Falso plugin Chrome scarica trojan e prende controllo profilo Facebook


Le truffe Facebook truffe che si basano su estensioni maligne del browser non sono nuove, ma si scopre che i truffatori hanno iniziato ad ospitarle sul sito ufficiale di Google Chrome Web Store per rendere il tutto con un looking più legittimo. I laboratori Kaspersky hanno individuato sul sito ufficiale di Google un trojan che viene proposto come estensione per il browser Chrome ed è in grado di prendere il controllo del profilo delle vittime Facebook. L'obiettivo è quello di vendere falsi "mi piace" alle aziende che vogliono rendere più popolare la loro pagina sul social network.

Ue: nasce centro vs cybercrime, violati 600mila account di FB in 24h


La Commissione europea ha proposto oggi di istituire un Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica al fine di proteggere i cittadini e le imprese europee da queste crescenti minacce. Il Centro sarà istituito presso Europol, l’Ufficio europeo di polizia con sede all’Aia, nei Paesi Bassi. Il Centro sarà il punto di riferimento europeo per la lotta alla criminalità informatica e si concentrerà sulle attività illegali online svolte da gruppi della criminalità organizzata, in particolare quelle che generano ingenti proventi illeciti, quali le frodi perpetrate online tramite l’abuso di carte di credito e coordinate bancarie.

Facebook: da oggi cambiano le norme sulla privacy, ecco le modifiche


Facebook stravolge nuovamente la privacy. Anzi, l’ha già fatto. All’indirizzo sul social network non c’è più una pagina relativa alla privacy, ma quella relativa alla Normativa sull’uso dei dati. Tecnicamente, le cose cambieranno dalle 17 di oggi, quando scadrà il tempo concesso agli utenti per commentare e discutere l’Aggiornamento della Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità, che ha ricevuto poca o nulla attenzione. La privacy su Facebook diventerà così il modo in cui condividiamo i nostri dati.

Consegna il tuo nome utente e password Facebook se vuoi un lavoro


Un datore di lavoro o un allenatore sportivo che accede all'account di Facebook o di Twitter per leggere i commenti o vedere le foto dei dipendenti o degli atleti violerebbe le leggi contro la pirateria informatica. A meno che non siano gli stessi lavoratori/studenti a rivelare i propri dati personali. E sembra proprio questa la strada che stanno seguendo molti manager e molte scuole per tenere d'occhio impiegati e sportivi.