finali a partire dalla generazione 2012.

Ue: internet più sicuro e migliori contenuti per bambini e adolescenti


La Commissione ha elaborato un piano destinato a garantire ai bambini le competenze e gli strumenti necessari per beneficiare pienamente e in modo sicuro del mondo digitale. Internet non è stato concepito per i bambini, ma oggi il 75% di essi ne fa uso, di cui un terzo attraverso la telefonia mobile. La nuova strategia consiste nello sviluppo di un mercato dei contenuti in linea interattivi, creativi ed educativi, in collaborazione fra la Commissione europea e gli Stati membri, gli operatori di telefonia mobile, i fabbricanti di telefoni cellulari e i prestatori di servizi di socializzazione in rete.

Cecilia Malmström, commissaria europea per gli affari interni, ha dichiarato: "Viviamo ormai nell'era digitale e le generazioni più giovani sono anche le più attive online. Questi giovani hanno una grande dimestichezza con l'uso di internet, ma rimangono vulnerabili alle minacce online. È nostro dovere di genitori tutelare la sicurezza dei nostri figli anche sulla rete. Dobbiamo rafforzare la cooperazione a livello europeo ed internazionale per lottare contro la criminalità cibernetica, in particolare nei suoi aspetti più agghiaccianti come lo sfruttamento sessuale e la diffusione online di materiali relativi all'abuso sessuale dei minori".

L'esistenza di approcci nazionali diversi fa sì che i bambini di varie parti dell'UE godano di livelli diversi di emancipazione e protezione in linea. Ciò crea anche delle difficoltà per le imprese che desiderano commercializzare in tutta l'UE servizi e prodotti adatti all'infanzia. Per superare questi ostacoli, la Commissione ha delineato una serie di misure che saranno attuate con modalità diverse, fra cui l'autoregolamentazione settoriale, e che dovrebbero portare a soluzioni flessibili e rapide in questo campo. La cooperazione in forum quali la coalizione per fare di internet un posto migliore e più sicuro per i bambini e i ragazzi (cfr. IP/11/1485) sarà vitale per il buon esito di questo processo. Le azioni si articolano intorno a quattro obiettivi principali:

  • stimolare la produzione di contenuti online creativi ed educativi per i bambini e sviluppare piattaforme per l'accesso a contenuti appropriati in funzione dell'età;
  • incrementare le azioni di sensibilizzazione e formazione sulla sicurezza online in tutte le scuole dell'UE per sviluppare la dimestichezza e la responsabilità online dei bambini nei confronti del mondo digitale e mediatico;
  • creare un ambiente sicuro per i bambini in cui i genitori e i bambini stessi dispongano degli strumenti necessari per garantire la loro protezione online – quali meccanismi di facile impiego per denunciare i contenuti e i comportamenti nocivi online, impostazioni predefinite di privacy in funzione dell'età e controlli parentali facili da usare;
  • lottare contro i materiali relativi ad abusi sessuali di bambini online promuovendo la ricerca su soluzioni tecniche innovative e il loro impiego nelle indagini svolte dalle forze dell'ordine.

Garantire la sicurezza dei bambini online è un impegno essenziale dell'Agenda europea del digitale (per informazioni generiche in merito consultare IP/10/581, MEMO/10/199 e MEMO/10/200).

Nonostante internet non sia stata creata per i bambini, questi ultimi iniziano a farne uso in età sempre più precoce. Quattro bambini su dieci dichiarano di essersi imbattuti in situazioni rischiose online, quali il bullismo online, l'esposizione a contenuti creati dagli utenti che promuovono l'anoressia o atti di autolesionismo e l'uso improprio dei loro dati personali. Si ritiene che entro il 2015 il 90% dei posti di lavoro in tutti i settori richiederanno competenze tecnologiche, ma soltanto il 25% dei giovani dell'UE dichiarano di possedere livelli "elevati" di competenze di base di internet (come l'uso di internet per fare telefonate, creare una pagina web o avvalersi della condivisione di file peer-to-peer).